Obama pronto per un altro gesto simbolico: visitare Hiroshima

Lo scrive il Washington Post secondo cui l'occasione sarebbe il summit del G7 del 26-27 maggio a Ise-Shima

Barack Obama starebbe pensando di chiudere la sua presidenza con un altro gesto fortemente simbolico: un viaggio a Hiroshima dove il 6 agosto 1945 Enola Gay, il bombardiere B-29 Superfortress, sganciò la prima bomba atomica della storia che uccise 140.000.

A scriverlo è il Washington Post, che cita fonti interne all’amministrazione Obama secondo le quali l’occasione ideale potrebbe essere il prossimo summit del G7 in programma il 26-27 maggio prossimi a Ise-Shima, che si trova a metà strada tra Tokyo e Hiroshima.

Fino a questo momento, in 71 anni di storia, nessun presidente statunitense ha mai visitato il Memoriale delle vittime dell’atomica. Il più alto rappresentante politico a stelle e strisce a farvi visita, come ricorda il Wp, è stata nel 2008 Nancy Pelosi, all’epoca speaker della camera. Secondo lo stesso quotidiano della capitale americana, uno dei motivi per cui nessun inquilino della Casa Bianca si è mai recato a Hiroshima è il timore che una visita del genere possa essere interpretata come un “chiedere scusa” per quell’eccidio che per molti americani fu invece necessario per porre fine alla Seconda Guerra Mondiale.

Secondo il funzionario interpellato dal Washington Post, Obama starebbe seriamente pensando, una volta in Giappone, di recarsi al memoriale. Sarebbe un gesto simbolico importante, a poca distanza di tempo dal suo viaggio a Cuba anch’esso fortemente ricco di significati, e chiuderebbe quel cerchio aperto nel 2009 quando nel suo famoso discorso di Praga si auspicò un mondo senza armi nucleari.

A Hiroshima è arrivato in queste ore il segretario di Stato, John Kerry, che parteciperà al G7 dei ministri degli Esteri e che si recherà al Memoriale di Hiroshima. Kerry, secondo quanto scrive sempre il Wp, cercherà di sondare il terreno per l’eventuale visita di Obama.

Secondo John Roos, primo ambasciatore americano a Tokyo in carica dal 2009 al 2013, Obama “vorrebbe davvero fare questo viaggio”. Per Roos, che è stato il primo funzionario americano a partecipare alle commemorazioni del 6 agosto, il 44esimo presidente degli Stati Uniti “si fa in quattro per mostrare rispetto alla storia” e cercherà di inserire quella che per ora è solo una suggestiva ipotesi “nella sua agenda”.

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