Ron Paul in pillole

Il più anziano dei candidati repubblicani, beniamino dei libertari. Forte in Iowa, ma le chance di vincere la nomination sono poche

Ronald Ernest "Ron" Paul è nato il 20 agosto 1935 a Pittsburgh in Pennsylvania da famiglia di origine tedesca e irlandese.

La laurea:
Biologia, poi in medicina alla prestigiosa Duke University. Specializzato in ginecologia e ostetricia.

Servizio militare:
Oltre a Rick Perry è l'unico candidato ad aver fatto il militare: ufficiale medico in aeronautica dal 1963 al 1968, si congeda col grado di capitano. A differenza di Perry non era volontario ma chiamato alle armi.

Religione:
Un percorso attraverso tre diversi protestantesimi. Nato da devoti luterani, da ragazzo pensava di fare il sacerdote. Sposato con rito episcopale, ma poi si converte con la moglie alla religione battista perché deluso dagli episcopali. Va in chiesa regolarmente ma non ama parlare di fede in pubblico.

Matrimonio:
Sposato a 21 anni con Carolyn “Carol” Wells. Hanno cinque figli: Ronald junior, Lori, Randal (detto Rand, oggi senatore), Robert e Joy. Più 17 nipotini.

Carriera:
Quest'elezione è la terza volta che ci prova: nel 1988 fu candidato del Libertarian Party (0,5% del voto) e nel 2008 repubblicano (ritirato in giugno ma dopo aver raccolto ben 28 milioni). Lunga carriera di deputato cominciata nel 1976: rappresenta un collegio nei sobborghi di Houston dove ha sede parecchia industria petrolifera.

Aborto:
Contrario all'aborto ideologicamente, ma pensa che debbano decidere i singoli stati, non il governo federale. Fatto curioso: ha fatto nascere 4.000 bambini nella sua carriera medica.

Ricerca su cellule staminali embrionali:
Non è contrario, ma non vuole che la finanzi lo stato.

Pena di morte:
Rappresenta lo stato che giustizia più persone di tutta l'America, ma è contrario alla pena capitale e ha lodato papa Giovanni Paolo II per esservisi opposto.

Lavoro:
Vota sistematicamente contro qualunque misura di spesa pubblica per sostenere alcunché ivi compresa l'occupazione. Influenzato dagli economisti Friedrich Hayek e Ludwig von Mises oltre che da Ayn Rand, autrice del romanzo-feticcio dei libertari The Fountainhead in cui i capitalisti scioperano contro le masse.

Unioni gay:
Laissez faire anche qui. Contrario a che i singoli stati vengano costretti ad accettarle, ma anche alla loro proibizione. "Il creatore ci fa individui con dei diritti, ogni individuo deve essere trattato allo stesso modo".

Sanità:
Contrario alla riforma Obama perché non vuole alcun intervento del governo nel mercato della salute. Da medico, spesso non si faceva pagare dai pazienti bisognosi e rifiutava i rimborsi dei programmi federali per la sanità.

Tasse:
Ha giurato che non le alzerà mai. Vuole abolire le imposte sul reddito, riducendo la spesa pubblica a livelli del 2000 e finanziando il governo con accise e tariffe purché non protezioniste.

Deficit:
Li odia anche più delle tasse: non ha mai votato un bilancio che li prevedesse.

Guantanamo:
Da chiudere: "Non ci serve"

Corea del Nord:
Non gli interessa: ha detto che se mai è un problema delle potenze regionali, non degli Stati Uniti.

Iran:
Contrario all'intervento militare.

Altri Servizi

Procter & Gamble ha chiuso un trimestre con utili superiori alle stime e vendite organiche forti, cosa che ha spinto il colosso dei beni al consumo ad alzare il suo outlook.

Shutdown: Pelosi blocca il discorso sullo stato dell'unione, Trump pensa a evento "alternativo"

Continua il duello tra la leader della maggioranza democratica al Congresso e il presidente americano
Ap

Il duello a colpi di lettere tra la speaker democratica alla Camera Usa e il presidente americano non sembra terminare. Nancy Pelosi ha nuovamente scritto a Donald Trump spiegando che non autorizzerà il discorso sullo stato dell'unione che lo stesso Trump vuole tenere il prossimo 29 gennaio.

Shutdown e Russia, sempre più americani bocciano Trump

Sondaggio di Politico: il 57% disapprova il suo operato (record)
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Il tasso di disapprovazione per l'operato del presidente statunitense, Donald Trump, ha raggiunto un nuovo record, a causa dello shutdown più lungo nella storia del Paese e delle preoccupazioni per i rapporti con l'omologo russo Vladimir Putin. Questo il risultato dell'ultimo sondaggio di Politico/Morning Consult, secondo cui il 57% degli elettori disapprova il lavoro di Trump, mentre il 40% lo approva.

Trump riconosce Guaido come leader del Venezuela, sfida a Maduro

"Tutte le opzioni sono sul tavolo" se il regime reagirà con violenze. "Ha i giorni contati". Meglio una "exit pacifica" per consentire nuove elezioni. Caracas taglia le relazioni diplomatiche con Washington
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Il presidente americano, Donald Trump, ha ufficialmente riconosciuto come nuovo presidente ad interim del Venezuela l'attuale presidente dell'Assemblea nazionale e leader dell'opposizione nel Paese, Juan Guaido. E ha lanciato un messaggio al regime di Nicolas Maduro: se reagirà con violenza "tutte le opzioni sono sul tavolo". I suoi giorni sono comunque "contati". Lui ha reagito tagliando le relazioni diplomatiche con Washington, che ha 72 ore di tempo per riportare a casa il suo personale nella nazione.

Wall Street, giornata di trimestrali

Restano le preoccupazioni per il più lungo shutdown nella storia degli Stati Uniti
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Shutdown, idea Kushner: Green Card per i Dreamers in cambio del muro

La Casa Bianca cerca una soluzione per mettere fine alla paralisi

Un permesso di soggiorno permanente per i 'Dreamers' in cambio dei fondi per il muro con il Messico. Sarebbe questa l'ultima idea in circolazione alla Casa Bianca per un compromesso con i democratici che faccia terminare lo shutdown, secondo tre fonti del sito Axios.

Wall Street, rinnovato ottimismo sui negoziati Usa-Cina

Il presidente Trump valuterebbe la rimozione dei dazi per agevolare i negoziati e calmare i mercati
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Casa Bianca smentisce: nessuna trattativa è stata cancellata con la Cina

Secondo l'FT, saltati incontri in questa settimana in vista di quello che secondo Larry Kudlow conta più di tutti: quello con il vice premier cinese
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"Il Buffett di Boston" preoccupa i leader riuniti a Davos

Seth Klarman, a capo di Baupost Group (uno degli hedge fund più grandi al mondo), non esclude una crisi che si manifesterà con disordini sociali e non solo con sell-off dei mercati