Obama, il presidente che mangiò un cane

Il Team Romney ha finalmente un aneddoto da contrapporre a quello di Mitt con il cane sul tetto dell'auto

Pareva proprio che Romney non si sarebbe mai riuscito a scrollare di dosso il fantasma di Seamus, il povero setter irlandese che nel 1983 si fece tutto il viaggio da Boston fino in Canada chiuso in una gabbietta legata sul tetto dell'automobile con la quale Mitt stava portando in vacanza la famiglia. Quell'immagine del candidato repubblicano alla Casa Bianca alla guida di un'auto con un cane legato sul tetto è talmente surreale da fornire spunti continui a comici e polemisti di ogni genere, ed è stata infatti tramutata in un vero e proprio tormentone dalla editorialista del New York Times Gail Collins, spesso rilanciato anche da David Letterman nel suo show televisivo.

Il tormentone era partito nel pieno delle primarie repubblicane, ma ben prima il Team Obama aveva già iniziato a giocarci senza troppi scrupoli: a gennaio, quando Mitt era ancora ben lontano dal chiudere la partita, David Axelrod, il guru elettorale del presidente, aveva postato su Twitter la foto di Obama seduto sul sedile dell'auto presidenziale abbracciato al fido cane Bo, con la perfida didascalia: "ecco come i padroni amorevoli fanno viaggiare i loro cani".

Giusto due giorni fa Mitt e la consorte Ann intervistati da Diane Sawyer sulla ABC si erano visti riproporre per l'ennesima volta quell'odioso, insignificante episodio - manco fosse davvero una cosa importante di cui parlare in campagna elettorale - e per la prima volta Mitt aveva dato segni di cedimento, ammettendo che oggi non lo rifarebbe (ma solo per via della "eccessiva attenzione" che la vicenda ha suscitato); ma per una volta che il marito aveva concesso una qualche forma di ritrattazione (proprio lui che si ostina sempre a non rinnegare mai nulla, nemmeno la sua famigerata riforma sanitaria in Massachusetts che è servita da modello pilota per quella nazionale di Obama, e non a caso ha intitolato il suo libro elettorale "No Apology", niente scuse) la moglie aveva prontamente preso le sue difese raccontando che al cane quell'incredibile modo di viaggiare piaceva moltissimo, che per l'entusiasmo si metteva a fare le feste come un matto non appena vedeva la gabbietta, perché capiva che i Romney lo stavano portando in vacanza con loro e sopra o sotto il tetto dell'auto era comunque meglio che stare due settimane in un canile.

Ebbene: proprio quando ormai pareva che durante la campagna elettorale generale contro Obama Mitt e famiglia sarebbero stati perseguitati dal tormentone canino tanto quanto lo erano stati durante le primarie, ecco all'improvviso giungere una salvifica ed insperata opportunità di rendere pan per focaccia - o forse dovremmo piuttosto dire can per focaccia - al presidente in carica.

Ieri sera il sito web The Daily Caller ha pubblicato un post decisamente perfido giocato su di una citazione ripescata dal bestseller autobiografico “Dreams from My Father” che Obama scrisse diciassette anni fa prima di entrare in politica (e che un piccolo editore ha pubblicato in italiano nel 2007). Obama nel secondo capitolo del libro racconta della propria infanzia in Indonesia alla fine degli anni Sessanta, e ad un certo punto narra che stando con il patrigno indonesiano Lolo Soetoro

“Imparai a mangiare crudi per cena certi piccoli peperoncini verdi (con molto riso), e, fuori pasto, ebbi modo di assaggiare anche la carne di cane (dura), la carne di serpente (più dura), e la cavalletta arrosto (croccante)”

Apriti cielo: abbiamo un aspirante presidente che andava in vacanza con il cane legato sul tetto dell'auto, ma nell'altro angolo del ring abbiamo un presidente che il povero cane se l'è addirittura sbafato come merendina, e se ne vanta pure!

Nonostante queste due righe fossero di pubblico dominio da anni (per di più in un libro che ha venduto una marea di copie, e che quindi presumibilmente moltissimi hanno letto) e non avessero mai suscitato sino a ieri il benché minimo scalpore, in vista della campagna elettorale che in questi giorni sta cominciando a mettersi in moto non è parso vero ai sostenitori di Romney poter lanciare un contro-tormentone sul presidente divoratore di cani.  Su Twitter, sotto l'egida dell'hastag #ObamaDogRecipes, è prontamente partito il giochino goliardico di inventare calambour inserendo nomi di cani in ricette da suggerire per il desco della Casa Bianca. Lo staff del presidente ha tentato di tamponare postando a propria volta un augurio al caro Bo di passare alla Casa Bianca altri quattro anni; ma nulla ha potuto contro il contro-tormentone che da ieri impazza sul web.

Il colpo di grazia l'ha sferrato Eric Fehrnstrom, il portavoce elettorale di Romney (quello della gaffe della "lavagnetta magica"), che ha ri-postato su Twitter il tweet di Axelrod dello scorso gennaio, corredandolo però di questa sorniona didascalia, che sembra suggerire che quella mano affettuosa sul collo forse non sta facendo una coccola ma sta per tirare il collo come ad un pollo: "Con il senno di poi, una foto da brivido"...