Persona dell'anno: Trump, Mueller e Kim tra i 10 finalisti di Time

Ci sono anche Kaepernick, i Dreamers, Bezos, la regista Jenkins, Xi e il movimento #MeToo
Fbi

La rivista Time ha annunciato i dieci finalisti per il titolo di 'Persona dell'anno' 2017, che è assegnato dal 1927. C'è Donald Trump, nonostante il 'rifiuto' del presidente statunitense, che ha detto di aver declinato la potenziale nomina perché troppo impegnato per rilasciare l'intervista e realizzare il servizio fotografico. Trump è stato nominato 'Persona dell'anno' nel 2016, un mese dopo aver vinto le elezioni presidenziali.

Presenti, poi, diversi personaggi vicini, a vario titolo, a Trump. C'è Robert Mueller, il procuratore speciale che indaga sulle interferenze russe nelle elezioni statunitensi e le possibili collusioni con lo staff di Trump; c'è Kim Jong Un, il leader nordcoreano. Ci sono i 'Dreamers', ovvero le migliaia di giovani immigrati senza documenti che rischiano di essere espulsi dagli Stati Uniti a causa delle politiche di Trump; c'è Xi Jinping, il presidente cinese. C'è, infine, Colin Kaepernick, il giocatore di football americano che ha dato inizio alla protesta durante l'esecuzione dell'inno prima delle partite, che è stata più volte ferocemente contestata da Trump.

Gli ultimi quattro nominati sono: Jeff Bezos, l'amministratore delegato di Amazon, divenuto l'uomo più ricco del mondo; Patty Jenkins, regista di Wonder Woman, prima donna a dirigere un film che ha incassato più di 100 milioni di dollari nel primo fine settimana nei cinema; il principe saudita Mohammed bin Salman, 32 anni, erede al trono, che ha ordinato un'ondata di arresti nel Paese con un'operazione anticorruzione con cui ha, inoltre, aumentato il proprio potere. Infine, il movimento #MeToo, con cui le donne stano trovando la forza di denunciare le violenze sessuali subite, dopo le pubbliche accuse contro il produttore cinematografico Harvey Weinstein. La 'Persona dell'anno' 2017 sarà annunciata mercoledì, alle 7 di mattina (le 13 in Italia).

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Wall Street, il focus resta sulla Turchia

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Trump condanna razzismo e invita all'unità un anno dopo Charlottesville

Al via a Washington manifestazione di suprematisti bianchi. Prevista contro-manifestazione. Nella città della Virginia dichiarato lo stato di emergenza
AP

Charlottesville. Un anno dopo. Mentre la capitale americana si prepara a ospitare una manifestazione di suprematisti bianchi - gli stessi che l'11 agosto del 2017 crearono caos e violenze mortali nella città della Virginia - Donald Trump invita una nazione forse mai così divisa "all'unità". Il 45esimo presidente americano ha fatto di nuovo ricorso al suo megafono - Twitter - per "condannare tutti i tipi di razzismo e atti di violenza". E per augurare "pace a TUTTI gli americani". Peccato che grand parte dei cittadini Usa creda che da quando Trump è stato eletto le relazioni razziali siano peggiorate.

Abituato ad attaccare i suoi più feroci critici, il Ceo di Tesla ne ha combinata un'altra delle sue. Il tutto mentre il mondo della finanza continua a interrogarsi se e come Elon Musk realizzerà il delisting del gruppo, ipotizzato martedì 7 agosto in una serie di tweet controversi su cui la Sec ha acceso un faro. Intanto il cda di Tesla si prepara a incontrare gli advisor finanziari per discutere dell'operazione.

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Dopo essere stato pesantemente criticato per la serie di tweet controversi (e privi di dettagli) con cui il 7 agosto scorso aveva annunciato di volere delistare Tesla e renderla un gruppo in mani private, il Ceo Elon Musk ha pubblicato un blog post nel tentativo di fornire chiarimenti. Tuttavia gli investitori sono rimasti scettici sul suo piano di buyout.

