“Rex Tillerson? Un grande negoziatore”. Intervista con Claudio Descalzi

Ai microfoni di America24 l'amministratore delegato di Eni promuove il nuovo segretario di Stato e le prospettive dell'azienda: "Il 2017 sarà da record".

La nomina di Rex Tillerson apre un nuovo capitolo nella storia politica americana, in pochi infatti si sarebbero aspettati di vedere un dirigente aziendale a capo della diplomazia Usa. Il Ceo di ExxonMobil dovrà ora superare il vaglio del Senato, ma la decisione di Donald Trump probabilmente rappresenta la scelta migliore sul ventaglio di candidati che ha valutato nelle ultime settimane. Tillerson infatti non solo conosce i leader mondiali ed è abituato a trattare con loro, ma grazie alla sua amicizia con il presidente russo Vladimir Putin potrebbe anche giocare un ruolo importante nella distensione dei rapporti con Mosca: uno degli obbiettivi dichiarati della politica estera di Trump. Pur avendo tutte le carte in regola, Tillerson dovrà comunque dimostrare di saper esercitare una leadership forte anche all’esterno della sua ExxonMobil, una sfida che in un panorama internazionale quanto mai frammentato potrebbe anche rivelarsi piuttosto complicata.

ASCOLTA IL PODCAST DELLA PUNTATA

Il presidente eletto ieri ha annunciato anche un altra nomina, si tratta dell'ex governatore del Texas Rick Perry, che guiderà il dipartimento dell’Energia. Rispolverando un episodio della campagna presidenziale del 2012, in cui Perry corse senza successo per la nomination repubblicana, questa scelta rivela però un retroscena piuttosto ironico. Durante uno dei dibattiti delle primarie Perry, elencando le agenzie governative che avrebbe voluto cancellare se fosse stato eletto presidente, dimenticò proprio il nome del dipartimento dell’Energia. E ora ne diventerà il segretario.

Proprio di energia si è parlato ieri a New York, dove l’amministratore delegato di Eni Claudio Descalzi ha incontrato una trentina di analisti nel contesto dell’Investor Day. Ai microfoni di America24 Descalzi si è detto molto ottimista per il futuro della compagnia petrolifera italiana, che per il 2017 prevede tra l’altro di raggiungere un massimo storico della sua produzione: 1 milione 840 mila barili al giorno. L’amministratore delegato ha anche commentato la scelta del 'collega' Rex Tillerson, che conosce molto bene, per la segreteria di Stato: “E’ una persona riflessiva e di grande esperienza, un grande negoziatore”. Descalzi si è detto fiducioso sulle capacità del Ceo di ExxonMobil di promuovere una distensione dei rapporti con Mosca, ma ha smentito le illazioni che hanno visto Eni al centro di una serie di polemiche per aver ceduto il 30% dei giacimenti di gas scoperti l’anno scorso in Egitto alla Russia. A chi insinuava che con questa mossa Mosca intendesse rafforzare la propria influenza anche in quella regione rispondono gli analisti: lo scopo della manovra era economico, avere un maggior controllo sui prezzi del gas, non politico.

Canzone del giorno: Jerry Reed - The Crude Oil Blues

Altri Servizi

Trump pronto a incontrare Ceo assicurazioni mediche per abolire Obamacare

Il presidente vuole smantellare la riforma entrata in vigore nel 2010. Lunedì 27 febbraio vedrà i vertici di UnitedHealth, Aetna, Blue Cross and Blue Shield, Cigna e Humana

Dopo avere incontrato i leader del settore manifatturiero, finanziario, farmaceutico e retail, Donald Trump si prepara ad accogliere alla Casa Bianca i rappresentanti di gruppi assicurativi. Secondo fonti del Wall Street Journal, il meeting previsto lunedì 27 febbraio ha un obiettivo: incoraggiare quei gruppi a sottoscrivere le misure che il governo Trump sta mettendo a punto in tema di sanità. Perché l'intento è quello di smantellare la riforma sanitaria approvata nel 2010 e tanto voluta dall'allora presidente americano Barack Obama.

