Omicidio Khashoggi, indagine Onu: Arabia Saudita colpevole, indagare sul principe MbS

"Un'esecuzione deliberata e premeditata". Da capire il ruolo di Mohammed bin Salman nell'uccisione del giornalista dissidente
Ap

"Il signor Khashoggi è stato vittima di un'esecuzione deliberata e premeditata, di un omicidio extragiudiziale per cui lo Stato dell'Arabia Saudita è responsabile sotto le leggi internazionali sui diritti umani". È quanto emerge dal rapporto di Agnes Callamard, incaricata dalle Nazioni Unite di indagare sull'omicidio del giornalista, avvenuto nel consolato saudita di Istanbul, in Turchia, lo scorso ottobre.

Nel rapporto, lungo 101 pagine e il più accurato fin qui elaborato sul caso, c'è scritto che "ci sono indizi credibili, che giustificano ulteriori indagini, del coinvolgimento di funzionari sauditi di alto livello, compreso il principe ereditario Mohammed bin Salman". Callamard ha poi affermato che le Nazioni Unite dovrebbero avviare un'indagine penale internazionale per assicurarsi che i colpevoli rispondano dei crimini commessi.

Pur non avendo trovato "prove schiaccianti" contro il principe saudita, l'esperta ha scritto che MbS ha avuto un ruolo fondamentale nella campagna di repressione del dissenso e che quasi sicuramente sapeva che era stata pianificata un'azione contro Khashoggi, giornalista critico con la famiglia reale.

Secondo Callamard, le colpe per l'omicidio del giornalista residente negli Stati Uniti andrebbero al di là degli undici sauditi incriminati; le autorità avrebbero poi partecipato, secondo l'esperta, alla distruzione delle prove. "È impossibile che un'operazione del genere potesse essere attuata senza che il principe ereditario fosse a conoscenza, almeno, di un certo tipo di missione di natura criminale contro Khashoggi" ha scritto.

Callamard ha poi aggiunto di aver trovato prove insufficienti per concludere che la Turchia o gli Stati Uniti avessero avvisato Khashoggi dei pericoli cui andava incontro. Inoltre, non ha trovato prove su presunte intercettazioni dell'intelligence statunitense da cui emergerebbe la volontà del principe di vedere morto Khashoggi.

Il governo degli Stati Uniti sta dalla parte dell'Arabia Saudita, nonostante definisca l'uccisione di Khashoggi "inaccettabile" e "orribile", perché "potremmo non conoscere mai i fatti" relativi all'assassinio, si è giustificato in passato il presidente Donald Trump, non intenzionato a rovinare i suoi rapporti con Riad e a fermare gli investimenti sauditi negli Stati Uniti. Secondo la Cia, Mohammed bin Salman "ha probabilmente ordinato" l'omicidio del giornalista dissidente.