Rumsfeld: "Bush ha sbagliato, assurda l'idea di portare la democrazia in Iraq"

L'ex segretario alla Difesa critica per la prima volta il suo presidente, in un'intervista al Times in cui parla anche di Obama e Isis

Dopo anni di silenzio, l’ex 'falco' dell’amministrazione di George W. Bush, Donald Rumsfeld, è tornato a parlare, criticando duramente, a sorpresa, il suo presidente: "Ha sbagliato". “L'idea che potessimo fabbricare una democrazia in Iraq mi sembrava irrealistica. Mi preoccupai non appena sentii quelle parole”. Timori, però, che ha tenuto per sé per 12 anni.

L'ex segretario alla Difesa (incarico mantenuto dal 2001 al 2006, dopo un primo mandato dal novembre 1975 al gennaio 1977 con il presidente Gerald Ford) è stato intervistato dal Times di Londra, a cui ha rilasciato i suoi commenti sulla guerra in Iraq, con cui Bush aveva intenzione di sostituire il regime di Saddam Hussein con una democrazia. Una guerra giustificata da Washington con le armi di distruzione di massa in mano al dittatore, in realtà inesistenti. Una guerra che ha provocato un milione e 300.000 morti, che ha portato al caos di oggi e all'affermazione dei ribelli sunniti dell'autoproclamato Stato islamico, tra cui anche ex militari dell’esercito di Saddam Hussein.

Nella lunga intervista, Rumsfeld (classe 1932) ha poi criticato la scelta del presidente Barack Obama, che avrebbe abdicato alla leadership mondiale aprendo la porta all'espansionismo russo; l'ex segretario alla Difesa ha sostenuto che la Nato e l'Onu non funzionano più e dovrebbero essere sostituite da nuove alleanze in grado di affrontare le minacce moderne, come le armi chimiche, l'Iran e la schiavitù; ha dichiarato che l'Occidente dovrebbe aprire gli occhi e dare inizio contro lo Stato islamico e gli altri gruppi terroristici una sorta di nuova Guerra Fredda, destinata a durare decenni, in cui le diverse intelligence collaborino per tagliare i finanziamenti agli estremisti.

L'Occidente, secondo Rumsfeld, non è stato capace di affrontare l'estremismo islamico perché si rifiuta di identificare il nemico, di cui non capisce le motivazioni. L'ex segretario alla Difesa ha poi definito un errore l'intervento per deporre il leader libico Muammar Gheddafi.