Oscar di Montigny all'America di Trump: sappia dare risposte

L'autore de "Il tempo dei nuovi eroi" vuole fare rete, anche a New York, per ottenere un nuovo possibile mondo, "più buono, più sano, più genuino"
Oscar di Montigny

Dice di non avere inventato nulla di nuovo, ma promuovendo in giro per il mondo il concetto di "giustezza" Oscar di Montigny vuole dare il suo "umile contributo" per alzare il livello di consapevolezza su certi temi. E vuole ispirare affinché gli "eroi" che altro non siamo riscoprano la loro dimensione più intima, ancorata a una innata bontà, per promuovere un'economia basata sul capitale creativo culturale, su trasparenza, gratitudine e responsabilità. E soprattutto sull'amore, che lui definisce "l'atto economico per eccellenza".

L'aumento della popolazione mondiale, il consumo eccessivo delle risorse disponibili sulla Terra, l'incremento delle disuguaglianze sono solo alcuni dei trend che, secondo il keynote speaker internazionale, dimostrano come "il sistema non ha funzionato, non funziona, non funzionerà". Per questo "dobbiamo innovare, alterare l'ordine stabilito delle cose per fare cose nuove". Perché, come diceva Gandhi, la velocità non conta se si va nella direzione sbagliata. E perché l'avanzata dei Millennials (che nel 2035 saranno il più grande gruppo di consumatori) non può essere ignorata essendo una fonte potenziale di "cambiamenti sismici" che andranno a condizionare pesantemente il business e la finanza.

Da New York, dove lo abbiamo incontrato, di Montigny ha invitato a "lottare in una rivoluzione delle coscienze". L'unico speaker europeo ad avere partecipato al WOBI - un summit annuale considerato tra i più influenti per i top executive che vi partecipano - ha spiegato dal palco del Lincoln Center che il sistema attuale "deve essere rotto da dentro" così come il guscio di un uovo che - se rotto da dentro - porta alla manifestazione della vita. 

Colui che è direttore marketing, comunicazione e innovazione di Banca Mediolanum - vesti che non ha formalmente indossato durante l'evento newyorchese - ha spiegato ad America24 che negli ultimi tre anni ha incontrato quasi 60mila persone e che "su alcuni temi registro sempre lo stesso riscontro". E' successo anche a New York, una città associata al business e al denaro. E questo per lui non è cosa da poco. Il motivo è (teoricamente) semplice: "Quando si entra nella parte più intima di sé stessi si annullano le diversità e si trova anche la parte più intima dell'altro". Per di Montigny "l'essere umano nasce buono, poi si corrompe crescendo". Ecco perché serve "ricontattare quella dimensione originaria della specie". Lui dice di non avere una soluzione se non quella di insistere affinché "ci si metta insieme, si faccia rete, si rifletta su questi temi che hanno nella loro semplicità e banalità la loro forza".

Nel cambiamento d'epoca in corso, che dunque non è un'epoca del cambiamento, l'autore de "Il tempo dei nuovi eroi" (Mondadori) è convinto che i Millennials "saranno i grandi provocatori, magari un po' inconsapevoli perché è un po' come dire che un pesce ha la consapevolezza dell'acqua". Secondo lo speaker, "la consapevolezza a livello collettivo che loro hanno non è indifferente" e porterà a "domande forti" che - in un modo o nell'altro - ci costringeranno a essere migliori.

Stando a di Montigny, in Italia "c'è un sacco di gente che è pronta a mettersi in discussione". Decine di persone si sono proposte per sviluppare progetti imprenditoriali, educativi, divulgativi e filantropici in chiave 0.0; sono stati attivati migliaia di contatti con gli studenti incontrati in questi anni nelle scuole e nelle università; e anche le imprese e la pubblica amministrazione si sono fatte avanti. "Sto valutando come mettere a sistema questa riflessione. Sono un po' meno confidente delle istituzioni, della nostra capacità a livello istituzionale di stare alla velocità del cambiamento, di stare all'importanza delle domande che ci vengono fatte. Su quello non sono pessimista, forse solo realista. Non registro una prontezza, siamo un po' impantanati". Lui crede in una movimento dal basso che riuscirà ad affermare le proprie le volontà "senza fare rivoluzioni violente e senza essere volgare".

All'America di Trump, di Montigny chiede di essere un "esempio trainante per tutti gli altri Paesi del mondo nel giocare un ruolo di grande resposabilità, che è l'abilità di dare risposte". Come ci ha spiegato lo speaker "oggi il mondo sta facendo domande importanti, il pianeta si sta ridisegnando completamente dal punto di vista demografico, tecnolgico e ambientale. Per potere orientare questo grande cambiamento, l'America di Trump - che è il Paese leader - deve essere capace di essere leader non tanto nelle discipline dell'economia, della finanza, della politica ma anche dell'etica, dei valori, dei comportamenti. In questo deve essere un modello trainante, che sappia incarnare l'assolutezza di alcuni valori. Perché un valore è veramente assoluto solo se include, pur nelle diversità, e non esclude".

Anche per noi, l'autore de "Il tempo dei nuovi eroi", ha un messaggio: "Essendo la specie più evoluta su questo pianeta, dobbiamo assumerci la responsabilità di questo ruolo apicale". E chi fra di noi occupa ruoli di maggiore responabilità, "deve essere l'emblema di un nuovo possibile mondo, più buono, più sano, più genuino". E' banale? Chiede retoricamente lui. "Può essere. Però è necessario" per affrontare con la dovuta "giustezza" quella che lui considera "l'avventura eroica che è la nostra vita".

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