L'obiettivo di Trump e del Gop: convincere l'America che la riforma fiscale è pensata per la classe media

Così non è. Tra i principali beneficiari ci sono grandi aziende e milionari come il presidente. Mentre il provvedimento sta per essere approvato, torna il rischio di uno shutdown
AP

Arriverà anche in tempo per il Natale, ma la riforma fiscale tanto voluta da Donald Trump e dal partito repubblicano sarà un regalo non per la classe media - come i promotori tentato di fare credere - ma per le grandi aziende e i milionari come il 45esimo presidente americano. E mentre il dibattito sulle tasse continua, prima di Natale potrebbe arrivare un dono indesiderato: la paralisi del governo: il 22 dicembre scade la legislazione di emergenza che sta consentendo il continuo finanziamento del governo.

Presentata al pubblico venerdì 15 dicembre, la riforma fiscale da 503 pagine sta per essere messa al voto alla Camera e al Senato. Poi, una volta approvata, potrà essere inviata alla Casa Bianca per un firma finale di Trump, che così metterà a segno la sua prima vittoria legislativa in quasi un anno di presidenza. Anche se il Commander in chief sostiene che la riforma rappresenta "uno dei migliori regali di Natale di sempre per la classe media", sempre più americani pensano in contrario. Tra di loro c'è Michael Bloomberg, che un editoriale durissimo ha spiegato perché i miliardari come lui non hanno bisogno di un taglio alle tasse.

Per questo, con la riforma quasi in tasca, i repubblicani hanno lanciato una nuova missione: convincere un'America scettica che quella riforma è pensata per la famiglia comune.

Alla vigilia di una nuova settimana decisiva, il segretario al Tesoro Steven Mnuchin è apparso su Cnn dicendo che la legislazione rappresenta una riforma enorme a un sistema "a pezzi" che darà benefici alle famiglie lavoratrici. Ai microfoni di Fox ha invece spiegato di "non avere dubbi" sull'approvazione di un provvedimento "straordinario" e che sarà in vigore a febbraio "perché l'Irs (l'Agenzia delle entrate americana, ndr) sta già lavorando alle nuove tabelle sui tributi".

L'opera di convincimento sarà difficile da portare avanti, visti anche i commenti di qualche repubblicano: il governatore dell'Ohio, John Kasich, ha chiesto durante la trasmissione domenicale "Meet the press" su Nbc: "Penso che si poteva fare meglio? Sì".

I vincitori
A trarre i maggiori benefici dall'approvazione della riforma fiscale saranno prima di tutto il presidente Trump con la sua famiglia, le grandi aziende tra cui le società di raffinazione di petrolio, le banche, le compagnie aeree e le conglomerate come quella di Warren Buffett, i multimilionari ei gestori di fondi.

Trump e il genero nonché consigliere Jared Kushner saranno avvantaggiati per via delle loro attività nel settore immobiliare commerciale. Perché? E' stata abbassata l'aliquota sugli utili delle aziende "pass-through", che finisce nella dichiarazione dei redditi del proprietario e che viene tassato come una persona fisica. Attualmente, l'aliquota in vigore è pari al 39,6%; in base alla nuova legislazione si arriverà al 29,6%. Con qualche aggiunta all'ultimo secondo, queste aziende saranno capaci di continuare a massimizzare gli sgravi fiscali in loro favore.

Per le grandi aziende americane, l'aliquota scenderà al 21% dal 35%. E per le multinazionali come Apple, Google, Facebook e Pfizer c'è un incentivo a riportare in patria i quasi 3.000 miliardi di dollari parcheggiati all'estero: sugli utili che torneranno in Usa verrà applicata un'aliqota che spazierà dall'8 al 15,5% contro il 35% attuale. Non solo. Il provvedimento è formulato in modo tale da incentivare la Corporate America a nascondere gli utili in controllate aventi sede in paradisi fiscali. E nonostante Trump abbia ripetutamente detto di volere riportare posti di lavoro in Usa, l'effetto della riforma potrebbe essere opposto.

Nonostante le minacce lanciate in campagna elettorale, Trump ha fatto ben poco per rimuovere scorciatoie fiscali di cui godono i gestori di fondi  e riguardanti "carried interest", ossia i profitti generati dopo la vendita di un'operazione di private equity. Questi guadagni in conto capitale sono tassati con aliquote più basse dei redditi normali e poco cambierà.

Esperti di contabilità, commercialisti e avvocati beneficeranno a loro volta di una riforma fiscale complessa. Anche in questo caso Trump non ha mantenuto la promessa di creare un sistema tributario così semplice da permettere ai contribuenti di compilare una dichiarazione dei redditi paragonabile a una cartolina.

I perdenti
I singoli contribuenti. chi compra un'assicurazione medica, le famiglie a basso reddito figurano tra i perdenti della riforma fiscale, tra cui anche l'Irs.

I tagli alle aliquote per le persone fisiche saranno solo temporanei mentre quelli delle aziende sono permanenti. In pratica, per non sforare i 1.500 miliardi di dollari di tagli alle tasse in 10 anni, la classe politica repubblicana ha preferito avvantaggiare la Corporate America e non i suoi concittadini, che dalla fine del 2025 vedranno risalire le loro aliquote. Il Gop spera che in futuro il Congresso possa estendere i tagli decisi ma non c'è alcuna garanzia che succeda, specialmente se il partito democratico riprenderà il controllo del Parlamento nelle elezioni del 2018, come la maggior parte degli americani vorrebbe.

Con la riforma fiscale, scompare l'obbligo - introdotto da Obama - in base al quale ogni americano era tenuto ad avere un'assicurazione medica. Questo significa che, come stimato da un organismo congressuale bipartisan, le persone in salute con ogni probabilità non compreranno più una polizza. Se così fosse, le compagnie assicurative si ritroverebbero a gestire soprattutto anziani e malati con il conseguente aumento dei premi assicurativi. In tutto, il Congressional Budget Office stima che 13 milioni di persone in più saranno senza assicurazione.

Tra i perdenti figurano anche coloro che possiedono una casa negli Stati ad alta tassazione come New York, California e New Jersey. E' stato posto un tetto di 10mila dollari alle detrazioni che si possono fare delle tasse statali e municipali versate.

In tutto ciò, l'agenzia delle entrate Usa - già alle prese con scarsi fondi e l'assenza di un numero uno - dovrà gestire contribuenti confusi, stampare nuovi manuali e aggiornare i propri sistemi informatici.

 

 

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