Qualcomm: ex presidente a caccia di investitori per prenderne il controllo

Paul Jacobs, declassato a semplice membro del cda, punta a uno dei maggiori buyout della storia. SoftBank contattata. Servono oltre 100 miliardi di dollari per delistare il gruppo a cui Broadcom ha rinunciato

La telenovela per il controllo di Qualcomm non sembra destinata a finire. Dopo la rinuncia da parte di Broadcom ad acquisire il produttore americano di microprocessori per via dell'alt giunto dal presidente Donald Trump, che ha citato motivi di sicurezza nazionale, ora è l'ex presidente di Qualcomm ad essere alla ricerca di investitori con cui prendere il controllo dell'azienda fondata nel 1985 dal padre per poi effettuarne un delisting.

Stando al Financial Times, Paul Jacobs sta mettendo a punto quella che potrebbe essere una delle operazioni di buyout più grandi della storia. Secondo il Wall Street Journal, la sua iniziativa non avrà successo. Fino alla settimana scorsa Jacobs era presidente esecutivo di Qualcomm, ruolo assunto nel 2015 e a cui ha detto addio sulla scia del disappunto degli investitori su come la partita da 142 miliardi di dollari con Broadcom è stata gestita. Dal 2005 al 2014 era stato Ceo del gruppo fondato dal padre Irwin.

Secondo l'FT, la decisione di Jacobs è maturata dopo essere stato declassato da presidente esecutivo a semplice membro del board del gruppo. I suoi piani sarebbero stati comunicati al cda, che dunque si trova alle prese con un nuovo grattacapo. Stando al Wsj, il cda si sta incontrando per decidere il futuro di Jacobs.

In base alle indiscrezioni dell'FT, SoftBank è stata contattata da Jacobs, che ha legami personali stretti con il fondatore della conglomerata giapponese (che controlla l'operatore telefonico americano Sprint e - tra gli altri - Uber). A complicare politicamente una tale operazione è il fatto che SoftBank sia a capo di Vision Fund, un fondo da 100 miliardi di dollari concentrato sulla tecnologia e finanziato da fondi sovrani dell'Arabia Saudita e degli Emirati Arabi Uniti oltre che da aziende come Apple (protagonista di una battaglia legale proprio con Qualcomm). Non solo. Il fatto che un buyout arrivi dall'estero potrebbe riaccendere il faro del Committee on Foreign Investment, il panel di esperti che ha inviato a Trump la raccomandazione di bloccare l'Opa ostile di Broadcom.

Una cosa è certa: avendo una quota pari a meno di un decimo dell'1% in Qualcomm, Jacobs ha bisogno di investitori disposti a lanciare un'offerta di oltre 100 miliardi di dollari. La capitalizzazione di Qualcomm - che punta a prendere il controllo dell'olandese NXP - è pari a 90 miliardi di dollari. Intanto, il Ceo di Intel ha detto di non essere interessato a Broadcom, non a caso: visto che le nozze con Qualcomm sono saltate, il gruppo di Singapore ma pronto a trasferirisi in Usa non è più visto come una minaccia alla sua supremazia nel comparto dei chip.

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