Colavita punta sull'online per crescere in Usa

I cugini Giovanni e Paolo Colavita spiegano i piani dell'azienda, al quarto posto nel mercato americano dell'olio di oliva

Rafforzare la presenza sull'online e abbattere i costi della distribuzione per l'olio prodotto negli Usa. E' così che Colavita vuole crescere nella prima economia al mondo. A descrivere gli obiettivi del gruppo italiano che produce ed esporta olio di oliva in 80 Paesi nel mondo sono Giovanni e Paolo Colavita, rispettivamente Ceo e presidente di Colavita Usa e vicepresidente di Colavita in California.

Secondo gli imprenditori, "l’e-commerce è il trend del momento" ma "fino a due anni fa i volumi di vendita erano insignificanti. Oggi parliamo di milioni di dollari”. Su Amazon l'olio prodotto dalla società è al primo posto nelle vendite, mentre nel mercato Usa il gruppo si posiziona al quarto posto con tre milioni e mezzo di litri venduti lo scorso anno, equivalenti a una quota di mercato del 2,3%. Al terzo posto c'è il marchio California Oil Ranch con 4,4 milioni di litri, il 3% della quota; al secondo posto si trova Bertolli con 18,5 milioni di litri e al primo posto a pari merito figurano i marchi Filippo Berio e Pompeian con 20 milioni di litri ciascuno, ossia una quota del 13%.

"Abbiamo cominciato a investire nell'online nove anni fa, in tempi non sospetti", hanno spiegato gli imprenditori. "Abbiamo creato una struttura e un team ad hoc, senza fatturare nulla per molto tempo fino a quando due anni fa il mercato è esploso. Oggi siamo il primo brand italiano nei negozi Whole Food e il primo su Amazon". L'anno scorso il gruppo ha anche investito in Hello Fresh, una start up alimentare tedesca che consegna a domicilio ingredienti per ricette.

Per Colavita, l'America è sempre stata la terra promessa: “Fin dalla fondazione dell’impresa, la nostra famiglia si è proiettata di più sul mercato estero che su quello italiano, dove pure siamo presenti ma non certo come marchio storico”, hanno spiegato i due cugini Paolo e Giovanni Colavita. L'azienda ancora oggi produce il proprio olio nello stabilimento di Sant’Elia a Pianisi, un piccolo centro del Molise. Della produzione proveniente dallo stabilimento centrale “il 50% arriva proprio negli Stati Uniti, il restante 50% negli altri 79 Paesi”, hanno precisato gli eredi del gruppo.

“Abbiamo anche alcuni prodotti che realizziamo esclusivamente qui, come l'olio di Canola, utilizzato soprattutto nella ristorazione”. Questo tipo di olio viene prodotto nello stabilimento aziendale del New Jersey e da lì viene distribuito in tutto il Paese. "L'obiettivo è di abbattere i costi per il trasporto. E' un olio che vendiamo principalmente in California e il trasporto dal New Jersey alla West Coast richiede molte risorse. Per questo motivo puntiamo a produrlo direttamente in quell'area", ha aggiunto Paolo Colavita.

Considerando la distribuzione su scala globale, i due imprenditori hanno detto che “il 90% è destinata alla vendita al dettaglio, il restante 10% al food service”.

La principale differenza tra il mercato Usa e quello italiano, secondo gli eredi del gruppo, sta nel fatto che "l'Italia è un mercato guidato dal prezzo; quello Usa è più interessato a conoscere la varietà ed è pronto a pagare di più per avere un prodotto di maggiore qualità". Motivo per cui l'azienda continuerà a investire negli Stati Uniti, puntando anche sulle acquisizioni, "in modo da rafforzare ulteriormente la nostra presenza qui".

Si tratta di un processo che non esclude l'Italia in quanto, hanno continuato i due cugini, "vogliamo entrare nelle piccole realtà aziendali italiane che abbiano le potenzialità per poter crescere, per portare il nostro know how, in modo da aiutarle a entrare nel mercato americano". Negli Usa, Colavita si occupa anche della distribuzione di prodotti per conto di altri brand italiani. Tra questi i Baci Perugina, ed è in trattativa per la distribuzione di altri marchi, sempre Made in Italy.

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©Ap

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