Ripresa economica Usa favorisce una nuova ondata migratoria

Soprattutto dall'Asia, ma tornano a crescere i migranti in arrivo dalle nazioni latinoamericane
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La ripresa economica degli Stati Uniti ha provocato un sostanziale aumento del numero dei migranti nel Paese, a livelli precedenti alla crisi. Il numero delle persone nate all'estero che vivono negli Stati Uniti è cresciuto di 523.400 unità nel 2013, secondo l'Ufficio del censimento.

Un dato più alto rispetto al 'guadagno netto' di circa 446.800 persone dell'anno precedente, che costituisce inoltre il maggior incremento dal 2006. Il numero, specifica il Wall Street Journal, non distingue tra migranti autorizzati e non autorizzati. L'incremento è stato determinato soprattutto dall'arrivo di tanti studenti asiatici e dai lavoratori altamente specializzati dall'India.

Le domande per i visti per i lavoratori stranieri qualificati - i cosiddetti H-1B, di cui usufruiscono soprattutto gli indiani - sono a loro volta aumentate: il tetto federale è stato raggiunto in meno di una settimana, quest'anno, mentre nel 2012 erano stati necessari tre mesi e nel 2011 otto mesi per riempire tutti i posti disponibili (di base 85.000, ma nel 2012, per esempio, sono stati 135.991 e 153.223 nel 2013). 
Il 2013 è stato un anno segnato da una nuova ondata migratoria da sud: tra i nuovi arrivati, il 27% è latinoamericano, rispetto al 10% del 2012 e a meno dell'1% del 2011. Sono stati più i messicani arrivati di quelli partiti nel 2013 (+22.000), al contrario di quanto avvenuto negli anni precedenti (nel 2012, -109.000); circa 1,4 milioni di messicani hanno lasciato gli Stati Uniti per tornare a casa tra il 2005 e il 2010, secondo il think tank Pew Reserch Center.

La crescita annuale del numero degli stranieri che vivono negli Stati Uniti resta comunque al di sotto delle 800.000 unità di media di un decennio fa. Secondo i dati del Pew, aggiornati al marzo 2013, ci sarebbero 11,3 milioni di migranti senza permesso negli Stati Uniti, contro gli 11,2 milioni del 2012 (un aumento statisticamente non rilevante).