Russiagate, Bannon "collaborerà totalmente con Mueller"

L'ex stratega della Casa Bianca ha ricevuto un mandato di comparizione dal procuratore speciale. Il privilegio esecutivo, invece, 'blocca' Bannon davanti alla commissione Intelligence della Camera

Steve Bannon "intende cooperare totalmente con Mueller", secondo una fonte di Axios vicina all'ex stratega della Casa Bianca. Robert Mueller, il procuratore speciale che indaga sulle interferenze russe nelle elezioni presidenziali statunitensi e sulle possibili collusioni tra il Cremlino e lo staff di Donald Trump, ha infatti spiccato un mandato di comparizione, la scorsa settimana, nei confronti di Bannon, come svelato ieri dal New York Times.

Bannon dovrà testimoniare davanti al gran giurì istituito nell'ambito dell'inchiesta. La fonte ha detto che la Casa Bianca non ha messo paletti a quello che Bannon potrà dire agli investigatori: "Potrà dire il cavolo che vuole su qualsiasi argomento".

Al contrario, gli avvocati della Casa Bianca hanno imposto a Bannon di non rispondere alle domande sul suo lavoro durante la transizione presidenziale e sui mesi al servizio della nuova amministrazione davanti alla commissione Intelligence della Camera, che lo ha interrogato ieri a porte chiuse. Una decisione che ha creato tensioni tra la Casa Bianca e la commissione, che ha spiccato un mandato di comparizione sul posto, senza però ottenere i risultati sperati.

Ieri, Bannon ha trascorso 11 ore a Capitol Hill, secondo la Nbc, molte delle quali passate a discutere del 'privilegio esecutivo', quello a cui l'ex stratega si sarebbe appellato, su indicazione degli avvocati della Casa Bianca, per non discutere dei mesi nell'amministrazione.

La fonte di Axios ha detto che gli avvocati della Casa Bianca continuano a dire a Bannon di rispondere solo alle domande sulla campagna elettorale, finché non avranno un accordo con la commissione. Commissione che, per una volta, ha mostrato uno spirito bipartisan nel criticare la mancata collaborazione: "Ci sono domande a cui non ha risposto" ha detto il repubblicano Michael Conaway, che guida le indagini. "Ma otterremo quelle risposte da Bannon" ha aggiunto, secondo quanto riportato dal Los Angeles Times.

Il cosiddetto 'privilegio esecutivo' non sarà invece usato per il colloquio tra Bannon e Mueller, visto che il procuratore fa parte del ramo esecutivo. Secondo il New York Times, il mandato di comparizione potrebbe essere una mossa di Mueller per spingere Bannon a negoziare. Il procuratore potrebbe permettere all'ex stratega della Casa Bianca di non presentarsi davanti al gran giurì, in cambio di un interrogatorio meno formale nei suoi uffici.

Mueller ha spiccato il mandato dopo che sono state rese pubbliche le affermazioni di Bannon contenute in un libro appena uscito, "Fire and Fury", incentrato sulla Casa Bianca nell'era Trump. Un libro in cui Bannon ha definito "sovversivo" e "antipatriottico" l'incontro con una delegazione russa alla Trump Tower, in piena campagna elettorale, a cui parteciparono il figlio del presidente, Don Jr., il genero Jared Kushner e il direttore della campagna Paul Manafort.

Inoltre, secondo le parole di Bannon contenute nel libro, le indagini sulle possibili collusioni tra il Cremlino e lo staff di Trump si concentreranno sul riciclaggio di denaro sporco. Le dichiarazioni hanno portato a una spaccatura insanabile tra Trump e Bannon, costretto a lasciare Breitbart, sito dell'ultradestra dove era tornato da pochi mesi e con cui aveva sostenuto la candidatura dell'attuale presidente.

Altri Servizi

Wall Street, giornata di trimestrali

Restano le preoccupazioni per il più lungo shutdown nella storia degli Stati Uniti
AP
Ibm

Per International Business Machines (Ibm), il recupero dei ricavi trimestrali sembra un miraggio dopo la breve ripresa finita lo scorso giugno e durata nove mesi consecutivi (i primi successivi a cinque anni di declini). L'azienda ha tuttavia saputo superare le stime degli investitori, concentrati sul fatto che le vendite siano salite nell'intero esercizio per la prima volta in vari anni.

