Russiagate: Mueller nomina un Gran Giurì. La Casa Bianca: cooperiamo

Il procuratore speciale amplia l'inchiesta sull'interferenza della Russia nelle elezioni Usa. La squadra di esperti può chiedere la consegna di documenti, mettere sotto giuramento testimoni e puntare a incriminazioni
Fbi

Il Russiagate si intensifica. Nel giorno in cui è stato presentato un disegno di legge che punta a proteggerlo da un licenziamento senza giusta causa (da parte di Donald Trump), il Wall Street Journal riferisce che il procuratore speciale che sta indagando sull'interferenza della Russia nelle elezioni presidenziali e sulla possibile collusione tra la campagna Trump e funzionari russi avrebbe selezionato un Gran Giurì.

A detta del giornale, i procuratori reclutati da Mueller avrebbero iniziato a lavorare nelle ultime settimane, segno di come l'inchiesta stia entrando in una nuova fase. Non appena la notizia è emersa, il Dow Jones Industrial Average ha virato in negativo salvo risollevarsi: è la prova di come anche gli investitori guardino con apprensione al caso.

I Gran Giurì sono strumenti investigativi potenti che permettono ai procuratori di richiedere la consegna di documenti, di mettere sotto giuramento testimoni e di puntare a incriminazioni se ci sono prove che un crimine è stato commesso; in quel caso i 23 membri del panel possono incriminare un sospetto con una maggioranza dei voti. L'impressione è che Mueller sappia di avere bisogno di ottenere documenti e testimonianze. L'esistenza di un Gran Giurì non sta però a significare che delle incriminazioni verranno necessariamente depositate.

La portavoce della Casa Bianca, Sarah Huckabee Sanders, ha commentato dicendo che Ty Cobb, consigliere speciale di Trump, non era al corrente della formazione di un Gran Giurì. "Il loro lavoro è generalmente segreto. La Casa Bianca favorisce qualsiasi cosa che accelera la conclusione del lavoro" di Mueller, per questo "è impegnata a cooperare" con lui, ha spiegato Cobb. Sanders ha aggiunto che l'amministrazione "non ha ragione di credere che qualcosa sia cambiato" rispetto a quando l'ex direttore dell'Fbi James Comey disse a Trump in tre occasioni che non era sotto inchiesta. Ma da maggio (quando lui fu cacciato) a ora i colpi di scena non sono certo mancati. Non a caso Reuters scrive che il Gran Giurì ha già richiesto documenti legati all'incontro risalente al 2016 tra il figlio di Trump, Donald Jr, il genero Jared Kushner e un avvocato russo che aveva promesso di avere informazioni compromettenti riguardanti Hillary Clinton, allora la sfidante democratica alla corsa verso la presidenza Usa.

Lo strumento del Gran Giurì era già stato utilizzato all'inizio del 2017 dai procuratori che stavano indagando su Michael Flynn, l'ex consigliere alla sicurezza nazionale di Trump. Il fatto che Mueller ne abbia creato uno a Washington, non lontano da un tribunale federale, ha logisticamente senso: ci vorrebbe poco per depositare accuse legate alle elezioni o all'ostacolo alla Giusitiza esercitato da qualcuno. Magari da Trump?

Altri Servizi

Wall Street, occhi su trimestrali e Fmi

Attesi i conti di Wells Fargo e Bank of America
AP

G7: Mustier (Unicredit) a incontro centrato su cybersicurezza finanziaria

Dialogo tra settore pubblico e privato per capire le sfide e definire le soluzioni. Non è emerso un senso di urgenza nonostante i casi in Usa contro Equifax, Sec e Deloitte

Washington - Jean Pierre Mustier, Ceo di Unicredit, ha partecipato nel pomeriggio americano del 12 ottobre a una riunione del G7 che si è occupata anche di cybersicurezza nel settore finanziario. L'amministratore delegato è stato uno dei rappresentanti del settore privato, uno per nazione, che sono stati invitati a partecipare all'incontro organizzato a Washington a margine dei lavori autunnali del Fondo monetario internazionale.

Trump, altro colpo all'Obamacare: taglia i fondi per le polizze ai poveri

Annunciato ore dopo la firma di un ordine esecutivo sulla sanità, con cui il presidente ha compiuto il primo passo per smantellare la riforma del predecessore

L'amministrazione Trump, con un annuncio arrivato in serata, ha reso noto di aver deciso di porre fine ai fondi per le compagnie assicurative, che li usavano per poter offrire polizze sanitarie a costi molto ridotti ai più poveri sui mercati creati dall'Obamacare. Ore prima, il presidente Donald Trump aveva firmato un ordine esecutivo con cui apriva la strada a un ritorno ad alcune vecchie regole, compiendo il primo passo verso lo smantellamento della riforma di Obama, vista l'incapacità del Congresso, a maggioranza repubblicana, di riuscirci.

