Più poteri, maggiori responsabilità. E' il messaggio degli Stati Uniti alla Cina, consegnato oggi da Barack Obama al vicepresidente cinese, Xi Jinping, incontrato oggi per la prima volta alla Casa Bianca. Se giochiamo sullo stesso campo, è stato il monito del presidente americano, le regole devono essere uguali per tutti. In economia, certo. Ma il messaggio è che il resto del mondo non potrà continuare a girare lo sguardo, di fronte alle continue violazioni dei diritti umani.
Davanti alla stampa, Obama ha dichiarato che gli Stati Uniti "salutano l'ascesa pacifica" della Cina, sottolineando comunque che Pechino "deve giocare con le stesse regole economiche". "Vogliamo collaborare con la Cina per fare in modo che tutti operino con le stesse regole, quando si entra nel sistema economico mondiale - ha specificato Obama - "il loro deve essere un sistema commerciale bilanciato". Il presidente americano ha poi aggiunto che "su alcune tematiche fondamentali, come i diritti umani, continueremo a mettere l'accento sull'importanza del riconoscimento delle aspirazioni e dei diritti di tutti". "Maggior potere e prosperità portano anche maggiori responsabilità" ha concluso Obama.
Xi, già calato nel ruolo di nuova guida della seconda potenza mondiale (sarà lui il presidente della Cina dal prossimo anno) ha portato avanti la linea della 'diplomazia del sorriso', promettendo un maggiore impegno per il rispetto dei diritti umani. Il vicepresidente cinese ha assicurato che saranno compiuti passi concreti, ammettendo che "c'è sempre spazio per un miglioramento", ponendo comunque l'accento "sugli enormi obiettivi raggiunti in questo campo negli ultimi 30 anni". "Considerando l'immensa popolazione, la considerevole diversità tra le regioni e lo sviluppo squilibrato, abbiamo ancora di fronte molte sfide, per migliorare la vita delle persone e il rispetto dei diritti umani" ha ammesso. "Il governo cinese metterà sempre l'interesse del popolo davanti a tutto e prenderà in seria considerazione le aspirazioni e le domande della gente" ha dichiarato Xi. Il vicepresidente cinese ha poi sottolineato la necessità di una maggiore collaborazione tra i due Paesi, ribadendo in sostanza il concetto espresso al 'Washington Post' prima del viaggio negli Stati Uniti: nel Pacifico c'è spazio per due superpotenze.
Dopo l'incontro con il presidente Obama, Xi ha pranzato con il segretario di Stato, Hillary Clinton, e l'omologo Joe Biden, con cui ha ormai un solido rapporto, dopo la sua visita, lo scorso anno, in Cina. Difficilmente ci andrà Obama, invitato oggi da Xi. Almeno per quest'anno: il presidente preferisce limitare le visite all'estero nei mesi che precedono le elezioni, ha fatto sapere la Casa Bianca. Soprattutto quelle 'scomode'.
Oltre agli incontri alla Casa Bianca, Xi ha partecipato a una tavola rotonda alla Camera di commercio, cui erano presenti i dirigenti di Goldman Sachs, Walt Disney, Ford Motor, Ibm e Cnooc (compagnia petrolifera cinese). Ma Xi vuole mostrare anche il lato umano della Cina: in Iowa rivedrà le persone che lo ospitarono a Muscatine nel 1985, quando era ancora un funzionario di basso livello, e a Los Angeles potrebbe andare a vedere una partita dei Lakers. Chissà se gli hanno raccontato la storia di Jeremy Lin.














