Ok dei repubblicani al testo unificato della riforma fiscale. Il plauso di Trump: rispettiamo promesse

L'approvazione finale potrebbe arrivare già mercoledì. L'aliquota per le imprese dal 35 al 21%

I repubblicani della Camera e del Senato hanno raggiunto un accordo su un testo congiunto per la controversa riforma fiscale voluta dal presidente americano Donald Trump, che, tra le altre cose, riduce l'aliquota per le imprese dal 35 al 21%. A rendere possibile l'accordo, un testo da 500 pagine e 1.500 miliardi di dollari, è stato il via libera di due senatori che finora avevano espresso riserve, Marco Rubio e Bob Corker. Il testo prevede anche l'abolizione del cosiddetto "individual mandate", ovvero l'obbligo di assicurazione sanitaria per tutti previsto dall'Obamacare.

Non si è fatto attendere il commento di Donald Trump, che "plaude al raggiungimento di un accordo tra i rappresentanti di Camera e Senato sul Tax cuts and Jobs Act". Come ha detto il portavoce della Casa Bianca Sarah Huckabee Sanders, il presidente "è ansioso di rispettare la promessa fatta al popolo americano e consegnare loro un taglio delle tasse entro la fine dell'anno".

La misura, considerata la maggior riforma fiscale degli ultimi trent'anni, ma sopratutto il primo e più importante successo legislativo di Trump, che nel suo primo anno alla Casa Bianca non era riuscito a varare leggi di ampio respiro, sarà messa ai la settimana prossima nelle due camere del Congresso americano, dove i repubblicani hanno la maggioranza, ancorché risicata. L'approvazione finale potrebbe arrivare già mercoledì.

I sostenitori del provvedimento puntano sul fatto che, secondo le previsioni, porterà 2.500 dollari esentasse nelle tasse di ogni famiglia americana, mentre i critici fanno rilevare che potrà fare salire il deficit di 1.500 miliardi entro il 2025. Secondo i democratici il nuovo sistema beneficerà i più ricchi a scapito della classe media.

Entrando nel dettaglio, la versione finale della riforma conferma che l'aliquota per le aziende scenderà dall'attuale 35% al 21% già nel 2018 (non nel 2019 come ipotizzato nelle versioni precedenti), contro il 15% inizialmente promesso da Trump. Gli scaglioni di imposta resteranno 7, contro i 6 che erano stati approvati dalla versione licenziata dal Senato e i 4 della Camera: 10%, 12%, 22%, 24%, 32% e 37%, per quella più alta che ottiene pertanto uno sconto rispetto all'attuale 39,6%.

Tra le misure previste ci sono una deduzione del 20% per i titolari di attività "pass-through", la deduzione immediata dei costi di nuove attrezzature, lo stop alla alternative minimum tax (tassa sui redditi che scatta con aliquota unica sopra una certa soglia di reddito), una tassa dell'8% sugli asset illiquidi e una del 15,5% sugli asset liquidi per il rimpatrio dei capitali.

La riforma, se approvata, aprirà la strada alle trivellazioni petrolifere nell'Arctic National Wildlife Refuge, un'area naturale protetta degli Stati Uniti che si trova nella zona nord-orientale dell'Alaska. I democratici e i gruppi ambientalisti sostengono che il piano del Grand Old Party comporta rischi di disastri ambientali in una delle aree più pure del Paese, rifugio di orsi polari, caribù, uccelli migratori e altri animali selvatici.

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