Shutdown e Russia, sempre più americani bocciano Trump

Sondaggio di Politico: il 57% disapprova il suo operato (record)
White House /Shealah Craighead

Il tasso di disapprovazione per l'operato del presidente statunitense, Donald Trump, ha raggiunto un nuovo record, a causa dello shutdown più lungo nella storia del Paese e delle preoccupazioni per i rapporti con l'omologo russo Vladimir Putin. Questo il risultato dell'ultimo sondaggio di Politico/Morning Consult, secondo cui il 57% degli elettori disapprova il lavoro di Trump, mentre il 40% lo approva.

La Corte Suprema Usa respinge Trump: resta la tutela per i Dreamers (per ora)

Il massimo tribunale ha deciso di non pronunciarsi sulla fine del programma Daca, cercata dal presidente anche per avere un'arma in più nei negoziati con i democratici su immigrazione e muro
Ap

La Corte Suprema statunitense ha respinto la richiesta dell'amministrazione Trump di valutare subito e pronunciarsi sulla fine del programma Daca, che protegge dal rimpatrio 700.000 immigrati irregolari arrivati da bambini. Questo significa che il programma voluto dall'allora presidente Barack Obama, contro cui si batte Donald Trump, resta per ora in vigore, in attesa che lo scontro arrivi a conclusione nei tribunali inferiori; inoltre, nel caso in cui il massimo tribunale dovesse accettare un nuovo tentativo da parte del governo, il caso non verrebbe discusso prima di ottobre e una decisione non sarebbe presa prima del 2020. La volontà del massimo tribunale statunitense di non valutare il caso toglierà una potente arma di negoziazione al presidente, che si era detto sicuro di una vittoria davanti alla Corte Suprema, nelle trattative con i democratici sull'immigrazione.

Casa Bianca smentisce: nessuna trattativa è stata cancellata con la Cina

Secondo l'FT, saltati incontri in questa settimana in vista di quello che secondo Larry Kudlow conta più di tutti: quello con il vice premier cinese
AP

Larry Kudlow, il consigliere economico della Casa Bianca, ha negato indiscrezioni di stampa secondo cui gli Stati Uniti hanno cancellato un incontro con la Cina pensato per spianare la strada al prossimo round di negoziati di alto livello previsto a Washington tra i negoziatori delle due nazioni il 30 e il 31 gennaio prossimo.

"Il Buffett di Boston" preoccupa i leader riuniti a Davos

Seth Klarman, a capo di Baupost Group (uno degli hedge fund più grandi al mondo), non esclude una crisi che si manifesterà con disordini sociali e non solo con sell-off dei mercati

Un investitore miliardario - conosciuto negli Stati Uniti per essere l'equivalente di Boston del cosiddetto Oracolo di Omaha, ossia Warren Buffett - ha messo in guardia gli investitori "compiaciuti" che stanno ignorando i rischi esistenti prendendone di nuovi. Seth Klarman, a capo di Baupost Group (uno degli hedge fund più grandi al mondo), ha lanciato il suo avvertimento nella lettera annuale da 22 pagine scritta agli investitori e di cui il New York Times ha ottenuto una copia.

Shutdown, idea Kushner: Green Card per i Dreamers in cambio del muro

La Casa Bianca cerca una soluzione per mettere fine alla paralisi

Un permesso di soggiorno permanente per i 'Dreamers' in cambio dei fondi per il muro con il Messico. Sarebbe questa l'ultima idea in circolazione alla Casa Bianca per un compromesso con i democratici che faccia terminare lo shutdown, secondo tre fonti del sito Axios.

Procter & Gamble ha chiuso un trimestre con utili superiori alle stime e vendite organiche forti, cosa che ha spinto il colosso dei beni al consumo ad alzare il suo outlook.

Gli Usa celebrano Martin Luther King (e Pence lo paragona a Trump)

Oggi è il giorno festivo dedicato al leader della lotta per i diritti civili, premio Nobel per la Pace, ucciso nel 1968

Nel 1965, le marce da Selma a Montgomery, in Alabama, furono un momento fondamentale della rivolta per i diritti civili negli Stati Uniti; diritti per cui, secondo associazioni e comunità afroamericane, è ancora necessario combattere. Per questo, ancora oggi è fondamentale celebrare Martin Luther King, il leader della lotta per l'uguaglianza razziale, premiato nel 1964, a soli 35 anni, con il Nobel per la Pace, e ucciso il 4 aprile 1968 a Memphis con un colpo di fucile alla testa.