Pressing di Trump sulla Fed: tagli i tassi, apra i rubinetti della liquidità

Il presidente americano torna a criticare la banca centrale, che nel 2018 aveva alzato quattro volte il costo del denaro. Lui vuole un allentamento monetario
Ap

Dalla Federal Reserve, Donald Trump vuole nuovi stimoli in modo da trasformare l'economia americana in un "razzo spaziale". Nel giorno in cui sono arrivate prove di una ripresa netta del mercato del lavoro a marzo, il 45esimo presidente statunitense è tornato a prendere di mira la banca centrale americana. Secondo lui, l'istituto ha "davvero rallentato la crescita economica americana" con i quattro rialzi dei tassi realizzati nel 2018, anno in cui il Pil Usa è cresciuto del 2,9% mettendo a segno la performance migliore dal 2015. Lui che aveva accusato Janet Yellen di tenere i tassi bassi per favorire l'amministrazine Obama, vorrebbe che il costo del denaro fosse tagliato. Trump inoltre vorrebbe che la Fed aprisse di nuovo i suoi rubinetti inondando i mercati di liquidità in modo da ottenere quel target di crescita annua del Pil del 3% che in molti giudicano troppo ottimista, Fed inclusa.

Parlando alla stampa prima di lasciare la capitale americana per recarsi a El Centro, in California, al confine con il Messico, Trump ha detto: "Credo personalmente che la Fed dovrebbe tagliare i tassi. Penso che [la Fed] ci abbia davvero rallentato" alzando il costo del denaro al 2,25-2,5%, livello raggiunto nel dicembre 2018. A marzo l'istituto ha detto di non prevedere ulteriori strette nel 2019. "Non c'è inflazione", ha continuato facendo (forse) riferimento ai salari orari, cresciuti a marzo dello 0,14% su base mensile contro attese per un +0,3% e su base annuale del 3,2% dopo il +3,4% di febbraio (top del 2009).

Oltre a volere un taglio dei tassi, il presidente americano sembra anche desiderare un allentamento monetario. "Direi in termini di strette monetarie che invece dovrebbe esserci un quantitative easing", ha dichiarato. "Credo che [la Fed] dovrebbe tagliare i tassi e dovrebbe eliminare le strette monetarie. [Se lo facesse] vedremmo un razzo spaziale". Comunque sia, ha aggiunto Trump, "stiamo andando bene".

Sulla scia della crisi del 2008, la Federal Reserve aveva lanciato tre programmi di acquisto di bond ipotecari e Treasury. L'ultimo round di stimoli a sostegno dell'economia terminò nell'ottobre 2014 sotto la guida di Janet Yellen. La riduzione del bilancio, gonfiato proprio con l'allentamento monetario, iniziò nel quarto trimestre del 2017. Il mese scorso il successore Jerome Powell aveva annunciato una fine anticipata di quella riduzione, cosa apprezzata dal mercato che aveva temuto che fosse invece gestita da un "pilota automatico" come Powell aveva detto a gennaio. Entro il prossimo settembre la Fed terminerà la pratica attuale di lasciare giungere a scadenza fino a 50 miliardi di dollari al mese di Treasury e bond garantiti da mutui. A quel punto il bilancio della Fed varrà meno di 3.500 miliardi, comunque circa quattro volte il livello precedente alla crisi. Attualmente il bilancio della Fed vale intorno ai 3.800 miliardi; il suo valore massimo di 4.500 miliardi era stato raggiunto tra il 2015 e il 2016.

Il pressing di Trump viene esercitato mentre lui ha scelto due uomini controversi per entrare a fare parte del board della Fed. Il sospetto di alcuni analisti è che tali nomine (ancora da presentare al Senato, che poi le dovrà confermare) non sono basate sui curricula dei due candidati ma sulla loro fedeltà al presidente. Il rischio è che la Fed sia politicizzata. Uno, Stephen Moore, è particolarmente critico di Powell. L'altro, Herman Cain, ex candidato repubblicano alle presidenziali Usa del 2012 che mise fine alle sue ambizioni politiche nel 2011 per via di accuse di infedeltà e di molestie sessuali.