Oggi l'inaugurazione dell'ambasciata Usa a Gerusalemme, Trump: "Un grande giorno per Israele"

La decisione rischia di alimentare le tensioni. A Gaza 28 palestinesi uccisi

"Un grande giorno per Israele!". Così il presidente Donald Trump ha voluto commentare l'inizio di una giornata molto importante per lui, caratterizzata dall'inaugurazione dell'ambasciata statunitense a Gerusalemme, fortemente voluta. Nel suo primo tweet di giornata, Trump ha consigliato di seguire l'evento su Fox News e Fox Business, i suoi canali televisivi preferiti.

Si realizza così la promessa di Trump, con il rischio di innescare proteste da parte dei palestinesi, in particolare a Gaza. All'inaugurazione saranno presenti Ivanka Trump e Jared Kushner, figlia e genero e consiglieri del presidente americano, insieme a centinaia di personalità dei due paesi, mentre il presidente americano interverrà in videoconferenza. La cerimonia avrà inizio alle 16 (15 italiane). L'esercito israeliano ha quasi raddoppiato i propri uomini attorno alla Striscia di Gaza e in Cisgiordania, dove sono previsti comizi. Un migliaio i poliziotti israeliani mobilitati a Gerusalemme per garantire la sicurezza dell'ambasciata e delle zone circostanti.

L'inaugurazione si tiene in occasione del 70simo anniversario della fondazione di Israele, nel 1948. "Gerusalemme è stata la capitale del popolo ebraico per 3.000 anni. E' stata la capitale del nostro Stato negli ultimi 70 anni e rimarrà la nostra capitale per sempre, non importa quale accordo di pace voi immaginiate", ha detto ieri il premier israeliano Benjamin Netanyahu davanti a Ivanka Trump e Jared Kushner. Domani i palestinesi commemoreranno la Nakba, vale a dire l'inizio dell'esodo e della cacciata di centinaia di migliaia di palestinesi dalle loro terre.

Almeno 28 palestiesi sono stati uccisi negli scontri scoppiati al confine tra la Striscia di Gaza e Israele, a poche ore dall'inaugurazione a Gerusalemme dell'ambasciata americana, in programma alle 16 (le 15 in Italia). Questa mattina l'aviazione israeliana aveva lanciato volantini sulla Striscia di Gaza invitando i palestinesi a tenersi lontano dal confine e a non partecipare ad attività violente.

 

Le parole di Mnuchin

"Il presidente sta mantenendo una promessa fatta in campagna elettorale, una cosa che aveva detto che avrebbe fatto. Altri presidenti hanno detto che lo avrebbero fatto [...] Sono molto emozionato di essere qui in un giorno incredibile". Lo ha detto il segretario al Tesoro degli Stati Uniti, Steven Mnuchin, parlando a una giornalista di Fox News a meno di un'ora dall'inaugurazione dell'ambasciata statunitense a Gerusalemme. Sarà proprio Mnuchin a tirare la corda che scoprirà la targa della nuova ambasciata, come ha lui stesso aggiunto parlando con Fox News.

"Il presidente Trump vuole assolutamente la pace in Medio Oriente, è il suo obiettivo [...] Il presidente agisce e lo sta facendo perché è la cosa giusta da fare" ha aggiunto, riferendosi allo spostamento dell'ambasciata. "Questa è la capitale d'Israele, che è uno dei nostri maggiori alleati e sta combattendo il terrorismo insieme a noi" ha aggiunto Mnuchin, affermando che, "nel settantesimo anniversario [di Israele] Trump sta facendo una cosa che avremmo dovuto fare molto tempo fa".

 

Le critiche di Romney

Mitt Romney ha criticato la decisione di scegliere un controverso leader evangelico per la benedizione dell'ambasciata statunitense a Gerusalemme. L'ex candidato repubblicano alla presidenza statunitense ha definito il reverendo Robert Jeffress un "fanatico religioso". Jeffress è il pastore della First Baptist Church di Dallas ed è anche un consigliere del presidente Donald Trump, che ha riconosciuto Gerusalemme come capitale d'Israele lo scorso anno. Romney, su Twitter, ha scritto che Jeffress afferma che "non puoi essere salvato come ebreo" e che "il mormonismo (Romney è mormone, ndr) è un'eresia proveniente dalla fossa dell'inferno". "Dice le stesse cose anche dell'Islam. A un tale fanatico religioso non doveva essere data la preghiera che inaugura l'ambasciata statunitense a Gerusalemme" ha scritto Romney, candidato per un seggio nel Senato federale alle prossime elezioni di metà mandato. Jeffress è un forte sostenitore di Israele, della scelta di Trump di spostare l'ambasciata da Tel Aviv a Gerusalemme ed è contrario alla soluzione a due Stati per il conflitto con i palestinesi in base alla sua interpretazione della Bibbia.

 

L'omaggio del Beitar

Una delle squadre di calcio più titolate d'Israele ha deciso di modificare il proprio nome in onore del presidente statunitense. Ieri, l'annuncio su Facebook del Beitar 'Trump' Gerusalemme, alla vigilia dell'inaugurazione dell'ambasciata statunitense: "Per 70 anni, Gerusalemme ha atteso il riconoscimento internazionale, finché il presidente Donald Trump, con un gesto coraggioso, ha riconosciuto Gerusalemme come capitale eterna di Israele. Il presidente Trump ha mostrato coraggio e vero amore per gli israeliani e la loro capitale". "Il football club Beitar Gerusalemme, uno dei simboli più importanti della città, è felice di onorare il presidente per il suo amore e il sostegno con un gesto". Il Beitar ha vinto il campionato israeliano per sei volte; i suoi tifosi più accesi intonano cori contro arabi e musulmani durante le partite, motivo per cui la squadra è stata più volte penalizzata. La società non ha mai tesserato giocatori arabi e i suoi uffici sono stati dati alle fiamme dai tifosi, nel 2013, dopo l'acquisto di due giocatori musulmani dal Terek Grozny, squadra cecena che milita nel massimo campionato russo.

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