I quotidiani americani chiedono al Congresso protezione contro Google e Facebook

La News Media Alliance (NMA) - che rappresenta più di 2.000 quotidiani - vuole chiedere a Capitol Hill di fermare il duopolio nella pubblicità digitale dei due colossi. Controllano il 60% del mercato americano

La News Media Alliance (NMA) - una associazione che rappresenta più di 2.000 quotidiani negli Stati Uniti, tra cui il New York Times e il Washington Post - sta chiedendo al Congresso una concessione alla legge antitrust per poter proteggere i giornali americani da Google e Facebook. Lo scrive il quotidiano online Axios. Il gruppo sostiene che le leggi che impediscono ai media di lavorare insieme per contrattare accordi pubblicitari migliori con le piattaforme internet favoriscano i due colossi, che continuano a controllare il mercato della pubblicità digitale e l'economia dell'informazione.

Per gli Stati Uniti, si tratterebbe della prima azione concreta contro il duopolio Google-Facebook. In Europa i due colossi sono già stati presi di mira dalle autorità Ue, mentre il governo Usa ha ignorato il problema permettendo alle due aziende di arrivare a controllare il 60% della pubblicità digitale in America, e il 50% a livello globale. Allo stesso tempo i ricavi da pubblicità dei gruppi media continuano a diminuire.

"Stiamo dolo cercando di iniziare a lavorare con il Congresso", ha detto ad Axios Michael J. Klingensmith, presidente di NMA e editore del Minneapolis Star Tribune Media. Secondo i dati di eMarketer, nel 2017 negli Stati Uniti il 60% dei ricavi da inserzioni andranno a Google e a Facebook, in tutto 73 miliardi dollari. Circa l'80% delle pubblicità legate alle ricerche su internet andranno a Google, mentre circa il 40% delle pubblicità digitali andranno a Facebook sempre secondo eMarketer. Nel frattempo la pubblicità su carta è crollata di due terzi rispetto a 10 anni fa.

Infine NMA sostiene che il dominio di Facebook e Google ha cerato un sistema economico malato nel settore dei media e nella distribuzione di notizie: i benefici vanno tutti ai due colossi, mentre i lettori non arrivano più ad avere un collegamento diretto con i giornali. Per superare questa situazione NMA chiede alcuni cambiamenti: tra questi aumentare la distribuzione dei ricavi da pubblicità. Facebook, ad esempio, ha aggiornato i termini per la spartizione degli introiti con Instant Articles, anche se per NMA non è abbastanza.

Il gruppo chiede anche di creare un maggiore sostegno per un modello che preveda abbonamenti, magari con l'aiuto di Facebook e Google. Ci sono voci che Facebook stia lanciando una funzione mobile che permette di pagare gli articoli. La terza richiesta è legata a una maggiore condivisione dei dati raccolti dai due colossi con i giornali. Infine i quotidiani chiedono ai due colossi tech di dare maggiore visibilità ai marchi dei singoli giornali. Secondo una ricerca di Pew/Knight Foundation il 10% degli intervistati credono che la fonte dell'articolo sia Facebook, anche se è stato prodotto da qualcun'altro.

Altri Servizi

Wsj accusa: 130.000 dollari a pornostar per silenzio su rapporti sessuali con Trump

Uno dei legali del presidente avrebbe predisposto il pagamento a Stephanie Clifford, il cui nome d'arte è Stormy Daniels. Si sarebbero conosciuti nel 2006, quando Trump era già sposato con Melania. La Casa Bianca smentisce.
AP

Ancora guai per il presidente americano Donald Trump, che dopo la bufera scatenata dalle parole volgari usate parlando di Paesi poveri (ha definito Haiti un "paese di merda", salvo poi bollare come false le indiscrezioni di stampa), è di nuovo nell'occhio del ciclone per questioni a sfondo sessuale.

