Pil Usa accelera nel terzo trimestre: +2,9%, passo più rapido in due anni

Aumentano spese per consumi, investimenti ed esportazioni. L'andamento dell'economia potrà incidere sulle scelte della Federal Reserve
AP

L'economia americana è cresciuta nel terzo trimestre a un passo molto rapido di quanto previsto. E' quanto emerge dalla lettura preliminare del dato diffuso dal dipartimento al Commercio americano, secondo cui il Pil è balzato del 2,9%, dopo il +1,4% della lettura finale dei tre mesi precedenti. Il dato è migliore delle previsioni degli analisti, che attendevano una crescita del 2,5%. Nel primo trimestre il dato era salito dello 0,8%, in progressivo ribasso dal +1,4% del quarto trimestre 2015.

L'aumento del terzo trimestre è il più sostenuto in due anni, ma ora bisognerà vedere se le due revisioni in calendario a novembre e dicembre confermeranno la crescita del dato preliminare. Nei tre trimestri precedenti l'economia americana era cresciuta meno del 2%, contro la media annuale del 2% circa tenuta dopo la recessione conclusa a metà del 2009 e il ritmo di espansione più debole dal 1949.

Nel 2015 la crescita era stata del 2,6%, l'anno migliore dal 2006, sopra la media del 2,1% all'anno registrata dal 2010, il primo anno intero dopo la recessione: secondo gli analisti è improbabile che la crescita di quest'anno arriverà a quei livelli. Per fare un paragone, la crescita media negli anni Novanta era stata del 3,4% all'anno. La Federal Reserve per il 2016 prevede un rialzo dell'1,8% (rivisto al ribasso dal +2% precedente durante la riunione del 20 e 21 settembre), dato che implica un'accelerata nella seconda parte dell'anno. Il Congressional Budget Office, attende unac rescita attorno al 2% all'anno fino al 2026.

Per quanto riguarda le componenti del dato sul Pil, le spese per consumi, che generano due terzi dell'output, hanno rallentato il passo rispetto ai tre mesi precedenti, con un incremento del 2,1%, sotto il 4,3% del periodo aprile-giugno. Le spese per beni durevoli, come auto ed elettrodomestici, sono balzate più del 9% per il secondo trimestre di fila.

Le esportazioni, che incidono in modo positivo sul Pil, sono salite del 10%, il rialzo maggiore in quasi tre anni, mentre le importazioni, che viceversa pesano in negativo, sono salite del 2,3%. Complessivamente, gli scambi commerciali hanno contribuito per 0,83 punti percentuali alla crescita complessiva.

Inoltre, la variazione delle scorte private, che nei precedenti cinque trimestri era stata un peso per l'economia, ha contribuito per 0,61 punti percentuali (un aumento delle scorte indica che le aziende hanno maggiore fiducia nel livello della domanda futura).

Nel terzo trimestre, gli investimenti fissi non residenziali, metro di misura delle spese aziendali, sono saliti dell'1,2%, contro l'1% dei tre mesi precedenti. Quelli fissi residenziali, che includono la costruzione di case, sono calati del 6,2%. Le spese federali sono salite dello 0,5%, ma a livello locale e statale è stato segnalato un ribasso.