Russiagate: il memo che divide gli Usa

Cosa è, chi lo ha scritto e con che obiettivo. Protagonisti e reazioni. Quello che c'è da sapere su un documento destinato a intensificare ulteriormente le tensioni tra la Casa Bianca e l'Fbi

I repubblicani alla Camera Usa ieri hanno pubblicato un memo controverso, destinato a intensificare ulteriormente le tensioni tra la Casa Bianca e l'Fbi.

Che cos'è il memo?
Si tratta di un rapporto di quattro pagine stilato dal presidente della commissione Intelligence della Camera, Devin Nunes. L'accusa principale che emerge dal documento è la seguente: il mandato per spiare Carter Page, un consigliere della campagna elettorale di Donald Trump, sarebbe stato ottenuto dall'Fbi e successivamente rinnovato in base soprattutto ad accuse contenute nel controverso dossier stilato da Christopher Steele, un'ex spia britannica, pagato dai democratici.

Nelle intenzioni del partito repubblicano, quel memo dovrebbe dimostrare che l'Fbi e il dipartimento di Giustizia abusarono della loro autorità in materia di sorveglianza sul finire della campagna elettorale del 2016 a danno di persone vicine all'allora candidato repubblicano Trump. Quell'abuso si sarebbe verificato nell'ambito dell'inchiesta sulla presunta interferenza russa nelle elezioni presidenziali americane e sulla possibile collusione tra il Cremlino e lo staff di Trump. Per il 45esimo presidente Usa e per i repubblicani, l'indagine sul cosiddetto Russiagate, insomma, è viziata sin dall'inizio da un pregiudizio contro il leader Usa e il partito che controlla la Casa Bianca e il Congresso.

Qual è la posta in gioco?
La posta in gioco è alta. I repubblicani al Congresso e la Casa Bianca stanno usando il memo per mettere in dubbio l'integrità dei funzionari della Giustizia e della polizia federale. Questo significa che gettano cattiva luce anche su Robert Mueller, il procuratore speciale a cui nel maggio 2017 fu affidata l'inchiesta sul cosiddetto Russiagate. Mueller ha già interrogato decine di testimoni, inclusi funzionari passati e presenti della Casa Bianca.

Come spiegato ieri dalla portavoce della Casa Bianca, il memo "solleva preoccupazioni serie sull'integrità delle decisioni prese ai più alti livelli del dipartimento di Giustizia e dell'Fbi nell'uso degli strumenti di sorveglianza più intrusivi contro i cittadini Usa".

Dal canto suo il segretario americano alla Giustizia, Jeff Sessions, ha difeso il suo ministero. L'ex senatore dell'Alabama - che lavorò nella campagna Trump ma che non sempre ha avuto un buon rapporto con il presidente - ha detto di nutrire "grande fiducia" nei dipendenti del dipartimento e si è detto "determinato a verificare pienamente e giustamente la verità".

Chi è Carter Page?
Page è stato un consigliere della campagna elettorale di Trump. Ex investment banker di Merrill Lynch da Mosca per tre anni, adesso dirige Global Energy Capital, azienda specializzata nel settore energetico nei mercati emergenti. Stando al suo sito, ha fatto consulenza su accordi per conto delle russe Gazprom e RAO UES. Stando ai media americani, Page è l'unico dipendente di Global Energy Capital, il cui quartier generale era uno "spazio di lavoro aziendale condiviso" senza finestre che affitava all'ora. Il suo interesse per la Russia sarebbe sorto quando ha studiato a Mosca mentre all'inizio degli anni '90 era una guardiamarina; poi ha lavorato là per vari anni. Brevemente, Page ha lavorato anche per Eurasia Group.

Page è finito nel radar dell'intelligence Usa dal 2013, quando spie russe hanno presumibilmente cercato di reclutarlo; non è stato accusato di nulla e ha sempre criticato l'inchiesta come "politicamente motivata". Ad avere destato il sospetto che stesse agendo come un'agente russo sono stati i suoi frequenti viaggi in Russia durante la campagna elettorale. Nell'autunno nel 2016, dopo che Page lasciò la campagna Trump sulla scia delle indiscrezioni sui suoi legami russi, i procuratori chiesero - e ottennero - un mandato per spiarlo.

Cos'è il dossier?
E' un documento di 35 pagine pieno di informazioni personali e finanziarie altamente compromettenti - ma mai confermate da nessuno - che travolsero Trump nella notte in cui Barack Obama teneva a Chicago il suo discorso d'addio da presidente americano strappando le lacrime all'America. Era il gennaio 2017. Fu scritto dall'ex spia britannica Steele, su cui alcuni legislatori americani hanno chiesto tempo fa al dipartimento di Giustizia l'apertura di un'inchiesta. Steele fu assunto nel 2016 dalla società di ricerca Fusion GPS, pagata da un'organizzazione conservatrice e poi dalla campagna di Hillary Clinton (la sfidante democratica di Trump nelle presidenziali) per trovare informazioni imbarazzanti sul magnate del mattone.

Quali sono le obiezioni?
L'Fbi era contrario alla diffusione del memo. Il timore è che si crei un precedente pericoloso, scoraggiando le fonti a parlare con la polizia federale.

I democratici sostengono che il memo sia fuorviante e basato su intelligence che solo pochi legislatori hanno visto. Secondo loro, è un tentativo di distrarre l'opinione pubblica dall'inchiesta di Mueller, che per altro vuole interrogare anche Trump.

Quali sono le conseguenze per il numero due al dipartimento di Giustizia
Secondo il Wsj, Trump crede che il memo metta a repentaglio la credibilità di Rod Rosenstein, il vice di Sessions che ha scelto Mueller. Il segretario alla Giustizia, infatti, scelse di astenersi da qualsiasi inchiesta riguardante il Russiagate perché durante la sua audizione alla commissione Giustizia del Senato per la conferma della sua nomina, il senatore dell'Alabama non disse che durante la campagna 2016 aveva incontrato due volte l'ambasciatore russo in Usa Sergey Kislyak. Lo scorso luglio, in una intervista al New York Times, Trump disse che non lo avrebbe reclutato se avesse saputo che il ministro si sarebbe astenuto.

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