Italia catenacciara e Stati Uniti all’attacco. Vittorio Zucconi, corrispondente dagli USA per Repubblica, usa una metafora calcistica per definire le differenze tra i due paesi. “Noi siamo un paese che sa giocare in contropiede, ma non sa attaccare. Il calcio della Nazionale è la perfetta metafora del carattere italiano. Noi giochiamo sempre in contropiede, quando dobbiamo attaccare non siamo capaci”.
Intervistato da Mario Platero ad America24 su Radio24, Zucconi ha commentato la storia di Giovanni Paolo Facchinetti, camionista di Bergamo che vuole fare il truck driver negli USA, per vivere il sogno americano. Secondo Zucconi, per adattarsi al campionato della vita in America, bisogna cambiare modulo, cambiare stile. “Qui devi attaccare – dice Zucconi -, se giochi in difesa hai sicuramente perduto. Qui devi attaccare, devi affrontare il vuoto, lo spazio, i grandi cieli del west, le grandi autostrade, rischiare sapendo che non ci sono reti di sicurezza: se caschi, caschi fino in fondo e ti fai male ma se invece riesci a volare, puoi volare molto in alto”.
Zucconi non ha mai rinnegato l’Italia, ma vivere in attacco, gli permette di continuare a giocare ancora e ancora. “Qui c’è tutto, tutto del mondo è qua. Io sono uno che si annoia molto facilmente, sapere che alla mattina mi sveglio e non so cosa accadrà mentre in Italia già so tutto e cioè non accadrà niente, beh, questo mi tiene giovane”.
Per questo capisce la storia del camionista Giovanni Maria Facchinetti che vuole affrontare le strade americane. “E’ come per un pilota che preferisce pilotare un jumbo piuttosto che un aeroplanino monomotore o per un giornalista lavorare al New York Times piuttosto che all’Urlo di Peretola, e conoscendo le strade italiane certamente c’è questo sogno di guidare qui. Qui guidare un camion è una vocazione per molti e dà questo senso di essere molto americani”.
Lontano dalle ingolfate strade italiane, anche guidare tutto il giorno, può essere una grandissima avventura. “E’ forse l’essenza del famoso “on the road” essere per strada, trasportare beni, essere i padroni di queste grandi carovane –dice Zucconi -, perché i tir qui sono l’equivalente dei famosi carri coperti che andavano nel west”.
Durante la trasmissione Zucconi ha dichiarato pace fatta con Giuseppe Cruciani, che aveva urlato ai microfoni de La Zanzara “Machissenefrega di Vittorio Zucconi” ma lunedì si è detto dispiaciuto. "Abbiamo fatto la pace”, ha detto il giornalista di Repubblica.
Partecipate al dibattito sul sogno americano sulla pagina Solo Andata.














