Pompeo: "Ansiosi di vedere se la Nordcorea è sincera sulla denuclearizzazione"

Il segretario di Stato Usa ha parlato alla vigilia dello storico incontro tra il presidente Trump e il leader Kim
Ap

"Questa è veramente una missione di pace. La Corea del Nord ci ha precedentemente confermato la sua volontà di procedere con la denuclearizzazione e noi siamo ansiosi di vedere se quelle parole sono sincere". A dirlo è stato il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, durante la conferenza stampa organizzata a Singapore, alla vigilia dell'incontro tra il presidente statunitense, Donald Trump, e il leader nordcoreano, Kim Jong Un. "Il fatto che i nostri due leader si siederanno faccia a faccia segnala un potenziale enorme per raggiungere qualcosa di cui beneficeranno le nostre popolazioni e il mondo intero" ha aggiunto Pompeo.

"L'unico risultato che gli Stati Uniti accetteranno è la denuclearizzazione" ha poi detto, aggiungendo che le sanzioni contro Pyongyang rimarranno in vigore finché non ci saranno le prove di una denuclearizzazione totale. Se la diplomazia dovesse fallire, ha concluso, le misure punitive contro la Corea del Nord aumenterebbero.

Gli Stati Uniti, comunque , sono pronti a dare garanzie di sicurezza "uniche" e "fondamentalmente diverse" da quelle prospettate in precedenza alla Corea del Nord. "Assumeremo iniziative per fornire sufficiente sicurezza che (i nordcoreani) possano essere certi che la denuclearizzazione non sia una cosa che finisce male per loro" ha aggiunto. "Proprio il contrario: porterà a un futuro più luminoso e migliore per il popolo nordcoreano";  Pompeo ha poi assicurato che i negoziati con la Corea del Nord stanno "avanzando abbastanza rapidamente". "Io sono molto ottimista quanto alle chance di riuscita" del primo incontro tra Trump e Kim. 

Poi, Pompeo ha parlato del G7. "Ci sono sempre frizioni nei rapporti, ma sono fiducioso che i legami con gli alleati del G7 rimarranno forti".  L'ex direttore della Cia ha poi aggiunto che gli alleati del G7 "ci hanno aiutati ad arrivare a questo punto" con la Corea del Nord. 


La nota della Casa Bianca

"Le discussioni tra Stati Uniti e Corea del Nord sono in corso" e hanno fatto progressi "più velocemente di quanto atteso". È quello che si legge nella nota appena pubblicata dalla Casa Bianca. "Il presidente Donald Trump incontrerà il leader nordcoreano Kim Jong Un domani mattina alle 9 (le 3 del mattino in Italia, ndr). Dopo i saluti iniziali, il presidente Trump e il presidente Kim parteciperanno a un incontro faccia a faccia - con la sola presenza dei traduttori - a un incontro bilaterale allargato e a un pranzo di lavoro".

La delegazione statunitense all'incontro bilaterale allargato includerà il segretario di Stato, Mike Pompeo, il capo di gabinetto, John Kelly, e il consigliere per la sicurezza nazionale, John Bolton. A loro, si uniranno per il pranzo di lavoro anche la portavoce della Casa Bianca, Sarah Huckabee Sanders, l'ambasciatore (statunitense nelle Filippine ed ex rappresentante speciale per la Corea del Nord, ndr) Sung Kim e il direttore del Consiglio di sicurezza nazionale per l'Asia, Matt Pottinger. A conclusione del summit, il presidente Trump parteciperà a una conferenza stampa prima della partenza per gli Stati Uniti, intorno alle 8 di sera (le 14 in Italia).

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Trump condanna razzismo e invita all'unità un anno dopo Charlottesville

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Charlottesville. Un anno dopo. Mentre la capitale americana si prepara a ospitare una manifestazione di suprematisti bianchi - gli stessi che l'11 agosto del 2017 crearono caos e violenze mortali nella città della Virginia - Donald Trump invita una nazione forse mai così divisa "all'unità". Il 45esimo presidente americano ha fatto di nuovo ricorso al suo megafono - Twitter - per "condannare tutti i tipi di razzismo e atti di violenza". E per augurare "pace a TUTTI gli americani". Peccato che grand parte dei cittadini Usa creda che da quando Trump è stato eletto le relazioni razziali siano peggiorate.

Abituato ad attaccare i suoi più feroci critici, il Ceo di Tesla ne ha combinata un'altra delle sue. Il tutto mentre il mondo della finanza continua a interrogarsi se e come Elon Musk realizzerà il delisting del gruppo, ipotizzato martedì 7 agosto in una serie di tweet controversi su cui la Sec ha acceso un faro. Intanto il cda di Tesla si prepara a incontrare gli advisor finanziari per discutere dell'operazione.

Cooperare o morire. Facebook smentisce minaccia fatta agli editori

A darne notizia è The Australian, parte della galassia di Rupert Murdoch. Il social network non più interessato a inviare traffico ai gruppi media

Facebook ha smentito quando riportato da un sito australiano, secondo cui al Ceo Mark Zuckerberg "non importa" nulla degli editori e che il social network li lascerebbe morire se non cooperano con il gigante tecnologico. Stando alle indiscrezioni del The Australian, parte della galassia di Rupert Murdoch - il manager responsabile delle partnership nel campo dell'informazione (Campbell Brown) avrebbe messo in guardia i gruppi editoriali che non vogliono lavorare con l'azienda californiana. Lo avrebbe fatto la settimana scorsa durante un incontro a Sidney: "Vi terrò per mano mentre il vostro business muore, come si fa in un hospice". Facebook ha reagito dicendo che i commenti "sono stati decontestualizzati".

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Dopo essere stato pesantemente criticato per la serie di tweet controversi (e privi di dettagli) con cui il 7 agosto scorso aveva annunciato di volere delistare Tesla e renderla un gruppo in mani private, il Ceo Elon Musk ha pubblicato un blog post nel tentativo di fornire chiarimenti. Tuttavia gli investitori sono rimasti scettici sul suo piano di buyout.

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