Qualcomm ottiene divieto di vendita di iPhone in Cina

Apple: "mossa disperata", faremo ricorso.

Continua il braccio di ferro tra Qualcomm e Apple. E il produttore americano di microprocessori canta vittoria, sostenendo di avere ottenuto da un tribunale cinese una ingiunzione preliminare con la quale viene impedito al colosso tech di importare e vendere in Cina alcuni modelli vecchi di iPhone.

La tesi è che i dispositivi violano due brevetti di Qualcomm. La decisione, datata 30 novembre, del tribunale cinese specializzato nella proprietà intellettuale (la Intermediate People’s Court con sede a Fuzhou) è la prima nel più grande mercato di smartphone al mondo a limitare la vendita di iPhone.

Qualcomm ha spiegato che il tribunale è convinto che Apple abbia violato un brevetto legato all'editing di foto e un altro con cui toccando lo schermo di un dispositivo si può scorrere da una finestra all'altra. Stando a Qualcomm,  l'ingiunzione chiama in causa gli iPhone 6S, 6S Plus, 7, 7 Plus, 8, 8 Plus e X. Restano fuori i dispositivi lanciati lo scorso settembre (i modelli XS, XS Max e XR).

Apple ha promesso un nuovo braccio di ferro e sostiene che tutti i modelli di iPhone restano disponibili in Cina e che l'ingiunzione vale solo per quelli dotati del sistema operativo iOS 11.

In una nota Qualcomm ha affermato di "dare molta importanza alla nostra relazione con i clienti, ricorrendo raramente a tribunali, ma crediamo anche che sia necessario proteggere i diritti di proprietà intellettuale". Secondo il legale di punta del produttore di chip, "Apple continua a trarre beneficio dalla nostra proprietà intellettuale rifiutandosi di compensarci. Gli ordini del tribunale sono una conferma ulteriore della forza del vasto portafoglio di brevetti di Qualcomm".

Apple è tornato a criticare il produttore di chip sostenendo che i suoi prodotti continuano a essere venduti: "Gli sforzi di Qualcomm per mettere al bando i nostri prodotti sono un'altra mossa disperata avanzata da un'azienda le cui pratiche illecite sono sotto inchiesta dei regolatori di tutto il mondo". In una nota, il colosso guidato da Tim Cook ha aggiunto: "tutti i modelli di iPhone restano disponibili per i nostri clienti in Cina". Apple ha promesso di perseguire "tutte le opzioni legali possibili".

L'ultimo caso rientra in una battaglia legale tra le due aziende nata dalle commissioni che Qualcomm fa pagare per l'uso della tecnologia che secondo il produttore di chip è al centro di tutti gli smartphone moderni. Apple ha sempre sostenuto che il suo ex fornitore ha sfruttato il suo posizionamento obbligando a fare pagare commissioni ingiuste. E infatti Apple ha smesso di pagare le commissioni, che per Qualcomm sono la fonte principale di profitto. Dal canto suo Qualcomm dice che Apple sta usando la sua proprietà intellettuale senza pagare il dovuto.

Da inizio anno il titolo Apple ha perso il 2,5%; il 2018 potrebbe essere il primo anno in calo dal 2015. Da gennaio Qualcomm ha lasciato sul terreno il 10%.

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