Trump, primo passo verso la costruzione del muro con il Messico

L'amministrazione ha pubblicato una richiesta preliminare per ricevere le proposte delle società interessate ai lavori. L'obiettivo è finire il muro nel 2020, con costi stimati che vanno dai 12 miliardi di Trump ai 38 miliardi della New America Foundation

L'amministrazione del presidente Donald Trump ha mosso il primo passo tangibile verso la costruzione del muro al confine tra gli Stati Uniti e il Messico. Lo U.S. Customs and Border Protection, agenzia federale responsabile del controllo delle frontiere e dell'immigrazione, ha pubblicato una richiesta preliminare per ricevere le proposte delle società interessate ai lavori.

Nell'eleggere il suo nuovo leader, il partito democratico sceglie la tradizione

Tom Perez, ex ministro del Lavoro di Obama, ha vinto contro Keith Ellison, il primo parlamentare musulmano, sostenitore di Sanders che avrebbe potuto spostare a sinistra il Dnc
AP

Travolto da una crisi esplosa la scorsa estate con un attacco hacker dalle rivelazioni imbarazzanti e culminata con l'amara sconfitta alle elezioni presidenziali di Hillary Clinton l'8 novembre 2016, il partito democratico americano prova a voltare pagina. Scegliendo la continuità e puntando su un nuovo leader che per la prima volta ha origini ispaniche. Si chiama Tom Perez, 55 anni, ex segretario al Lavoro durante la presidenza di Barack Obama. E' stato scelto nel corso di una riunione di 447 leader democratici giunti ad Atlanta da tutti gli Stati Uniti.

Usa, Europa e sicurezza. L’analisi del Generale Vincenzo Camporini, vicepresidente dello IAI

Nel corso del loro viaggio europeo Jim Mattis e Mike Pence hanno rassicurato gli alleati, ma restano alcune questioni aperte. Sul fronte Usa il segretario Kelly firma le direttive per una stretta sull'immigrazione illegale. Paura per 11 mln di persone

Tolleranza zero per gli immigrati irregolari. Il segretario per la Sicurezza interna John Kelly ha firmato ieri un paio di direttive che andranno ad aggiungersi agli ordini esecutivi firmati lo scorso mese dal presidente Donald Trump. Ad essere soggetti all’espulsioni dal paese saranno ora anche tutti quegli immigrati che risiedono negli Stai Uniti senza avere le carte in regola, a prescindere dal fatto che si siano responsabili o meno di reati gravi, cos" come prevedeva la normativa sotto Obama. Il giro di vite ha immediatamente scatenato grande preoccupazione, ad essere interessate potrebbero essere infatti ben 11 milioni di persone - è questo il numero approssimativo degli irregolari presenti negli Usa - e le loro famiglie.

Un 'piano segreto' per risolvere la questione ucraina

Il Nyt svela una bozza di accordo redatta da due privati cittadini Usa - vicini a Trump - e da un deputato di Kiev. La soluzione? Crimea 'in affitto' alla Russia con un referendum. Da Bruxelles Pence rassicura l'Ue: condividiamo gli stessi scopi e valori.

Mike Pence ha concluso ieri il suo viaggio europeo. Nella prima visita ufficiale dell'amministrazione di Donald Trump alle istituzioni dell’unione Europea, il vicepresidente ha sopratutto cercato di rassicurare glia alleati d’oltreoceano, facendo chiarezza su alcune questioni cardine.

Sono passati 51anni dalla morte di Malcolm X

L'attivista per i diritti degli afroamericani fu assassinato il 21 febbraio 1965 a New York

Cinquantuno anni fa, il 21 febbraio 1965, moriva uno dei più importanti leader per i diritti degli afroamericani e i diritti umani in genere che il ventesimo secolo ricordi: Malcolm X. L'attivista fu assassinato durante un comizio a Manhattan all'età di 39 anni, con sette colpi di pistola, dai membri dell'associazione della quale era un tempo portavoce: la Nation of Islam.

