Piccolo rimpasto di governo, Obama nomina Julian Castro alla Casa

L'attuale sindaco di San Antonio, 39 anni, è di origini messicane. Diventerà il più giovane membro del gabinetto presidenziale

Il sindaco di San Antonio, Julian Castro, sarà nominato oggi pomeriggio dal presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, a capo del dipartimento per la Casa e lo sviluppo umano. La Casa Bianca completerà poi un piccolo rimpasto di governo con la nomina dell'attuale segretario del dipartimento che sarà guidato da Castro, Shaun Donovan, a direttore dell'Ufficio per la gestione e il bilancio, lasciato libero da Sylvia Mathews Burwell, che prenderà il posto di Kathleen Sebelius alla Salute e ai servizi umani. Castro, 39 anni, è al suo terzo mandato biennale come sindaco della settima città più grande degli Stati Uniti ed è diventato famoso in tutto il Paese per aver pronunciato - primo latinoamericano nella storia - il 'keynote address' alla convention nazionale democratica del 2012, ovvero il discorso più importante, fatta eccezione per quello di accettazione della nomination presidenziale. Se la sua nomina sarà confermata dal Senato, diventerà il più giovane membro del gabinetto di Obama. Secondo alcuni addetti ai lavori, Castro potrebbe essere il candidato democratico alla vicepresidenza nel 2016, soprattutto se, per succedere all'attuale presidente, dovesse correre Hillary Rodham Clinton. 
Il sindaco di San Antonio, in passato, aveva rifiutato l'offerta di Obama di un incarico governativo, ma è stato ricontattato alcune settimane fa per il dipartimento della Casa e lo sviluppo urbano. Castro - che porta il cognome della madre, Maria 'Rosie' Castro, che si lasciò con il padre dei suoi figli, Jessie Guzman, quando il sindaco di San Antonio aveva otto anni - è nato il 16 settembre 1974 a San Antonio, in Texas - giorno dell'indipendenza messicana - dove sua nonna, una bambina orfana di sei anni, arrivò dal nord del Messico. Il sindaco ha un fratello gemello, Joaquin, eletto deputato del Congresso degli Stati Uniti alle ultime elezioni: la passione per la politica l'hanno ereditata dalla madre, un'irrefrenabile attivista che cominciò a portare i bambini alle manifestazioni politiche quando avevano tre anni. Anche lui, come Obama, rappresenta il sogno americano.

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Trump: emergenza nazionale per costruire il muro, verso batteglie legali

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Anche Donald Trump, come altri presidenti americani prima di lui, ha firmato una dichiarazione di emergenza nazionale. Per il 45esimo Commander in Chief, c'è una crisi al confine tra Stati Uniti e Messico dove serve - è la sua tesi - costruire un muro per fermare una "invasione di droghe, criminali e gang". Peccato che con una tale mossa, il 45esimo Commander in chief non solo abbia agito in un contesto decisamente diverso da quello dei suoi predecessori; Trump ha anche spianato la strada a una serie di battaglie politiche e legali su una "crisi" non dimostrata dai dati. Non a caso, parlando alla stampa dal Rose Garden, il leader Usa ha attaccato un paio di giornalisti critici. A Jim Acosta, a cui in passato aveva negato accesso alla Casa Bianca, ha detto di fare "domande false" per una emittente "fake", la Cnn. A un altro reporter che aveva osato chiedergli che dati utilizza per dire che c'è una crisi al confine meridionale, Trump ha ordinato di sedersi e starsene zitto.

Scelta da Trump per diventare ambasciatrice Onu, Nauert si ritira

La portavoce del dipartimento di Stato, ex conduttrice di Fox News, lascia l'amministrazione dopo due anni. Pompeo: decisione "personale". Lei: è "nell'interesse della mia famiglia". Sarebbe stata messa sotto torchio al Senato per la conferma
U.S. Department of State

La portavoce del dipartimento di Stato nominata a dicembre da Donald Trump per diventare ambasciatrice alle Nazioni Unite, si è ritirata. E dopo due anni, ha lasciato l'amministrazione Usa. Ironia della sorte vuole che a fermare l'ascesa di Heather Nauert al Palazzo di vetro, almeno secondo Bloomberg, sia stato un passo falso commesso in passato: ha arruolato una baby sitter straniera che viveva legalmente negli Stati Uniti ma che non era autorizzata a lavorare. Nell'America del 45esimo presidente americano, in cui la retorica contro gli immigrati è usata per giustificare la costruzione del muro tra Usa e Messico, quella di Nauert è una pecca che politicamente avrebbe creato non poco imbarazzo all'amministrazione Trump. Anche se va detto che Trump ha assunto migranti privi di permesso di soggiorno nei suoi vari campi da golf.

Trump attacca Maduro e corteggia il voto latinoamericano

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Il presidente statunitense Donald Trump, durante un discorso in programma a Miami, chiederà a Nicolas Maduro di lasciare il potere in Venezuela. Lo farà parlando a due diversi pubblici: i generali che mantengono alla guida del Paese il presidente non più riconosciuto dagli Stati Uniti e le decine di migliaia di venezuelani espatriati, che potrebbero essere decisivi, in Florida, alle elezioni presidenziali del 2020.

I legislatori Gb contro Facebook: ha "intenzionalmente" violato le leggi

In un rapporto da 108 pagine, i parlamentari GB accusato il social network di compostarsi come un 'gangster digitale'. Chiesta stretta regolatoria su privacy e antitrust. Al via altre inchieste. Il gruppo: siamo cambiati ma c'è molto da fare
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Facebook ha "intenzionalmente e consapevolmente" violato leggi per la tutela della privacy e leggi antitrust nel Regno Unito, infischiandosene della tutela degli utenti come parte degli sforzi volti a massimizzare i ricavi generati dai dati loro associati. E' questa l'accusa pesante lanciata dai legislatori britannici domenica 17 febbraio. E' stato chiesto il lancio di un'inchiesta sulle pratiche dell'azienda americana, che ha risposto negando di avere violato le leggi e sostenendo di avere fatto tanti cambiamenti: "Sebbene ci sia ancora molto da fare, non siamo la stessa azienda di anni fa", ha detto Karim Palant, che lavora per il gruppo nel Regno Unito.