Repubblicani nel caos: chiedono rinuncia dopo nuove interviste. Trump non molla: quanti ipocriti nel Gop

Cnn ha gettato ulteriore benzina sul fuoco, pubblicando un'intervista radiofonica del 2006, dai contenuti a dir poco imbarazzanti per il magnate. Sempre più repubblicani gli voltano le spalle, ma lui resta in sella. Stasera il dibattito con Clinton.

Manca un mese esatto alle elezioni presidenziali americani dell'8 novembre. A questo punto della campagna, solitamente, i candidati si sfidano a colpi di programmi elettorali, sfide in punta di fioretto, attacchi più o meno duri su tematiche ormai note. Non è così quest'anno: a tenere banco, con uno scandalo che sta gettando il partito repubblicano nel caos, sono le parole sessiste, volgari e offensive nei confronti delle donne pronunciate da Donald Trump, che sfida la democratica Hillary Clinton nella corsa alla Casa Bianca. E dopo il video, risalente al 2005, pubblicato dal Washington Post venerdì, la tempesta non è destinata a placarsi, anzi. Cnn ha gettato ulteriore benzina sul fuoco, pubblicando un'intervista radiofonica del 2006, dai contenuti a dir poco imbarazzanti per il magnate.

Tutto questo sta convincendo molti esponenti del Gop, anche influenti come lo speaker della Camera Paul Ryan o il senatore ed ex candidato alla presidenza John McCain, a voltargli le spalle, cosa che alimenta le voci di un ritiro shock dalla campagna elettorale. Ipotesi quest'ultima seccamente smentita ed esclusa dallo stesso Trump: "Le possibilità che mi ritiri sono pari a zero", ha detto, anzi passando all'attacco, anziché cospargersi il capo di cenere. "Quanti ipocriti benpensanti" ci sono tra i repubblicani, ha scritto in un tweet.

L'ultima colpo alla già traballante reputazione del repubblicano nei suoi rapporti con le donne è appunto l'intervista rilasciata nel 2006 ad Howard Stern: in quell'occasione aveva spiegato che una donna va lasciata dopo i 35 anni, cosa che poteva valere anche per la figlia Ivanka, che all'epoca aveva 24 anni: "Va bene se la chiamano pezzo di f...", aveva detto, colorendo il suo racconto con storie di sesso a tre e con le donne durante il ciclo mestruale.

Queste, così come quelle contenute nel video del 2005 in cui usava parole volgari e spiegava di potersi permettere comportamenti al limite dell'aggressione sessuale per il fatto di essere una celebrità, sono dichiarazioni fondamentalmente indifendibili, dal partito e dagli alleati, anche quelli più stretti, compreso il candidato repubblicano alla vicepresidenza, Mike Pence, che si è detto "scandalizzato" dalle parole usate dal suo running mate. "Non posso giustificare le sue parole e non posso difenderle", ha detto Pence, aggiungendo che il dibattito di questa sera con la rivale Hillary Clinton sarà un'opportunità per "mostrare cosa c'è davvero nel suo cuore".

"In quanto marito e padre, mi sono scandalizzato per le parole e i gesti descritti da Donald Trump in quel video, che risale a 11 anni fa", ha detto il candidato repubblicano alla vicepresidenza. "Non condivido quelle dichiarazioni e non posso difenderle", ha aggiunto, dicendosi lieto che Trump abbia poi presentato le sue scuse.

Ma Pence è stato solo uno dei tanti che hanno deciso di ritirare il loro sostegno a Trump. Numerosi repubblicani hanno detto che non voteranno per lui. Tra questi, come detto anche l'ex candidato alle presidenziali John McCain, che aveva dato il suo "endorsement" in nome dell'unità del partito pur non condividendo del tutto le posizioni di Trump e lo ha poi ritirato. Il senatore dell'Arizona, che pure non voterà per Hillary Clinton, ma vorrebbe un terzo candidato, ha spiegato che i commenti di Trump "rendono impossibile continuare a offrire il supporto anche condizionato alla sua candidatura".

Stesso discorso anche per l'ex segretario di Stato americano, Condoleeza Rice: "Basta! Donald Trump non dovrebbe essere presidente. Dovrebbe ritirarsi". Della stessa opinione la senatrice del New Hampshire, Kelly Ayotte: "Non posso e non voglio sostenere un candidato alla prsidenza che si vanta di denigrare e aggredire le donne".

Anche la moglie di Donald Trump si è affrettata a condannare le parole "inaccettabili ed offensive" del marito, ma ha invitato gli americani ad accettare le sue scuse. "Le parole di mio marito sono inaccettabili ed offensive. Non rappresentano l'uomo che conosco", ha detto Melania Trump, aggiungendo subito: "Lui ha il cuore e la mente di un leader. Spero che la gente accetti le sue scuse, come ho fatto io, e si concentri sulla questioni importanti che il nostro Paese e il mondo si trovano ad affrontare".