Pentagono: stop a vendita di smartphone Huawei e ZTE nelle basi militari Usa

Potrebbero porre un "rischio inaccettabile". Il timore è che la Cina possa hackerare i dispositivi per spiare o impedire comunicazioni

Il Pentagono intende mettere fine alla vendita dei telefonini prodotti dalle cinesi Huawei Technologies e ZTE nei negozi presenti nelle basi militari Usa in giro per il mondo. La convinzione è che pongono minacce potenziali alla sicurezza. Così facendo, Washington aumentata la pressione sui due gruppi che - è la tesi - potrebbero ricevere l'ordine da Pechino di hackerare i dispositivi per spiare o impedire comunicazioni. Il sospetto è che la Cina possa inoltre tenere traccia di dove i soldati Usa si trovano.

Huawei e ZTE hanno detto in passato di non avere mai ricevuto richieste simili. Un portavoce di Huawei ha aggiunto che il gruppo opera autonomamente da Pechino e che nessun governo ha mai chiesto di spiare o sabotare le attività di un altro Paese.

La mossa va a colpire Huawei, il terzo produttore di smartphone al mondo dietro l'americana Apple e la sudcoreana Samsung Electronics. Diversamente da Huawei, che in Usa ha una presenza risicata, ZTE è il quarto più grande venditore di telefoni in Usa. ZTE è l'azienda recentemente presa di mira dal dipartimento americano del Commercio, che ha vietato ai gruppi americani di venderle componenti per sette anni. Secondo il governo Usa l'azienda cinese ha violato ancora una volta l'embargo previsto sulla vendita di prodotti all'Iran e alla Corea del Nord.

Dave Eastburn, portavoce del Pentagono, ha detto in una nota che "Huawei e ZTE potrebbero porre un rischio inaccettabile al personale, alle informazioni e alla missione del dipartimento". Alla luce di questo, "non è prudente continuare a vendere" i loro telefonini nei negozi del dipartimento che si trovano nelle o vicino alle basi militari in Usa o all'estero e che sono pensati per servire i soldati e i marinai statunitensi. Il Pentagono non può obbligare i propri dipendenti a non comprare i prodotti incriminati per uso personale ma "dovrebbero tenere presenti i rischi alla sicurezza che il loro uso comporta", ha aggiunto il portavoce.

Il tutto succede mentre una delegazione Usa si prepara a trattare a Pechino in campo commerciale.

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