Persona dell'anno: Time sceglie le donne che hanno denunciato le violenze sessuali

Premio al movimento #MeToo, che ha raggiunto una dimensione mondiale dopo le accuse contro il produttore Weinstein. Tra i dieci finalisti c'erano Trump, Mueller, Kim e Xi

Le donne che hanno rotto il silenzio con il movimento #MeToo e denunciato le molestie e le violenze sessuali subite sono state proclamate 'Persona dell'anno' dalla rivista Time. Lo ha appena rivelato la rivista, che assegna il premio annuale dal 1927, dedicato all'individuo (o individui) che si è contraddistinto, nel bene o nel male.

Nonostante il movimento #MeToo sia nato anni fa, grazie all'attivista Tarana Burke, è solo recentemente che ha guadagnato un vasto interesse, raggiungendo l'opinione pubblica mondiale dopo le accuse contro il produttore cinematografico Harvey Weinstein e altre celebrità. L'hashtag #MeToo è stato usato in tutto il mondo dalle donne, che hanno denunciato violenze e abusi che non avevano mai avuto la forza di denunciare.

Time ha dedicato la copertina ad alcune di queste 'Silence Breakers', ovvero Ashley Judd, Susan Fowler, Adama Iwu, Taylor Swift e Isabel Pascual, e ha dato spazio, nell'articolo, al racconto di numerose donne; nel movimento, ha compreso anche gli uomini, come l'attore Terry Crews, che hanno avuto il coraggio di difendere le vittime, spesso messe sotto accusa più dei responsabili delle violenze.

Nei giorni scorsi, Time aveva comunicato la lista dei 10 finalisti per il titolo: gli altri nove erano il presidente statunitense, Donald Trump, vincitore nel 2016; Robert Mueller, il procuratore speciale che indaga sulle interferenze russe nelle elezioni statunitensi e le possibili collusioni con lo staff di Trump; Kim Jong Un, il leader nordcoreano; i 'Dreamers', ovvero le migliaia di giovani immigrati senza documenti che rischiano di essere espulsi dagli Stati Uniti a causa delle politiche di Trump; Xi Jinping, il presidente cinese.

Tra i finalisti c'erano anche Colin Kaepernick, il giocatore di football americano che ha dato inizio alla protesta durante l'esecuzione dell'inno prima delle partite; Jeff Bezos, l'amministratore delegato di Amazon; Patty Jenkins, regista di Wonder Woman, e il principe saudita Mohammed bin Salman.

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