Haiti luogo merdoso? Trump: "Non l'ho detto, ma sui migranti grande passo indietro". Il senatore Durbin lo smentisce

Il presidente avrebbe detto: "Perché dobbiamo prendere questa gente da Paesi di merda?". Il senatore democratico ha dichiarato: "Lo ha detto, non una ma più volte"

"Il linguaggio usato da me all'incontro sul Daca è stato duro, ma non è stato quello (di cui ha parlato la stampa, ndr). Davvero dura è stata la bizzarra proposta fatta, una grande battuta d'arresto per il DACA!". Questo il commento su Twitter del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, dopo che il Washington Post ha scritto, citando due fonti, che nell'incontro di ieri sull'immigrazione alla Casa Bianca avrebbe detto, riferendosi all'idea di offrire protezione ai migranti giunti da Haiti, El Salvador e da nazioni africane: "Perché dobbiamo continuare a far arrivare qui gente da questi Paesi di merda?". Secondo lui, gli Stati Uniti dovrebbero invece puntare su gente in arrivo dalla Norvegia, il cui primo ministro era stato il giorno precedente alla Casa Bianca.

Italia, Dbrs avverte: stabilità prossimo governo a rischio, non escluse nuove elezioni

L'agenzia canadese conferma il rating BBB (High) e l'outlook stabile. La ripresa continua. Debito pubblico e Npl ancora alti. Dalla chiamata alle urne del 4 marzo non si aspetta un vincitore. Ipotizza coalizione guidata da M5S

Il consolidamento fiscale procede e una ripresa economica più forte controbilancia le sfide future legate all'alto debito pubblico, agli "ancora elevati livelli" di crediti deteriorati e all'incertezza politica. E' questa la fotografia scattata da Dbrs, che ha lasciato il rating a BBB (alto) con outlook stabile sul nostro Paese. L'agenzia canadese ha avvertito: dalle elezioni del prossimo 4 marzo "difficilmente emergerà un vincitore chiaro". Di conseguenza, un "parlamento appeso" a equilibri incerti "potrebbe condizionare la stabilità del prossimo governo e dunque l'agenda di riforme così come il passo del consolidamente fiscale".

Sul piano dei fondamentali, Dbrs sembra tutto sommato fiduciosa. E' sul fronte politico che mostra cautela al punto da "non escludere la possibilità di altre elezioni" dopo quelle di inizio marzo. Non solo. Ipotizza una coalizione di governo capitanata dal Movimento 5 Stelle, anche se la probabilità che ciò si verifichi è giudicata "bassa".

Trump lascia intatto (per ora) l'accordo sul nucleare, ultimatum ai partner Ue

Il presidente ha mantenuto il congelamento di sanzioni legate alla storica intesa raggiunta nel 2015 da Teheran e le principali potenze mondiali. Bruxelles ha 120 giorni per modificarla. Sanzionato capo magistratura iraniana

Il presidente americano ha deciso per la terza volta di estendere il congelamento di sanzioni draconiane contro l'Iran salvando per ora  lo storico accordo sul nucleare siglato nell'estate 2015 tra Teheran e le principali potenze mondiali, Usa inclusi. Tuttavia, Donald Trump ha avvertito i partner europei di volere migliorare l'accordo, che per lui "è il peggiore di sempre" ma che per Bruxelles sta funzionando nel rispetto delle regole. A loro ha dato un ultimatum: "Questa è l'ultima chance. In caso di un mancato raggiungimento di un'intesa, gli Usa non confermeranno di nuovo il congelamento delle sanzioni per stare nell'accordo nucleare. E se in qualsiasi momento riterrò che una simile intesa non sia a portata di mano, ritirerò immediatamente [gli Usa] dall'accordo".