La gaffe di Trump sull'attentato (mai avvenuto) in Svezia diventa virale sul web

Il presidente cerca di difendersi e twitta: la mia affermazione su quanto accadeva in Svezia si riferiva a una trasmissione diffusa da Fox News sugli immigrati

Prima la gaffe, poi il tentativo di metterci una pezza: il risultato è una marea di tweet, tra il divertente, l'esilarante, lo sconfortato e l'arrabbiato. Si riassume così lo scivolone diplomatico di Donald Trump, che durante un comizio in Florida, arringando la folla e stigmatizzando l'immigrazione clandestina, ha citato un fantomatico attentato che sarebbe avvenuto in Svezia. Il problema è che l'attacco non si è mai verificato.

Donald Trump e le politiche sull’immigrazione. Intervista con Marco Valsania

Rimandato alla prossima settimana il 'muslim ban-bis', ma si continua a discutere della stretta sull'immigrazione illegale voluta da Trump. Tillerson e Kelly in missione in Messico, molti i terreni di scontro ancora aperti con Washington
iStock

Tutto rimandato alla prossima settimana per il secondo capitolo della vicenda ‘muslim ban’. Dopo la bocciatura della Corte d’Appello, il presidente Trump aveva promesso di presentare un nuovo decreto sull’immigrazione - epurato dalle imprecisioni che avevano fatto arenare la prima versione - entro questa settimana, ma non sarà così. La Casa Bianca, che sta rivendendo i dettagli, ha annunciato ieri di avere bisogno di più tempo.

Cambiamenti in corso alla Casa Bianca

Il 'caso Flynn' potrebbe aver segnato un punto di svolta. Il 'cerchio magico' dei fedelissimi di Donald Trump, eredità della campagna elettorale, si sta indebolendo; e la presidenza Trump cambia di conseguenza

Donald Trump sapeva dei dubbi sulla veridicità delle affermazioni di Michael Flynn da circa tre settimane. L’Fbi ha infatti cominciato ad indagare sul comportamento del consigliere per la Sicurezza Nazionale - che avrebbe discusso le sanzioni volute da Obama con l’ambasciatore russo senza averne l’autorità - subito dopo l’insediamento del nuovo presidente. Se per Flynn ora potrebbero anche esserci delle ripercussioni legali, per Trump è invece giunto il momento di guardare avanti. Per il momento a ricoprire l’incarico è stato chiamato Keith Kellog, un altro generale in pensione, ma il presidente dovrà ora scegliere un vero professionista. La presenza nel suo gabinetto di quei fedelissimi che lo hanno affiancato nella vittoria alle elezioni, ma che continuano ad avere un atteggiamento più elettorale che di governo, rischia infatti di danneggiarlo. E Flynn ne è la prova evidente. Tra i vari nomi emergono quello del vice ammiraglio Robert Harward, che ha già lavorato nel consiglio sotto Bush Jr., e sopratutto quello dell’ex capo della Cia David Petraeus. La sua esperienza e la sua autorità potrebbero essere molto preziosi per Trump, specialmente per arginare le figure più estreme all’interno della sua amministrazione, uno su tutti Stephen Bannon, ma su questa scelta resta un problema aperto. Petraeus deve infatti scontare ancora due mesi di bando dagli incarichi pubblici per aver in passato rivelato segreti di stato a una sua ex amante.

Aspettando gli Oscar, tra record, politica e diversità

Il musical "La La Land" è destinato a una pioggia di statuette in una edizione forse piena di critiche a Trump. Per la prima volta, potrebbero essere tre gli attori di colore vincitori
Fence © MMXVI Paramount Pictures Corporation

E' vero. Gli Oscar generalmente determinano quali film vengono finanziati e quanto i vincitori delle statuette verranno poi pagati. Ma l'edizione 2017, oltre a celebrare il cinema e la bravura dei vari artisti, si caratterizza anche per altri fattori: è meno bianca e più politica del solito. Nell'era Trump, non potrebbe essere che così.