Per il re del "Big Short", proteste Hong Kong una minaccia per economia globale

Steve Eisman teme che possano diventare un "cigno nero"

Le proteste a Hong Kong potrebbero mettere a repentaglio un qualsiasi accordo commerciale tra Stati Uniti e Cina e potrebbero pesare sull'economia globale. Per questo, quelle proteste sono la principale preoccupazione per Steve Eisman, l'investitore reso celebre anche fuori dagli ambienti di Wall Street grazie al film "The Big short".

L'uomo che aveva scommesso su un crollo del settore immobiliare americano nel 2007-2008, al centro della peggiore crisi dalla Grande Depressione degli anni '30 del secolo scorso, crede che quanto sta succedendo nella regione amministrativa speciale della Cina possano essere un "cigno nero", riferimento agli eventi difficili da prevedere e per questo particolarmente pericolosi.

Parlando ai microfoni di Cnbc, Eisman ha affermato: "Se le tensioni aumentano ulteriormente a Hong Kong, potrebbe esserci un impatto reale sull'economia globale". Secondo Eisman, "le tensioni stanno aumentando. La geste che sta protestando non intende smettere, il governo cinese non sembra volere cedere, quindi se la calma non prevale è possibile che le cose a Hong Kong diventino davvero brutte".

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