Sale bilancio vittime terremoto in Messico, prosegue ricerca superstiti

Il presidente Enrique Pena Nieto, che ha dichiarato tre giorni di lutto nazionale, si è recato nelle zone terremotate dello stato di Oaxaca.
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Prosegue senza sosta la ricerca di superstiti del terremoto che ha colpito il sud del Messico, provocando almeno 64 morti e oltre 200 feriti. Si è trattato del più violento sisma a colpire il Paese nell'ultimo secolo, con una magnitudo di 8,2 sulla scala Richter.

Il presidente Enrique Pena Nieto, che ha dichiarato tre giorni di lutto nazionale, si è recato nelle zone terremotate dello stato di Oaxaca, tra cui Juchitan. Come ha spiegato il presidente, 50 milioni di persone, su 120 milioni di residenti del Paese, hanno avvertito il sisma. Più di 260 scosse di assestamento sono state registrate in giornata, ma porti e aeroporti funzionano normalmente.

"E' il più forte terremoto della storia del Messico, ma siamo qui, Oaxaca è in piedi", ha detto il governatore statale, Alejandro Murat. Più di 1.000 i soldati mobilitati nella regione, mentre il governatore ha promesso alle persone colpite dalla tragedia scorte alimentari, coperte e migliaia di materassi.

L'epicentro è stato individuato circa 100 chilometri al largo della località di Tonala, sulla costa dello stato del Chiapas, secondo il Centro geologico americano Usgs. Ma è lo stato meridionale di Oaxaca che è stato il più colpito da questa scossa, con 46 morti, almeno 17 dei quali nella sola località di Juchitan, dove altre vittime potrebbero essere intrappolate sotto gli edifici crollati.

Papa Francesco, in visita in Colombia, ha chiesto di pregare "per quanti soffrono le conseguenze del terremoto" e le vittime di questo sisma cos" come quelle dell'uragano Irma, che ha devastato i Caraibi.

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