Riforma Fisco, la classe media esce vincitrice dal piano del Senato

Lo sostiene il rapporto della commissione congiunta sulle imposte del Congresso statunitense

La classe media statunitense sarebbe la vera vincitrice del piano fiscale del senatori repubblicani. Lo sostiene un nuovo studio della commissione congiunta sulle imposte, composta da cinque membri della commissione Finanza del Senato e cinque dell'equivalente commissione della Camera.

Il piano del Senato, diverso da quello presentato dai repubblicani alla Camera, rispetterebbe maggiormente la promessa elettorale del partito al potere di riformare il sistema per favorire la classe media. Nel 2019, i contribuenti che guadagnano tra i 50.000 e i 70.000 dollari all'anno vedrebbero diminuire le imposte a loro carico del 7,1 per cento. Le persone con un salario tra i 20.000 e i 30.000 dollari otterrebbero con il piano del Senato una riduzione del 10,4%; i milionari, invece, otterrebbero un taglio fiscale del 5,3 per cento.

L'andamento, al contrario di quello con il piano della Camera, verrebbe mantenuto anche con il trascorrere degli anni, secondo lo studio, citato da Politico. Nel 2027, per esempio, i milionari avrebbero un taglio del 2,8 per cento, contro il 6,1 e il 10,3 per cento per la fascia media e bassa sopracitate.

Secondo la stessa commissione, il piano della Camera avrebbe un impatto confusionario: in un primo momento, andrebbe a vantaggio delle persone con un reddito basso; con il passare degli anni, però, i vantaggi per questa fascia di contribuenti si assottiglierebbero, fino ad annullarsi; poi, questa fascia subirebbe un aumento delle imposte e, nel 2027, i maggiori vincitori della riforma sarebbero addirittura i milionari. Lo studio sul piano del Senato non comprende alcuni aspetti presentati la scorsa settimana.

Oggi, la commissione Finanza del Senato comincerà la propria valutazione del testo della riforma. La Camera, invece, andrà al voto sulla propria proposta nel corso di questa settimana. L'obiettivo dei repubblicani in Congresso è quello di approvare un testo comune entro la fine dell'anno.

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