Pirelli riparte da Alice nel Paese delle Meraviglie per tornare a farci sognare

Ventotto immagini di Tim Walker per raccontare la storia di Lewis Carroll solo con modelli, attori e artisti neri. Tronchetti Provera: “Vogliamo parlare di libertà di espressione e di libertà in ogni senso, portare questo messaggi"

In un momento difficile come quello presente, fatto di populismi, chiusura e discriminazioni, il Calendario Pirelli 2018 dà un messaggio fondamentale: ritornare a sognare, attraverso il viaggio in un mondo parallelo e distorto, quello de Le Avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie di Lewis Carroll - una delle storie più surreali di sempre - in cui tutti i personaggi sono interpretati da modelli, attori e artisti neri.

 “È la celebrazione della bellezza ma è anche influenzato da quello che succede nel mondo. È un calendario surreale”, ha detto Walker, che per la quarantacinquesima edizione ha voluto seguire la tradizione inaugurata nel 2017, cercando di raccontare una bellezza più matura, lontana dall’edonismo vuoto, complessa, come la società contemporanea che da sempre il calendario ha cercato di rappresentare.

Lo conferma anche Naomi Campbell, che nel calendario è uno dei boia della regina. “Non ci poteva essere un momento migliore. È un momento perfetto, tempo di cambiamento”, ha detto la top model nel corso della presentazione del calendario a New York, ricordando che l’edizione del 2018 è anche un omaggio a Franca Sozzani che proprio nel 2008 aveva per prima portato il tema della diversità nel mondo della moda, pubblicando la All Black issue di Vogue Italia. Ma già in passato Naomi aveva partecipato a un’edizione del calendario con solo modelle nere, quella del 1987, che fu anche la sua prima. Aveva 16 anni.

Ma per Walker il calendario non è solo legato al colore della pelle: “Alice poteva esse asiatica, africana, perfino di Marte. La storia di Alice è stata raccontata un’infinità di volte e volevo andare alla genesi dell’immaginario di Lewis Carroll, in modo da poterlo raccontare nuovamente dall’inizio. Volevo trovare un punto di vista diverso e originale”, continua Walker, ammettendo che la parte più difficile del lavoro di fotografo stia proprio nel dare una “prospettiva inedita” a chi osserva.

Per cercare di portare Alice nel presente, Walker ha collaborato con la direttrice creativa e scenografa, Shona Heath, e con lo stilista Edward Enninful. Il fotografo ha poi chiamato attori e artisti fondamentali per la cultura nera, tra cui Lupita Nyong’o (il ghiro), Duckie Thot (Alice), Whoopi Goldberg (la duchessa reale), Sean “Diddy” Combs (un boia), Djimon Hounsou (il re di cuori), RuPaul (la regina di cuori) oltre a Naomi Campbell.

“Vogliamo continuare con la qualità, che è la base del calendario Pirelli e vogliamo che le persone sognino, questo è il nostro obiettivo e nessuno meglio di Tim poteva farlo”, ha detto alla presentazione l’amministratore delegato di Pirelli, Marco Tronchetti Provera. Secondo l’a.d il calendario racconta un mondo senza confini, senza discriminazioni con un approccio che Pirelli ha già avuto in passato: “Vogliamo parlare di libertà di espressione e di libertà in ogni senso, portare questo messaggio in un momento storico di forti contraddizioni”, ha concluso Tronchetti Provera.

di Pirelli, che nel corso della presentazione ha ricordato l’amica Franca Sozzani, ha detto che l’idea di riportare Alice nel presente lo ha subito colpito. “Non c’è nulla di più magico che creare un mondo parallelo. Ognuno può vederlo in modo diverso”, ha continuato l’a.d. di Pirelli.

Dall’Hotel The Pierre di Manhattan, di fronte a Central Park, Walker ha ricordato che ha voluto comunicare “un messaggio di inclusione: ogni persona è benvenuta”. Poi è ritornato a parlare dei colori e dei toni che ha voluto esplorare: il tema del nero, il coniglio che da bianco diventa nero, le rose rosse che vengono colorate di nero. “Le favole hanno da sempre toni cupi e rappresentano il modo in cui i bambini vedono il mondo”, ha detto Walker, ricordando come ancora una volta il calendario Pirelli riesca a raccontare la società contemporanea, in un momento di trasformazione, forse difficile, che tuttavia non esclude un futuro magico.

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