Riforma fiscale verso il voto al Congresso: critiche sui repubblicani

Il provvedimento agevola i contribuenti più ricchi e le imprese immobiliari

Con la riforma fiscale quasi in tasca, i legislatori repubblicani devono fare i conti con le critiche arrivate da chi sostiene che il provvedimento dà benefici ai contribuenti più ricchi e alle imprese immobiliari anche grazie ad aggiunte dell'ultimo minuto di provvedimenti pensati per agevolare personalmente alcuni politici.

Alla vigilia della messa al voto della riforma alla Camera, il senatore del Gop Bob Corker ha chiesto chiarimenti al suo partito negando di avere saputo in anticipo che la legislazione avrebbe favorito le sue proprietà immobiliari commerciali. Orrin Hatch, tra i repubblicani che hanno contribuito alla stesura della legislazione, ha negato notizie di stampa secondo cui sono stati introdotti improvvisamente i provvedimenti controversi.

L'ultima polemica non dovrebbe rappresentare un'ostacolo all'approvazione della riforma. Al Senato, dove si voterà mercoledì, il via libera arriverà con voti risicati: in quell'aula, i repubblicani hanno una maggioranza di 52 seggi e si possono permettere solo due defezioni. Il vicepresidente Mike Pence può salvare la situazione con il suo voto.

Gli indicisi sembrano Susan Collins del Maine, che vorrebbe che la riforma stabilizzasse il mercato sanitario, e Jeff Flake di Arizona, che desidera una soluzione per i cosiddetti Dreamers (le persone che risiedono in Usa senza permesso di soggiorno e che furono portate nella nazione quando erano bambini).

A ridurre la maggioranza del Gop al Senato è la salute di John McCain, che ha lasciato l'ospedale (dove è stato curato per via di effetti collaterali dovuto alla cura contro il suo tumore al cervello) ed è tornato nella sua casa in Arizona; non sarà quindi a Washington per votare. Salvo sorprese, il presidente americano Donald Trump dovrebbe firmare la riforma trasformandola in legge prima di Natale. Così manterrebbe, almeno a parole, la promessa di dare in dono agli americani quella che oggi ha detto essere la più grande riforma fiscale della storia Usa. Il leader Usa dovrà comunque convincere gli scettici, tra cui ci sono analisti ed economisti, secondo cui la riforma non è affatto pensata per la classe media come lui invece sostiene.

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