L'occupazione americana ha frenato a dicembre ma disoccupazione ai minimi di 17 anni

Per l'87esimo mese di fila, creati posti di lavoro. Per la prima volta dagli anni '90, l'economia americana ha aggiunto almeno 2 milioni di posti di lavoro ogni anno per il settimo anno di fila. Pressioni inflative sotto controllo

A dicembre le aziende americane hanno continuato ad assumere per l'87esimo mese di fila ma a un passo più lento e peggiore delle stime. Ciò non cambia per il momento il quadro di cui la Federal Reserve tiene conto per decidere la sua politica monetaria e gli investitori non sembrano temere un numero di strette maggiore rispetto alle tre preventivate dalla banca centrale Usa per il 2018. E ciò non ferma la corsa dell'azionario a Wall Street, che il giorno precedente al rapporto sull'occupazione aveva visto il Dow Jones Industrial Average chiudere per la prima volta sopra i 25.000 punti.

Nell'ultimo mese del 2017 negli Stati Uniti sono stati creati 148.000 posti di lavoro, mentre gli analisti attendevano un aumento di 180.000 unità. Il numero di posti di lavoro creati tra ottobre e novembre è stato rivisto, rispettivamente a 211.000 e a 252.000 unità, risultando un calo complessivo di 9.000 posti. Nell'intero anno il numero di posti di lavoro creati è stato di 2,1 milioni, corrispondente ai minimi del 2010. Per la prima volta dagli anni '90, l'economia americana ha comunque aggiunto almeno 2 milioni di posti di lavoro ogni anno per il settimo anno di fila.

Stando a quanto riferito dal dipartimento al Lavoro, il tasso di disoccupazione è rimasto al 4,1% come previsto e corrispondente al minimo da dicembre 2000 per il terzo mese di fila. I salari orari - attentamente monitorati perché indicano l'assenza o meno di pressioni inflative - sono saliti dello 0,34% (o di 0,09 dollari) su base mensile a 26,63 dollari, leggermente di più del +0,3% atteso; su base annuale sono cresciuti del 2,5%, sopra il range tra 1,9 e 2,2% segnato dal 2012 in poi e oltre la media del 2% degli ultimi sei anni. La durata della settimana media di lavoro è rimasta a 34,5 ore per il secondo mese di fila, leggermente sopra il livello osservato all'inizio del 2017. Se gli americani lavorano per più ore significa che portano a casa più denaro.

A livello settoriale, il comparto manifatturiero ha aggiunto 25.000 posti; in questo caso l'occupazione è salita di 196.000 unità nel 2017 (massimi del 2014) contro la perdita di 16.000 posti nel 2016. Nella sanità c'è stato un +31.000 per un totale di +300mila posti nel 2017, meno dei 379mila del 2016. Nelle costruzioni è stato registrato un aumento di 30.000; nell'anno scorso l'aumento è stato di 210mila, più di 155mila posti creati nel 2016. Nel comparto della ristorazione sono stati aggiunti il mese scorso 25mila posti e nel 2017 249mila contro i 276mila del 2016. Il settore dei servizi aziendali e professionali ha creato 19mila posti a dicembre; in media nel 2017 ha creato 44mila posti al mese in linea con il 2016.

La partecipazione alla forza lavoro, che si attesta attorno ai minimi in 40 anni, è rimasta al 62,7%, sopra il minimo da ottobre 1977, pari a 62,4%, ma al minimo da maggio e al di sotto del 66% di prima della recessione.

Gli americani che si accontentano di un lavoro part-time sono stati 4,9 milioni a dicembre, in calo di 639mila unità nell'anno. Includendo gli scoraggiati, 474mila (poco mossi rispetto al dicembre 2016), il tasso disoccupazione si è attestato all'8,1% dall'8% di novembre ma comunque sotto l'8,6% visto in estate. I disoccupati di lungo termine (quelli senza lavoro da almeno 27 settimane) erano circa 1,5 milioni e rappresentano il 22,9% del totale. In anno anno il totale è sceso di 354.000 unità.

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