Russiagate: Facebook consegnerà al Congresso Usa le pubblicità sospette

Il Ceo Zuckerberg: renderemo più trasparenti le inserzioni politiche e più difficili da realizzare le interferenze nelle elezioni. Il social network monitora quelle in Germania: per ora nulla di strano
Facebook

Facebook consegnerà al Congresso Usa le inserzioni pubblicitarie finite sulla sua piattaforma e che "probabilmente" sono legate alla Russia. Della loro esistenza fu data notizia il sei settembre scorso, quando, il social network annunciò di avere scoperto circa 470 account non autentici gestiti "probabilmente" da Mosca e associati a inserzioni da 100.000 dollari che avevano l'intento di creare scompiglio durante la campagna elettorale. Allo stesso tempo il gruppo ha detto di non avere riscontrato alcuna interferenza nelle elezioni tedesche di domenica 24 settembre.

L'azienda di Menlo Park, California, aveva già annunciato che le avrebbe recapitate al procuratore speciale Robert Mueller, colui che continua a indagare sulla interferenza di Mosca nelle elezioni presidenziali Usa del 2016 ma aveva resistito nel farle arrivare anche a Capitol Hill. L'opinione pubblica invece non ne avrà accesso. "Il Congresso è il luogo migliore per usare le informazioni che noi o altri forniscono per informare il pubblico in modo completo", ha detto in una nota Colin Stretch, l'avvocato numero uno del social network che ha parlato di una "decisione difficile" perché svelare contenuti "non è qualcosa che facciamo con leggerezza in nessuna circostanza".

Ribadendo che Facebook punta a "salvaguardare i contenuti dei suoi utenti, a prescindere dalla loro nazionalità", l'esperto ha aggiunto: "Crediamo che il pubblico meriti una ricostruzione di quanto successo nelle elezioni 2016 e abbiamo concluso che condividere le inserzioni che abbiamo scoperto, in un modo che è in linea ai nostri obblighi di proteggere le informazioni degli utenti, possa aiutare".

In un video, il Ceo di Facebook Mark Zuckerberg ha spiegato che gli sta a cuore "il processo democratico e la protezione della sua integrità". Al primo giorno di lavoro dopo una pausa legata alla nascita della seconda figlia, ha aggiunto: "Non voglio che nessuno usi i nostri strumenti per mettere a repentaglio la democrazia".

L'integrità delle elezioni Usa è per il Ceo di Facebook "cruciale" anche per il resto del mondo ma ha ammesso: "Mi piacerebbe potervi dire che siamo in grado di fermare tutte le interferenze ma non sarebbe realistico farlo. Ci saranno sempre attori cattivi nel mondo e non possiamo impedire ai governi di interferire. Però possiamo fare in modo che sia molto più complitato farlo. Su questo ci concentreremo".

Quanto alle elezioni tedesche, Facebook sta lavorando alacremente per assicurarsi che si svolgano nella più totale integrità. Zuckerberg ha spiegato che sono stati presi tutti i provvedimenti necessari ad arginare ogni possibile anomalia, dalla chiusura di "migliaia di profili falsi alla collaborazione con le autorità pubbliche come il Federal Office for Information Security e alla condivisione delle pratiche di sicurezza con candidati e partiti". Zuckerberg ha aggiunto: "Stiamo inoltre esaminando l'attività degli account che abbiamo rimosso e non abbiamo ancora trovato nulla di simile in Germania. Questo è molto importante e ci ne siamo occupati da un bel po'"; il riferimento è a quanto invece è successo negli Stati Uniti e in altri Paesi come la Francia.

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Transazione valutata 60 miliardi di dollari, tutta in azioni
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