Oltre 200 tra produttori e rivenditori di calzature a Trump: stop ai dazi

Oltre 200 aziende tra produttori di calzature, marchi noti, retailer e piccoli negozi indipendenti hanno firmato una lettera chiedendo al presidente americano, Donald Trump, di annullare i dazi che finiranno altrimenti per aumentare i prezzi dei loro prodotti.

Nella missiva inviata oggi dalla Footwear Distributors and Retailers of America si legge: "Non ci sono dubbi che i dazi agiscano come una tassa nascosta pagata dagli individui e dalle famiglie americane. Quando i prezzi all'importazione aumentano e ricadono sulle calzature importate - o per via del prezzo delle materie prime, dei costi dei trasporti, del lavoro o dei dazi - questi costi aumentano e quasi immediatamente sono scaricati sui consumatori".

Tra i firmatari ci sono Adidas, Birkenstock USA, Columbia Sportswear, Fila, JC Penney e Wolverine Worldwide. Il numero uno dell'associazione, Matt Priest, ha dichiarato: "I marchi hanno già detto che i dazi lederanno la crescita dell'occupazione e i negozi di scarpe stanno dicendo che uccidono l'occupazione. Speriamo che il presidente ascolti gli americani in tutto il paese che sono le persone che fanno crescere le nostre economie locali, e fermi questa guerra commerciale inutile".

Venerdì scorso Trump ha annunciato un aumento del 5% al 30% dei dazi già in vigore su 250 miliardi di dollari di importazioni cinesi dall'1 ottobre, data che coincide con il 70esimo anniversario della nascita della Repubblica popolare cinese. Dal primo settembre entreranno in vigore i nuovi dazi del 15% (anziché del 10%) su altri 300 miliardi di dollari di prodotti cinesi. Tra questi ultimi verrà colpita la maggioranza delle calzature.

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