Riforma fiscale verso il traguardo, oggi il voto al Congresso

Domani attesa la firma di Donald Trump. Sondaggio Cnn: il 55% degli americani non approva il provvedimento. Il 33% sì
Ap

La riforma fiscale sta per giungere al traguardo negli Stati Uniti. La Camera e il Senato voteranno oggi sul provvedimento il cui testo è stato diffuso venerdì scorso dopo gli sforzi dei legislatori repubblicani per uniformare le bozze approvate nelle due aule del Parlamento, rispettivamente il 16 novembre e il 2 dicembre.

Si comincia alla Camera intorno alle 19.30-20 italiane. Poi sarà la volta del Senato. Questo significa che subito dopo la legislazione potrebbe arrivare sulla scrivania del presidente americano Donald Trump. La sua firma la trasformerebbe in legge.

Anche se sembra che ci siano i numeri per il via libera al Senato (dove la maggioranza del Gop è più risicata rispetto a quella che il partito ha alla Camera), Trump e i suoi dovranno convincere l'America che la riforma non è un regalo per multimilionari, grandi aziende e società immobiliari come quelle del presidente e famiglia. I leader Usa continua a 'vendere' la riforma come qualcosa pensato per la classe media.

Secondo un sondaggio di Cnn, il 55% degli americani è contrario alla riforma fiscale, la più grande da quella voluta nel 1986 da Ronald Reagan. Il 33% l'approva e l'11% non è sicuro.

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Gli Stati Uniti sono in shutdown. Il Senato non ha trovato un accordo per approvare il finanziamento provvisorio del governo federale, necessario entro la fine del 19 gennaio. La prima conseguenza è che migliaia di lavoratori federali saranno in congedo non retribuito e che circa 1,3 milioni di militari resteranno senza stipendio finché non si troverà una soluzione a questo stallo. Secondo un rapporto di S&P Global Ratings, lo shutdown potrebbe far scendere il Pil degli Stati Uniti dello 0,2% ogni settimana, ovvero 6,5 miliardi di dollari.

Pence in Medio Oriente, focus su sicurezza e terrorismo

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Per la prima volta dall'ottobre 2013, quando il presidente era Barack Obama, il governo federale degli Stati Uniti  è protagonista di una paralisi parziale. Per trovare una soluzione c'era tempo fino alla mezzanotte del 19 gennaio 2018 di Washington, le sei del mattino di sabato 20 gennaio in Italia. Come successo oltre quattro anni fa, il cosiddetto "shutdown" ha visto repubblicani e democratici scontrarsi sulla legislazione che andava approvata per continuare a finanziare le attività del governo.

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Per la prima volta in due anni, S&P Global Ratings ha migliorato il suo giudizio sulla tenuta creditizia della Grecia, portato a "B" da "B-" (comunque cinque gradini al di sotto dell'investment grade). L'outlook è rimasto "positivo", cosa che implica un'altra possibile promozione.

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