Bezos dona 33 milioni di dollari per studenti Dreamers: mio padre (adottivo) arrivò in Usa da minore e solo

Il Ceo di Amazon ricorda il caso personale: il secondo marito della madre atterrò in America da Cuba come parte del più grande esodo di minori non accompagnati dell'emisfero occidentale

L'amministratore delegato di Amazon, Jeff Bezos, ha deciso di donare 33 milioni di dollari in mille borse di studio destinate ai cosiddetti Dreamers, le persone entrate quando erano bambine negli Stati Uniti e che tutt'ora sono prive di un permesso di soggiorno.

Nuovi permessi ai Dreamers, Trump si arrende (per ora) alla decisione di un giudice

L'amministrazione statunitense ricomincia ad accettare le richieste dei rinnovi, interrotti a ottobre, seguendo l'ordine di un tribunale della California. Non è, però, una marcia indietro del presidente
iStock

Tutto come prima, almeno per ora. Il governo federale degli Stati Uniti ha annunciato che ricomincerà ad accettare le richieste di rinnovo per il Daca, il Deferred Action for Childhood Arrivals (Daca), il programma voluto nel 2012 da Barack Obama per permettere agli immigrati irregolari, entrati da bambini nel Paese, di evitare l'espulsione e ricevere un permesso di lavoro o di studio biennale e rinnovabile.

Facebook annuncia cambiamenti al News Feed. Titolo giù del 5%

Più storie di amici e meno aziende e notizie. E si teme per la macchina pubblicitaria del colosso

Le azioni di Facebook perdono il 5% a Wall Street, dopo che il gruppo ha annunciato grandi cambiamenti al suo News Feed. Descrivendo le trasformazioni, l'amministratore delegato, Mark Zuckerberg, ha detto che il nuovo News Feed darà la precedenza a "interazioni sociali sensate" piuttosto che a "contenuti rilevanti".

Golden Globe: Oprah Winfrey invoca un "nuovo giorno"

"Tre manifesti a Ebbing, Missouri" vince quattro premi, tanti quanti "Big Little Lies". Guillermo del Toro migliore regista con "La forma dell’acqua". Italiani a bocca asciutta
AP

L'edizione 2018 dei Golden Globe verrà forse ricordata per il suo tono moderato, per nulla entusiasmante e insolitamente piatto. In una Hollywood ancora sconvolta dallo scandalo di molestie sessuali, esploso a ottobre con le accuse di molestie che hanno travolto il produttore Harvey Weinstein e che hanno poi travolto altri pesi massimi del settore, il mondo del cinema si è riunito al Beverly Hilton Hotel di Los Angeles all'insegna della pacatezza. Persino Seth Meyers, non proprio a suo agio nei panni di presentatore di un evento simile, è stato misurato nelle sue comparse centellinate durante la cerimonia ma il comico ha toccato con la sua tipica ironia da precisione il tema dominante della serata, un tema che grazie a Oprah Winfrey ha raggiunto l'apice dando una maggiore autorevolezza al neo nato "Time's Up", fondo per il sostegno legale a donne che sono state vittime di molestie sul posto di lavoro. L'accessorio politico della serata sono state spille a tema.

Manning si candida al Senato, sfida all'establishment democratico

L'ex analista militare, graziata da Obama dopo 7 anni di carcere per aver rivelato informazioni riservate, ha presentato domanda per correre in Maryland. Alle primarie, dovrà battere il senatore Cardin. Per ora, da parte sua, nessun annuncio ufficiale
Ap

Chelsea Manning, l'ex analista militare graziata da Barack Obama dopo sette anni di carcere, si è registrata per candidarsi come democratica al Senato federale statunitense. Manning, che trasmise a Wikileaks centinaia di migliaia di documenti riservati - compresi quelli sulle operazioni statunitensi in Iraq e Afghanistan - ha presentato i documenti necessari a candidarsi nello Stato del Maryland, dove vive da quando è uscita dal carcere, per sfidare alle primarie il senatore Ben Cardin, che cercherà di ottenere il suo terzo mandato.

Wall Street, ottimismo da record

Prosegue il momento d'oro per gli indici statunitensi. Oggi prezzi al consumo e vendite al dettaglio
AP