Sanità Usa: la più costosa al mondo e tra le meno efficienti

Lo rivela uno studio pubblicato da The Commonwealth Fund

Il sistema sanitario degli Stati Uniti è il più costoso al mondo e tra i meno efficienti se paragonato a quelli delle altre economie più forti del pianeta.

Secondo “Mirror, Mirror”, uno studio pubblicato da The Commonwealth Fund, una fondazione privata americana che promuove ricerche nel campo della sanità, tra gli 11 Stati industrializzati presi in esame - Australia, Canada, Francia, Germania, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Norvegia, Svezia, Svizzera, Regno Unito e gli Stati Uniti - l’America si è aggiudicata l’ultimo posto in classifica come già successo nel 2010, 2007, 2006 e nel 2004. Questo perché - in termini di accesso ai servizi, efficienza ed equità - non ha ottenuto ottimi risultati, come invece è il caso del Regno Unito che si è guadagnato il primo posto in graduatoria, seguito dalla Svizzera.

Per stilare questa classifica, i ricercatori si sono basati sui dati - raccolti nel triennio 2011-2013 - relativi alle esperienze vissute da medici e pazienti, ai giudizi espressi in merito alle cure prestate e ricevute e sul funzionamento del sistema sanitario del Paese d’appartenenza in generale. La ricerca analizza anche le informazioni fornite dall'Organizzazione Mondiale della Sanità e dall'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (Ocse), come ad esempio quelle sui livelli di spesa sostenuti annualmente dagli Stati per il sistema sanitario.

Uno degli aspetti per cui gli Stati Uniti si differenziano (in maniera negativa) dagli altri Paesi industrializzati è l'assenza di una copertura sanitaria universale. Alla scarsa accessibilità alle cure mediche si è cercato di rispondere con l’Affordable Care Act (la riforma voluta dal presidente Barack Obama e soprannominata "Obamacare"). Con questo provvedimento il numero di americani che può disporre di una copertura assicurativa è cresciuto e continua a essere in aumento, anche se The Commonwealth Fund afferma di non avere dati recenti su cui basare una valutazione più precisa, perché quelli a sua disposizione sono stati raccolti anni prima della piena attuazione della legge.

Anche in termini di efficienza l’America risulta essere il fanalino di coda dei Paesi industrializzati. I medici statunitensi sostengono di dover affrontare particolari difficoltà nell’esercizio della loro professione: i problemi sarebbero principalmente di tipo amministrativo, legati alla scarsa tempestività con cui vengono comunicate le informazioni e al modo con cui vengono coordinate le cure mediche. Per quanto riguarda la comunicazione, ci potrebbero essere dei miglioramenti, considerando gli importanti incentivi finanziari messi a disposizione degli ospedali americani per l’adozione di nuovi sistemi tecnologici per facilitare l'informazione.

Infine, lo studio evidenzia che gli Stati Uniti spendono per la copertura sanitaria 8.508 dollari a persona, di più rispetto a tutti gli altri 10 Paesi presi in esame (una percentuale di spesa che tiene conto del livello del Pil). Dietro agli Usa c'è la Norvegia con 5.669 dollari per individuo. Nel Regno Unito la cifra ammonta a 3.405 dollari. Pur sborsando così tanto gli Stati Uniti non sono in grado di garantire equità e accesso ai servizi sanitari a tutti i cittadini: 50 milioni di americani ancora non dispongono di un'assicurazione medica.

Altri Servizi

Huawei: Trump disposto a intervenire sul caso, la Cfo ottiene rilascio su cauzione

Il presidente Usa pronto a essere coinvolto pur di raggiungere un accordo commerciale con la Cina. Con Xi, non ne ha ancora parlato

Il presidente americano, Donald Trump, è disposto a intervenire nel caso Huawei se farlo rendesse più facile il raggiungimento di un accordo commerciale tra Stati Uniti e Cina e tutelasse la sicurezza della sua America.

