Scontro Usa-Gb, Trump: Darroch "molto stupido", May "un disastro"

Il presidente Usa si sfoga su Twitter, dopo le note segrete - rese pubbliche - in cui l'ambasciatore del Regno Unito lo definisce un "inetto"
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Si acuisce lo scontro diplomatico tra Washington e Londra, dopo che la stampa britannica ha reso pubbliche alcune note dell'ambasciatore del Regno Unito, Kim Darroch, in cui l'amministrazione di Donald Trump è definita "inetta". Trump, su Twitter, ha risposto che Darroch "è un tipo molto stupido" e ha criticato la premier del Regno Unito, Theresa May, per il "disastro" sulla Brexit; la May, in precedenza, aveva preso le parti dell'ambasciatore, affermando di avere "piena fiducia" in lui pur non essendo d'accordo con le sue valutazioni.

"L'ambasciatore matto che il Regno Unito ha imposto agli Stati Uniti non è qualcuno di cui siamo contenti, è un tipo molto stupido. Dovrebbe parlare al suo Paese, e alla premier Theresa May, dei falliti negoziati sulla Brexit e non essere seccato per le mie critiche su quanto male siano stati gestiti. Ho detto a May come fare un accordo, ma è andata avanti nel suo assurdo modo, incapace di ottenerlo. Un disastro!" ha scritto Trump su Twitter. 

"Non conosco l'ambasciatore, ma mi hanno detto che è uno stupido presuntuoso. Ditegli che ora gli Stati Uniti hanno la migliore economia e le migliori forze armate del mondo, di gran lunga. E che stanno entrambi diventando più grandi, migliori e più forti. Grazie, signor presidente!" ha concluso Trump.

Nelle note, Darroch svela che ci sarebbero grossi conflitti all’interno della Casa Bianca e sostiene che le politiche economiche di Trump potrebbero distruggere il sistema del commercio mondiale. In uno dei documenti più delicati, Darroch scrive: "Non crediamo davvero che questa amministrazione diventerà sostanzialmente più normale, meno disfunzionale, meno imprevedibile, meno faziosa, meno diplomaticamente inetta".

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Ap

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Un accordo ‘sostanziale’, ma che in realtà e’ soltanto parziale. E’ quanto annunciato dal presidente Donald Trump al termine di due giorni di negoziati con la delegazione cinese capeggiata dal vicepremier Liu He. L’intesa e’ stata comunque ben accolta dai mercati in quanto e’ riuscita ad evitare lo scattare di un incremento dei dazi in programma in prossimo 15 ottobre. Ma e’ lontana dal poter essere considerata una soluzione permanente alla guerra commerciale in corso da oltre 15 mesi tra le due economie piu’ importanti del mondo.

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Dodici candidati democratici prenderanno parte, martedì 15 ottobre, al quarto dibattito verso le primarie per le presidenziali statunitensi. A Westerville, in Ohio, andrà in scena il primo confronto da quando i democratici alla Camera hanno lanciato le indagini per l'impeachment del presidente Donald Trump, dalle accuse di corruzione contro l'ex vicepresidente Joe Biden da parte della Casa Bianca (senza prove), dall'operazione subita dal senatore Bernie Sanders e dal sorpasso in testa ai sondaggi della senatrice Elizabeth Warren.

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