Riforma fiscale: Gop al Senato non taglia aliquota aziendale fino al 2019

Si tratta di un anno dopo il piano della Camera. L'approvazione della legislazione diventa complicata
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E' ufficiale: i repubblicani al Senato Usa hanno messo a punto una riforma fiscale che è molto diversa da quella presentata la settimana scorsa dai membri del Gop che siedono alla Camera.

Come anticipato, con il piano su cui hanno alzato i veli oggi i senatori repubblicani propongono di tagliare l'aliquota aziendale al 20% dal 35% a partire dal 2019, ossia un anno dopo quanto vorrebbe il Gop alla Camera.

Diversamente da quanto pensato dai repubblicani alla Camera, quelli al Senato hanno fissato l'aliquota massima per le persone al 38,5% contro quella in vigore pari al 39,6%, che la bozza della Camera manterrebbe (anche se verrebbe associata a un livello di reddito molto più alto). Il Senato manterrebbe le sette aliquote per le persone mentre la Camera le ridurrebbe a quattro.

Il Gop al Senato inoltre non intende eliminare la tassa di successione, come la Camera vorrebbe fare gradualmente entro il 2024, ma raddoppierebbe a 11 milioni di dollari circa per persona le esenzioni di cui possono godere gli ereditieri (cosa prevista anche nella bozza di riforma pensata dai deputati repubblicani).

Il Senato non permetterebbe più alle famiglie di detrarre dal calcolo dei redditi tassabili a livello federale le imposte statali e municipali. La Camera manterrebbe quella possibilità riducendone la portata.

Quanto agli sgravi fiscali per chi ha figli, il Senato propone di alzarli a 1.650 dollari contro i 1.600 proposti dalla Camera.

Le notevoli differenze tra le due bozze di riforma dimostrano come il sogno di Donald Trump di portare a casa la riforma stessa entro Natale sia difficile da realizzare. Prima che la legislazione possa arrivare sulla scrivania del presidente Usa per una firma, il suo testo deve essere armonizzato nelle due aule del parlamento Usa.

La commissione Finanza del Senato dovrebbe votare sulla sua bozza la settimana prossima; il Senato intero vorrebbe votare il provvedimento nella settimana successiva al Giorno del Ringraziamento, che cade il 23 novembre. La commissione della Camera che sta mettendo a punto il testo, quella chiamata Ways and Means, ha votato oggi la bozza e la mettà al voto in Aula la settimana prossima. Sono tutti segni che è piuttosto tortuosa la strada verso l'approvazione di un testo identico nelle due aule, premessa necessaria affinché Trump possa firmarlo trasformandolo in legge.

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