Scandalo razzismo: il proprietario dei Los Angeles Clippers bandito a vita dall'Nba

Il miliardario Donald Sterling dovrà pagare 2,5 milioni a causa dei suoi commenti razzisti contro gli afroamericani. La somma andrà ad associazioni che si battono per l'inclusione delle minoranze
V. Stiviano e Donald Sterling ©Ap

Non ci sono sconti, né scuse. L'Nba ha messo all'angolo il proprietario del Los Angels Clippers, Donald Sterling, con una punizione irreversibile, dopo le frasi razziste pronunciate in una telefonata con la sua fidanzata. "La visione espressa da Donald Sterling è profondamente offensiva e dannosa per una lega multiculturale come la nostra: per questo l'Nba lo bandirà a vita dalla Lega e dai Clippers e lo abbliga a pagare una multa da 2,5 milioni di dollari, la cifra massima che possiamo imporre". Così Adam Silver - commissario della lega dei professionisti di basket degli Stati Uniti - è intervenuto sulla questione in una conferenza stampa all'indomani dello scandalo. La mossa dell'Nba era attesa, soprattutto dopo le proteste dell'opinione pubblica e degli stessi giocatori che hanno condannato le uscite del miliardario.

Lo scandalo era scoppiato dopo la pubblicazione dell'audio dal sito di gossip Tmz di una conversazione tra Sterling e V. Stiviano (non è chiaro se si frequentino ancora e non ci sono certezze sul loro fidanzamento visto che Sterling è sposato, ma da tempo separato), in cui l'uomo le diceva di "andare pure a letto con i neri ma di non portarli alle sue partite e di non farsi fotografare con loro". Sempre secondo Tmz, oltre alla gelosia, ad aver fatto scattare l'ira del proprietario dei Clippers sarebbe stata una fotografia pubblicata dalla ragazza su Instagram con Magic Johnson, uno dei più grandi giocatori nella storia della pallacanestro di sempre e storica stella dei Los Angeles Lakers.

Nella telefonata tra i due, Stiviano chiede con insistenza all'ottantenne se "odia i neri". Inoltre la ragazza - di origini afroamericane e messicane - ha negato durante la chiamata di conoscere Johnson e di averlo visto solo per scattare la foto. 

Anche il presidente Barack Obama è intervenuto parlando durante una conferenza stampa dalla Malesia. "Non credo di dover interpretare [le parole di Sterling] per voi; questo tipo di discorsi parlano da soli. Quando le persone - quando gente ignorante vuole pubblicizzare la propria ignoranza non bisogna fare nulla, basta lasciarli parlare. E questo è quello che è successo".

Un altro capitolo è quello degli sponsor che ieri avevano annunciato un fuggi fuggi generale. "Farò del mio meglio per riportare indietro gli sponsor persi dai Clippers", ha annunciato Silver, sapendo quanto costerà alla squadra il polverone alzato dal proprietario. Ieri poco dopo la notizia Virgin Atlantic, Kia, Redbull e molti altri gruppi avevano abbandonato il team chiudendo contratti da milioni di dollari. Tuttavia avevano annunciato di non volere chiudere le sponsorizzazioni ai singoli giocatori.

Sterling è un magnate americano e aveva acquistato i Clippers nel 1981 per 12,5 milioni di dollari. Oggi secondo il magazine Forbes il team vale 575 milioni di dollari. Non è la prima volta che si fa notare per uscite razziste. Già nel 2006 aveva pagato 2,73 milioni di dollari in un patteggimaneto per aver dichiarato di non volere affitare le case di sua proprietà ad afroamericani e ispanici perché "puzzano e attirano insetti". 

Intanto l'Nba non si ferma: Silver ha annunciato di voler fare pressioni sul board della lega per spingere l'ottantenne a vendere il suo team. Poco dopo il provvedimento Sterling ha commentato che la squadra non è in vendita, anche se nelle ultime ore si continuano a rincorrere voci di una possibile cessione. E ironia della sorte a comprarla potrebbe essere proprio Magic Johnson. Il campione ha infatti dichiarato a Yahoo! Sports che l'affare potrebbe interessargli.

Qui è possibile ascoltare l'audio originale

Qui la condanna di Barack Obama

Qui la storia di V. Stiviano - la "v" non è un abbreviazione ma il suo vero nome