Pimco: Treasury con rendimenti negativi non sono da escludere

Le crescenti tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina potrebbero spingere gli investitori a trovare rifugio nei Treasury a un ritmo tale da spingerne i rendimenti in territorio negativo. Lo sostiene Joachim Fels, consigliere economico globale di Pimco.

In un blog post, l'esperto ha scritto che se "le tensioni commerciali continuano ad aumentare, i mercati dei bond potrebbero muoversi in quella direzione [negativa] più velocemente di quanto gli investitori pensino".

Il colosso californiano dei bond ha calcolato che nel mondo ci siano 14.000 miliardi di dollari di debito sovrano che offre attualmente rendimenti negativi, conseguenza anche delle politiche monetarie particolarmente accomodanti usate negli ultimi 10 anni dalle banche centrali nel mondo sulla scia della Grande Recessione.

Tuttavia, secondo Fels sono altri due fattori a spiegare l'andamento negativo dei titoli sovrani: trend demografici e tecnologia. "Un aumento delle aspettative di vita fa aumentare il desiderio di risparmi mentre le nuove tecnologie permettono risparmi in termini di capitali e stanno diventando sempre meno costose, riducendo ex ante la domanda di investimenti. I risparmi risultanti tendono a spingere il tasso di interesse 'neutrale' sempre più in basso".

Per l'esperto di Pimco, il taglio dei tassi annunciato lo scorso 31 luglio dalla Federal Reserve - il primo dal dicembre del 2008 - potrebbe segnare l'inizio di un nuovo ciclo di politica monetaria accomodante anche se il governatore Jerome Powell lo ha definito un "aggiustamento di metà ciclo" escludendo dunque una serie di riduzioni del costo del denaro tipiche in una crisi. "Se la Fed taglia i tassi di nuovo fino allo zero [a tale livello furono portati nel dicembre del 2008] e ricomincia un allentamento monetario, i rendimenti negativi dei Treasury potrebbero rapidamente passare dalla teoria alla pratica", ha concluso l'esperto di Pimco.

Il mercato dà per scontato un altro taglio dei tassi nella riunione della Fed del 30 settembre.

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