I produttori Usa di pannelli solari sperano nel pugno duro di Trump

Vogliono limiti alle importazioni dei rivali. La ITC permette la loro protezione da parte del governo prevista in una legge poco usata. Una decisione sull'imposizione di tariffe spetta al presidente americano

I produttore americani di pannelli solari possono cantare vittoria nel loro tentativo di ottenere protezione a scapito di rivali stranieri i cui prodotti arrivano in Usa.

Con quattro voti a favore e nessuno contro, la International Trade Commission statunitense ha approvato la richiesta del settore di potere fare leva su quanto previsto da una legge commerciale poco usata (nella sezione 201 del Trade Act del 1974) che consente alle aziende Usa di ottenere protezione da parte del governo se possono dimostrare che un aumento delle importazioni - in questo caso di pannelli solari - pone loro "danni seri".

Nel giro dei prossimi 60 giorni la ITC dovrà fornire raccomandazioni sul da farsi alla Casa Bianca, lasciando dunque a Donald Trump la decisione di imporre o meno dei limiti alle importazioni. In passato la Casa Bianca aveva detto che il 45esimo presidente avrebbe atteso le indicazioni della ITC "che possono contribuire a una decisione finale". Non è tuttavia chiaro se il leader Usa sia favorevole a barriere alle importazioni. Certo è che sembra propenso a misure volte ad aumentare la pruduzione Usa: "Il settore manifatturiero solare Usa contribuisce alla nostra prosperità economica e alla nostra sicurezza energetica", recitava la nota.

Per la ITC quella odierna è stata la prima volta dal 2001 che una simile richiesta è stata approvata: allora fu dato il via libera alla protezione del settore dell'acciaio, con il presidente George W Bush che impose tariffe l'anno successivo. Esse furono poi rimosse perché, stando alla World Trade Organization, violavano le regole commerciali mondiali.

Mentre la ITC si prepara a pronunciarsi su un caso simile il 5 ottobre prossimo (riguarda lavatrici), il settore dei pannelli solari Usa è diviso: i produttori come Suniva (finita in bancarotta) e SolarWorld Americas (controllata Usa di un gruppo tedesco) sostengono di avere bisogno di protezione, specialmente dai rivali asiatici, mentre chi installa pannelli crede che le tariffe si tradurrebbero in un aumento dei prezzi a carico dei consumatori Usa.

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