Pfizer parla con Trump, rinvia il rincaro dei farmaci

Passo indietro, in attesa del piano del presidente Usa

Pfizer ha deciso di rinviare il rincaro di decine di farmaci, dopo le critiche ricevute dal presidente statunitense, Donald Trump. Il colosso farmaceutico ha annunciato "il ritorno ai prezzi precedenti al primo luglio per dare al presidente l'opportunità di lavorare al suo piano" per ridurre i prezzi dei farmaci; la decisione è stata presa dopo un colloquio tra l'amministratore delegato, Ian Read, e il presidente.

Nei giorni precedenti, Trump aveva criticato fortemente la decisione di Pfizer, che ha invece ringraziato dopo l'annuncio di ieri. I rincari, però, sono stati solo rinviati e i prezzi di giugno erano già troppo alti, per Trump.

"Pfizer e altri - aveva scritto su Twitter due giorni fa - si dovrebbero vergognare di aver aumentato i prezzi dei farmaci senza motivo. Si stanno solo approfittando dei poveri e degli altri che sono incapaci di difendersi, mentre allo stesso tempo fanno prezzi da occasione agli altri Paesi in Europa e altrove. Reagiremo!".

All'inizio del mese, Pfizer aveva annunciato l'aumento dei prezzi su cento prodotti, tra cui il Viagra, in pieno contrasto con i ribassi volontari dell'industria farmaceutica annunciati poche settimane prima da Trump. Gli aumenti erano scattati il primo luglio e, nella maggior parte dei casi, superavano il 9 per cento. Pfizer ha ridotto i prezzi solo su cinque farmaci, con percentuali che variano tra il 16 e il 44 per cento.

L'aumento dei prezzi dei farmaci è un argomento molto sentito negli Stati Uniti e, per questo, Trump ha promesso di intervenire, dopo aver accusato le case farmaceutiche di "passarla liscia".

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