Quarto dibattito Dem: insidie per Biden, Warren da favorita

Primo confronto dal lancio delle indagini per l'impeachment di Trump e dal malore di Sanders

Dodici candidati democratici prenderanno parte, martedì 15 ottobre, al quarto dibattito verso le primarie per le presidenziali statunitensi. A Westerville, in Ohio, andrà in scena il primo confronto da quando i democratici alla Camera hanno lanciato le indagini per l'impeachment del presidente Donald Trump, dalle accuse di corruzione contro l'ex vicepresidente Joe Biden da parte della Casa Bianca (senza prove), dall'operazione subita dal senatore Bernie Sanders e dal sorpasso in testa ai sondaggi della senatrice Elizabeth Warren.

Biden è entrato, suo malgrado, nel 'dossier Ucraina', visto che Trump avrebbe fatto pressioni sul presidente ucraino Volodymyr Zelensky per l'apertura di un'indagine contro di lui e suo figlio Hunter, che era membro del consiglio di amministrazione di Burisma, una società energetica ucraina indagata per corruzione; Trump ha poi chiesto pubblicamente anche alla Cina di indagare sugli affari di Hunter Biden. L'ex vicepresidente ha cercato di usare gli attacchi del presidente a proprio vantaggio; per ora, è difficile capire se la questione potrà essere davvero sfruttata a suo favore, dimostrando che gli attacchi sono il frutto del timore di Trump che Biden possa batterlo. Le attività del figlio e la questione etica saranno probabilmente affrontate durante il dibattito; Hunter, domenica 13, ha reso noto che non farà parte di alcun board di società straniere e non continuerà a lavorare per loro, qualora il padre dovesse vincere le presidenziali; intanto, lascerà alla fine del mese il board del fondo di private equity sostenuto dallo Stato cinese. Joe Biden ha presentato la sua 'agenda etica', che ha l'obiettivo di ridurre l'influenza di soldi e lobbisti in politica; domande e dubbi, però, saranno probabilmente sollevati riguardo, per esempio, al viaggio in Cina di Hunter insieme al padre, in quel momento in visita come vicepresidente, finito nel mirino di Trump.

Il dibattito vedrà anche il ritorno sulla scena di Bernie Sanders, dopo l'infarto sofferto durante un comizio a Las Vegas, lo scorso primo ottobre, e l'operazione subita per l'applicazione di due stent. Sanders, 78 anni, è il candidato più anziano tra i 19 in corsa per la nomination e la sua recente ospedalizzazione ha sollevato nuovamente dubbi sulla sua capacità di servire come presidente. Sanders, intanto, ha detto di essere pronto a far ripartire la sua campagna elettorale, che proseguirà a pieno regime. La raccolta fondi, comunque, dimostra che molta gente crede ancora in Sanders: nel terzo trimestre, il senatore ha raccolto 25,3 milioni di dollari, più di qualsiasi rivale; nelle ultime settimane, ha però perso terreno nei sondaggi rispetto a Warren, che attinge dallo stesso bacino elettorale, quello 'di sinistra'. Giorni fa, Sanders ha voluto comunque rimarcare le differenze con la senatrice: "Lei è capitalista, io no".

Il dibattito vedrà per la prima volta Warren da favorita nei sondaggi, almeno alla pari di Biden. La senatrice sta affrontando la campagna elettorale per le primarie senza l'aiuto dei grandi donatori e ha dichiarato che se otterrà la nomination democratica continuerà a rinunciare alle somme dei grandi finanziatori; un cambio di strategia, visto che in passato aveva detto di voler rinunciare alle grandi donazioni solo per le primarie. A febbraio, alla Msnbc, aveva detto: "Non credo al disarmo unilaterale", riferendosi alle grandi donazioni di cui potrà disporre il presidente Donald Trump per le presidenziali del prossimo anno. "O pensi che la democrazia funzioni con incontri a porte chiuse con i supermiliardari, i Ceo delle grandi aziende e i lobbisti per raccogliere più soldi possibili, o pensi che si costruisca dal basso [...] L'intera campagna è incentrata sul fatto che possiamo costruire tutto questo insieme. Ed è esattamente quello che stiamo facendo" ha spiegato giorni fa. Grazie ai piccoli donatori, la campagna di Warren ha raccolto 24,6 milioni di dollari negli ultimi tre mesi da oltre 940.000 sostenitori, seconda solo a Sanders. Nei giorni scorsi, secondo la media dei sondaggi di Real Clear Politics, Warren era salita al primo posto, davanti a Biden; oggi, è accreditata del 26% delle preferenze, di nuovo alle spalle di Biden, che gode del 27,8% dei favori, ma avendo 'vinto' quattro dei sei sondaggi più recenti; in doppia cifra, poi, solo Sanders, con il 15,2 per cento.

Visti gli sviluppi degli ultimi giorni, è probabile che un tema centrale del dibattito sarà la politica estera, dopo l'attacco turco in Siria contro i curdi, il ritiro statunitense dal nord del Paese e il 'tradimento' di Trump nei confronti degli alleati nella lotta contro l'Isis. Una questione che potrebbe giocare a favore di Biden e della sua esperienza sul campo e presentare delle trappole per Sanders e Warren, la cui politica non interventista può sembrare in qualche modo simile, nella sostanza, alle politiche di Trump.

Il dibattito sarà ricordato anche per l'esordio di Tom Steyer, miliardario californiano candidatosi in estate e distintosi nei mesi scorsi per la sua campagna a favore dell'impeachment di Trump, ben prima del 'caso Ucraina'. Tra gli altri candidati presenti ci saranno Pete Buttigieg, sindaco di South Bend, e la senatrice Kamala Harris, rispettivamente quarto e quinta nei sondaggi nazionali, e la deputata Tulsi Gabbard, che non era invece riuscita a qualificarsi per il terzo dibattito. E ancora: il senatore Cory Booker, l'ex ministro Julian Castro, la senatrice Amy Klobuchar, l'ex deputato Beto O'Rourke e l'imprenditore Andrew Yang. Per qualificarsi, era necessario ottenere almeno il 2% in quattro sondaggi approvati dal Comitato nazionale democratico e aver ricevuto donazioni da almeno 130.000 sostenitori entro il primo ottobre.

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