Diritti umani, l'alto commissario Onu: parole di Trump "vicine all'incitamento alla violenza"

Zeid Ra'ad al-Hussein: "La sua retorica mi ricorda i tempi bui" del ventesimo secolo

La retorica del presidente statunitense, Donald Trump, contro i mass media 'nemici del popolo' è "molto vicina all'incitamento alla violenza", che potrebbe portare i giornalisti ad autocensurarsi o a essere attaccati. Lo ha detto l'alto commissario per i diritti umani delle Nazioni Unite, Zeid Ra'ad al-Hussein, in un'intervista esclusiva al Guardian prima della fine del suo mandato. Il diplomatico e principe giordano lascerà l'incarico questo mese, dopo aver deciso di non ripresentarsi per un secondo mandato quadriennale, in un momento in cui le grandi potenze mondiali sembrano meno impegnate a combattere gli abusi.

L'ambasciatrice Mariangela Zappia debutta all'Onu, vede Guterres

La nuova Rappresentante Permanente dell’Italia presso il palazzo di vetro ha presentato le sue credenziali. I temi prioritari per il nostro Paese: pace e sicurezza, diritti umani, sviluppo sostenibile, migrazioni

La nuova Rappresentante Permanente dell’Italia presso le Nazioni Unite a New York, l'ambasciatrice Mariangela Zappia, ha presentato oggi le lettere credenziali al segretario generale Antonio Guterres. Durante l’incontro con Guterres, Zappia ha evidenziato la priorità assegnata dall’Italia a un multilateralismo efficace, al ruolo del Palazzo di vetro per la pace e la sicurezza internazionali e quale pilastro di un sistema internazionale fondato sul diritto e sul rispetto della persona.

Trump pronto a rivedere accordi duty-free con nazioni piccole

Indonesia e Thailandia nel mirino. Dall'autunno analisi su accordi in Europa orientale, Medio Oriente e Africa

Non ci sono solo la Cina o l'Unione europea nel mirino (commerciale) degli Stati Uniti. Da quando Donald Trump è diventato presidente americano, era il gennaio 2017, Washington sta analizzando gli accordi commerciali grazie ai quali nazioni più piccole e meno sviluppate da 30 anni esportano in Usa migliaia di prodotti duty-free.

Dazi Usa per 16 miliardi di dollari su import cinese scattano il 23 agosto

Si aggiungono a quelli del 25% su 34 miliardi entrati in vigore il 6 luglio

Preannunciati il 15 luglio, i dazi americani su prodotti cinesi per 16 miliardi di dollari entreranno in vigore il 23 agosto prossimo. Le tariffe doganali si aggiungeranno a quelle del 25% scattate il 6 luglio scorso per 34 miliardi su 818 articoli Made in China.

Il duello Erdogan-Trump

La crisi turca preoccupa gli investitori. Obbligatorio un rialzo dei tassi di almeno il 10% per fermare la caduta libera della lira. Il presidente turco minaccia quello Usa: cercheremo nuovi amici. Alleanza Nato a rischio
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Quanto sarà disposto Recep Tayyip Erdogan a sopportare la "guerra economica" che secondo lui è stata lanciata dagli Stati Uniti contro la sua Turchia? Quanto la crisi finanziaria di Ankara si allargherà nei mercati emergenti e nel Mediterraneo? Quando e quali misure estreme verranno adottate per calmare la situazione? Sono questi gli interrogativi che rimbalzano da una sala operativa all'altra dopo un venerdì 10 agosto in cui la lira turca a un certo punto era arrivata a cedere il 20% contro il dollaro. Un biglietto verde alla fine della giornata comprava 6,43 lire, il 41% in meno da inizio anno.

News Corp: nell'anno perdita più che doppia a 1,4 miliardi di dollari

Pesano investimenti per creare una delle più grandi pay-tv d'Australia. il Wall Street Journal ha più abbonati digitali che su carta
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Archiviato il suo quarto trimestre fiscale in perdita, ma soddisfando comunque gli analisti, News Corp ha chiuso l'esercizio 2018 con un buco di 1,4 miliardi di dollari, più che doppio di quello del 2017, e ricavi in rialzo dell'11% a 9,02 miliardi. Per il Ceo Robert Thomson quella dell'anno terminato il 30 giugno scorso è stata "una performance robusta in tutti i nostri business" e con "cambiamenti positivi e profondi nel nostro flusso dei ricavi, che sono stati più globali, digitali e basati sugli abbonamenti". Basti un esempio: The Times, The Sunday Times e The Wall Street Journal "hanno raggiunto nuovi massimi nella loro trasformazione digitale con abbonati digitali che ora superano quelli della versione cartacea" di questi giornali.