In Italia “ci sono forti squilibri che vanno affrontati e ribilanciati”, in particolare “ristabilendo un adeguato livello di crescita e competitività”. Ne è convinto Nouriel Roubini, che ha parlato durante la conferenza “Italia e Stati Uniti: due punti di vista sulla crisi”, organizzata alla New York University e alla quale partecipava anche il giornalista e scrittore Roberto Saviano.
Servono dunque azioni decise e tempestive, “più riforme, austerità fiscale e stimoli alla crescita, perché l’austerità da sola porterebbe a una recessione globale”, ha detto Roubini, sottolineando che per ridare fiducia ai mercati “la credibilità del Paese è cruciale tanto quanto la stabilità”. Piena fiducia dunque nell’operato del presidente del Consiglio Mario Monti, “un uomo brillante e corretto”, diverso dal “governo corrotto di Silvio Berlusconi”.
Ma in che misura la crisi in cui si trova l’Italia è dipesa dall’ex premier e dal suo governo? Secondo Saviano “i mercati sono responsabili, ma hanno una responsabilità ancora maggiore ce l'ha il governo, per fortuna, precedente”, che “non ha preparato il Paese in nessun modo a difendere la propria economia da questa crisi internazionale.
Anzi fino a pochissimi mesi fa venivano diffuse attraverso i media dichiarazioni di sicurezza. Vere e proprie menzogne”. Dello stesso avviso anche Roubini, secondo cui però “errori sono stati fatti da entrambi gli schieramenti”. Per l’economista “la speranza è appunto Mario Monti”, che dovrà appunto ripianare il debito, portare avanti riforme e sostenere la crescita. “Molto lavoro resta ancora da fare, ma i passi da compiere sono necessari”, ha detto ancora Roubini.














