Sanders stacca tutti in Iowa

Il senatore del Vermont ha il 25% delle preferenze secondo l’ultimo sondaggio
Ap

Bernie Sanders ha staccato tutti gli altri candidati alle primarie democratiche. Stando a un nuovo sondaggio del New York Times/Siena College, il senatore del Vermont ha il 25% delle preferenze tra gli elettori che dovrebbero andare a votare ai caucus del prossimo 3 febbraio.

Il balzo di Sanders viene alle spese della senatrice Elizabeth Warren che, dallo scorso ottobre, ha perso 7 punti percentuali, scendendo al 15% dei voti (dal 22%). Mentre l’ex sindaco di South Bend, Indiana, Pete Buttigieg (con il 18% dei voti) e l’ex vice presidente, Joe Biden, (con il 17% delle preferenze) sono rimasti stabili rispetto al sondaggio precedente condotto in autunno. L’unico altro candidato vicino alla doppia cifra e’ la senatrice Amy Klobuchar, con l’8% dei voti.

L’alternanza tra i due candidati liberal e la posizione secondaria dei due principali candidati centristi, evidenzia la volatilità che caratterizza queste primarie del partito Democratico. Ma Sanders sembra consolidare la propria posizione nel momento giusto. Due settimane fa e’ salito in cima a un sondaggio in Iowa per la prima volta, oltrepassando tutti i suoi rivali in termini di preferenze in un sondaggio condotto dal Des Moines Register-CNN.

Ciononostante, il sondaggio del New York Times evidenzia come gli elettori democratici preferiscono un candidato moderato (55%) a uno con tendenze piu’ liberali rispetto alla maggior parte dei democratici (38%).

Un’eventuale vittoria di Sanders in Iowa (dove 4 anni fa ha perso contro Hillary Clinton) rappresenterebbe un ritorno importante per il senatore 78enne che lo scorso ottobre ha subito un infarto cardiaco che ha rischiato di escluderlo dalla corsa alla Casa Bianca. E metterebbe pressione sui candidati pro-establishment nel campo democratico. In particolare, se dopo l’Iowa, Sanders dovesse aggiudicarsi anche il New Hampshire (il 10 febbraio), dove e’ attualmente in testa nei sondaggi.

Michael Bloomberg - che ha gia’ speso 260 milioni di dollari in spot elettorali e ha assunto oltre 1.000 persone per curare la sua campagna - aspetta con ansia il Super Tuesday del 3 marzo, quando andranno al voto 14 Stati, per sfidare il resto dei candidati.

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