I regolatori Usa danno retta a Fca, indagano sul 'clone' della prima Jeep

Si tratta di Roxor, dell'indiana Mahindra & Mahindra. Il gruppo italo-americano aveva fatto reclamo presso la International Trade Commission americana

La International Trade Commission americana ha deciso di seguire la richiesta fatta da Fiat Chrysler Automobiles e di aprire un'inchiesta sul gruppo indiano Mahindra & Mahindra in merito a certi "veicoli e componentistica".

L'azienda automobilistica italo-americana punta a impedire al gruppo indiano la vendita in Usa di un veicolo praticamente identico a una sua vettura a marchio Jeep. Per questo lo scorso primo agosto l'azienda italo-americana aveva depositato un reclamo presso l'International Trade Commission americana.

La tesi dell'azienda è che la vettura Mahindra Roxor ha praticamente copiato caratteristiche chiave del modello di Fca. Il gruppo guidato dallo scorso 21 luglio da Mike Manley - il responsabile dei marchi Jeep e Ram promosso alla luce delle gravi condizioni di salute di Sergio Marchionne, il cui decesso shock è stato annunciato il 25 luglio - aveva spiegato nel documento che la vettura indiana è "una copia quasi identica del design iconico di Jeep". Presentando immagini che mettono a confronto i veicoli delle due case automobilistiche, Fca aveva sostenuto che "il prodotto accusato è stato formato dopo l'originale Willys Jeep", che debuttò nel 1941 come veicolo dell'esercito americano, ben prima del lancio dei modelli Cherokee, Grand Cherokee, Compass e Renegade.

Inoltre, secondo Fca l'importazione di vetture Roxor rischia di ledere l'azienda dal momento che Mahindra intende sfruttare la produzione del veicolo controverso in India per poi importarne le componenti in Usa, dove viene riassemblato. Mahindra, con sede a Mumbai, nel 2017 ha aperto nella parte meridionale del Michigan il quartier generale della sua divisione nordamericana. A novembre ha annunciato investimenti di 600 milioni di dollari nella fabbrica dedicata al Roxor dove la forza lavoro si è triplicata ed entro il 2020 dovrebbe arrivare a 670 operai. Il reclamo presentato da Fca citava "una notevole capacità manifatturiera estera combinata all'intenzione provata di penetrare il mercato Usa e ledere le attività e le buone intenzioni di Fca". 

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