Omicidio su Facebook, il sospetto si è suicidato

Giunta al terzo giorno, la caccia di Steve Stephens è terminata. Il 37enne ha sparato contro se stesso dopo un breve inseguimento in Pennsylvania. La polizia di Cleveland (luogo della tragedia): avremmo preferito catturarlo vivo

L'uomo accusato di avere ucciso a colpi di pistola un 74enne nel giorno di Pasqua a Cleveland (Ohio) e di avere poi pubblicato su Facebook il video dell'omicidio si è suicidato. E' terminata così la ricerca - giunta al terzo giorno - di Steve Stephens, il sospetto 37enne. A dare la notizia su Twitter è stata la polizia della Pennsylvania, dove l'uomo ha sparato contro sé stesso dopo un breve inseguimento nella contea di Erie, a circa 160 chilometri dal luogo della tragedia. Ora si passerà alla sua identificazione formale, anche con test del Dna, e alla ricostruzione degli ultimi tre giorni.

Il commissario di polizia di Cleveland, Calvin Williams, ha spiegato in una conferenza stampa che "siamo grati" che la ricerca dell'omicida sia finita ma "avremmo preferito che non finisse così visto che ci sono tante domande a cui dare ancora risposta". Le autorità preferivano catturarlo vivo: "Avremmo voluto parlargli, capire cosa sia successo. Perché c'è tanta gente nelle sue condizioni". Proprio per questo Williams si è rivolto indirettamente a uno specifico gruppo di persone: "Se non vi sentite bene, se le cose nella vostra vita non vanno bene, se avete bisogno di aiuto, chiamate. Qualcuno vi assisterà". Perché tragedie come quella del giorno di Pasqua vanno appunto evitate.

Stando alla ricostruzione di quanto accaduto, alle 11 ora locale (le 17 in Italia), Stephens è stato visto e segnalato alla polizia della Pennsylvania: la sua Ford Fusion bianca era stata notata vicino a un parcheggio di un ristorante McDonald's. "La polizia lo ha avvicinato e lui si è ucciso", ha aggiunto Williams.

La ricerca di Stephens aveva raggiunto una scala "nazionale" e le forze dell'ordine avevano chiesto aiuto a tutta l'America: "Se pensate di averlo visto, se avete notato il suo veicolo, se credete di avere informazioni utili" per la sua cattura, "chiamate il 911" (il numero per le telefonate di emergenza). Nel frattempo erano salite le pressioni su Facebook, che aveva impiegato quasi tre ore prima di rimuovere dal social network il video dell'omicidio; il gruppo ha promesso una revisione del processo di gestioni di contenuti controversi. Il capo della polizia di Cleveland ha detto di "non avere avuto alcun rapporto diretto con i social media".

Mark Zuckerberg, il numero uno del gruppo di Menlo Park (California), durante la conferenza annuale degli sviluppatori, ha ammesso che il social network "ha ancora molto lavoro da fare". E ha promesso: "Continueremo a fare tutto quello che possiamo per prevenire tragedie come questa".

Da ieri veniva offerta una ricompensa si 50.000 dollari per chiunque avesse fornito informazioni utili. In una conferenza tenutasi prima della notizia del suicidio dell'omicida, il commissario di polizia di Clevelandaveva fornito una notizia incoraggiante: "Non abbiamo scoperto altre vittime, quindi siamo fiduciosi che non ce ne siano ma continuiamo a cercare". Il riferimento era a un altro video dello stesso Stephens in cui diceva a qualcuno con cui era al telefono di avere già ucciso 13 persone.

Lo stesso Williams aveva spiegato di avere ricevuto quasi 400 segnalazioni in arrivo da tutti gli Stati, "anche dal Texas". "Riceviamo chiamate da tutto il Paese", aveva spiegato precisando di "prenderle tutte seriamente in considerazione".

A chi aveva insinuato che l'inchiesta fosse in panne, Williams aveva risposto: "Queste cose possono richiedere due giorni, due settimane, due anni. Dipende dall'individuo in fuga, dal loro modo di pensare, dal fatto che ricevano o meno assistenza. Le persone in fuga come in questo caso, a un certo punto hanno bisogno di aiuto". Per la risoluzione del caso, non servirà cos" tanto visto che l'omicida ha scelto di togliersi la vita.

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