Continua la volatilità a Wall Street

Oggi, in programma il dato sui prezzi alla produzione
AP

Wall Street, ottimismo sui negoziati Usa-Cina

Dati: oggi in programma l'indice dei prezzi al consumo e le scorte di petrolio
iStock

Slitta la decisione sul rilascio su cauzione della Cfo di Huawei

L'udienza riprende oggi alle 19 italiane
Ap

Due giorni non sono bastati per decidere il destino immediato di Meng Wanzhou. Il giudice canadese chiamato a decidere se rilasciare su cauzione la direttrice finanziaria di Huawei, arrestata l'1 dicembre scorso su richiesta degli Stati Uniti mentre cambiava aerei a Vancouver, ha rimandato a oggi una decisione. Anche venerdì scorso non era riuscito a giungere a una conclusione.

Google: il Ceo si prepara al debutto (in ritardo) al Congresso Usa

Il gruppo anticipa ad aprile la chiusura del social network Google+. Trovato un bug che mette a rischio informazioni di 52 milioni di utenti

Il Ceo di Google, Sundar Pichai, domani farà il suo debutto al Congresso Usa. E lo farà in ritardo visto che a settembre aveva sollevato le ire dei legislatori americani per non essersi presentato a testimoniare insieme alla direttrice operativa di Facebook e il Ceo di Twitter.

Qualcomm ottiene divieto di vendita di iPhone in Cina

Apple: "mossa disperata", faremo ricorso.

Continua il braccio di ferro tra Qualcomm e Apple. E il produttore americano di microprocessori canta vittoria, sostenendo di avere ottenuto da un tribunale cinese una ingiunzione preliminare con la quale viene impedito al colosso tech di importare e vendere in Cina alcuni modelli vecchi di iPhone.

Automobili Lamborghini e The Wolfsonian–Florida International University, museo di Miami (Florida), hanno unito le forze per celebrare la cultura italiana. Il gruppo di Sant'Agata Bolognese è stato protagonista di un evento dedicato al design e all'eccellenza italiana.

La Cina convoca l'ambasciatore Usa: l'arresto di lady Huawei un "atto vile"

Per Pechino, le azioni di Washington sono "estremamente cattive nella loro natura". Per questo "compierà azioni ulteriori sulla base delle azioni americane". Si teme una escalation delle tensioni commerciali
AP

Dopo l'ambasciatore canadese, John McCallum, anche quello statunitense, Terry Branstad, è stato richiamato dal ministero cinese degli Esteri. Alla nazione asiatica non è piaciuto l'arresto della direttrice finanziaria del colosso cinese, Meng Wanzhou; per questo ha minacciato il Canada con "conseguenze serie" e ha promesso agli Usa "ulteriori azioni" se saranno necessarie. E' l'ultima dimostrazione di come il caso Huawei sia destinato ad aumentare le tensioni tra Pechino e Washington, passando da Ottawa, tensioni che venerdì scorso hanno provocato un sell-off a Wall Street.

Casa Bianca, Trump annuncia l'addio di John Kelly

Il sostituto del capo di gabinetto verrà annunciato nei prossimi giorni, l’avvicendamento "verso la fine dell’anno"
AP

Continua il turnover tra i membri dell’amministrazione Trump. John Kelly, il capo di gabinetto della Casa Bianca, lascerà l'incarico a fine anno. A renderlo noto è stato lo stesso presidente americano, confermando una notizia che già circolava da tempo. Il tycoon, che ha dato l'annuncio ai giornalisti alla Casa Bianca, ha detto che il nome del successore sarà reso noto nei prossimi giorni.

Russiagate, Cohen e Manafort rischiano il carcere. Trump: "Io scagionato"

L’ex avvocato del tycoon rischia 4 anni, mentre l’ex responsabile della campagna fino a 10

È stato Donald Trump a ordinare a Micheal Cohen, durante la campagna elettorale, i pagamenti illeciti alla pornostar Stormy Daniels e alla modella di Playboy Karen McDougal per scongiurare un possibile scandalo sessuale che avrebbe minacciato la sua corsa alla Casa Bianca. A sostenerlo sono i procuratori federali che hanno interrogato l’ex avvocato personale del tycoon. Cohen "ha agito in coordinamento e sotto la direzione" di un individuo che nelle carte non viene nominato ma che è chiaramente Trump, hanno dichiarato i procuratori che possono infliggere all'ex avvocato personale del presidente una pena fino a quattro anni di carcere.