Amministrazione Trump contro Fmi: vuole che riforma fiscale fallisca

L'istituto di Washington aspetta dettagli sulla legislazione ma avverte: non aumenti il deficit. Le probabilità che un taglio alle tasse si finanzi da solo è bassa
AP

Washington - L'amministrazione Trump ha apertamente attaccato il Fondo monetario internazionale, accusandolo di volere un fallimento della riforma fiscale che il presidente americano vorrebbe portare a casa entro fine anno; per lui, sarebbe la prima vittoria legislativa da quando mise piede alla Casa Bianca dal 20 gennaio scorso.

Nbc: Trump vorrebbe decuplicare l'arsenale nucleare; il presidente nega

Dopo quell'incontro, Tillerson lo avrebbe definito un "imbecille". Il presidente vorrebbe che gli Stati Uniti, che hanno 4.000 testate nucleari, tornassero ad averne 32.000, come negli anni '60

Il presidente Donald Trump avrebbe detto di voler quasi decuplicare la quantità di armi nucleari a disposizione degli Stati Uniti. Lo sostiene la Nbc, che ha rivelato in esclusiva il presunto contenuto di un incontro con i vertici militari e politici avvenuto la scorsa estate, grazie a tre fonti, presenti al vertice.

Trump, primo passo verso l'abrogazione dell'Obamacare: ora meno regole per le polizze assicurative

Il presidente ha firmato un ordine esecutivo, con cui apre la strada a un ritorno a vecchie regole. Ora dopo, annunciato lo stop ai sussidi che hanno permesso alle persone a basso reddito di avere una copertura
AP

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha firmato un ordine esecutivo riguardante la sanità, "per promuovere la scelta e la competizione nell'assistenza sanitaria", con cui riduce gli standard imposti dall'Obamacare alle piccole imprese. Ore dopo la Casa Bianca ha annunciato che il governo non fornirà più sussidi alle compagnie assicurative che hanno permesso a persone a basso reddito di ottenere una copertura medica grazie alla riforma sanitaria di Barack Obama approvata dal Congresso nel 2010.

Bank of America: utile sale e batte le stime, ma fatturato delude con il trading

Nel terzo trimestre Bank of America ha visto salire l'utile netto del 13%, mentre il fatturato è salito dell'1%, battendo le stime degli analisti, nonostante le difficoltà delle attività di trading.
AP

Nel terzo trimestre Bank of America ha visto salire l'utile netto del 13%, mentre il fatturato è salito dell'1%, battendo le stime degli analisti, nonostante le difficoltà delle attività di trading. 

Gli Usa lasciano l'Unesco: non piace la politica "a favore della Palestina"

Washington lamenta un sentimento anti-israeliano dell'agenzia delle Nazioni Unite, a cui aveva già tagliato i fondi nel 2011

Gli Stati Uniti lasceranno l'Unesco alla fine del 2018, dopo aver ripetutamente criticato le risoluzioni dell'agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di educazione, scienza e cultura, che Washington considera contro Israele. Gli Stati Uniti avevano smesso di finanziare l'Unesco dopo la sua decisione di includere la Palestina come membro nel 2011, pur decidendo di mantenere il proprio ufficio nel quartier generale di Parigi per cercare di continuare ad avere un peso politico sulle decisioni.

Fmi: nove banche faticheranno con redditività, anche Unicredit

Adrian: il rischio è che "non siano in grado di generare abbastanza capitali in futuro nel caso siano colpiti da shock"
Unicredit

Il Fondo monetario internazionale calcola che "le banche che rappresentano asset per 17.000 miliardi di dollari, o circa un terzo di quelle importanti a livello di sistema, potrebbero continuare a generare rendimenti non sostenibili, anche nel 2019".

Cottarelli (Fmi): riduzione Npl in Italia procede a "velocità adeguata"

Intervista all'uscente direttore esecutivo per il nostro Paese al Fondo, che si schiera dalla parte delle autorità italiane e contro la Bce. "Positiva" la ripresa dell'economia

I non-perfoming loan (Npl) delle banche italiane si stanno riducendo a una “velocità adeguata” che non giustifica l'urgenza sollevata dalla Banca centrale europea e dallo stesso Fondo monetario internazionale, che comunque riconosce i progressi fatti nel nostro Paese dove si aspetta per quest'anno una riduzione di Npl pari a 65 miliardi di euro inclusi i circa 18 miliardi da Unicredit, 26 miliardi da Mps dopo la sua ricapitalizzazione e altri da banche più piccole. Ne è convinto Carlo Cottarelli, direttore esecutivo per l’Italia al Fmi, che in un'intervista ad America24 ha detto che intende sollevare la questione in occasione della prossima visita a Washington di Daniele Nouy, presidente del Single Supervisory Mechanism, l’organo di supervisione bancaria della Bce.