Seconda condanna per Manafort: in tutto 7,5 anni di carcere. E dovrà affrontare un altro processo

L'ex presidente della campagna elettorale di Trump ha ricevuto altri 43 mesi di carcere; subito dopo la sentenza, è stata diffusa la notizia dei 16 capi d'accusa contro di lui a Manhattan
AP

 Paul Manafort, ex presidente della campagna elettorale di Donald Trump, è stato condannato complessivamente a 7 anni e mezzo di carcere. Oggi, è stato condannato a 73 mesi di carcere da un giudice federale di Washington D.C. per due reati, cospirazione contro gli Stati Uniti e cospirazione per ostacolare la giustizia, ma 30 di questi mesi li sconterà contemporaneamente alla condanna della scorsa settimana a 47 mesi di prigione. Entrambi i processi derivano dalle indagini e dalle accuse del procuratore speciale Robert Mueller, che indaga sulla campagna elettorale di Trump e sulle possibili collusioni con la Russia.

"Mi dispiace per quello che ho fatto" ha dichiarato Manafort, prima della sentenza. "Avrò 70 anni tra poche settimane. Mia moglie ne ha 66. Ha bisogno di me, e io ho bisogno di lei. Le chiedo di pensare a questo, per favore non ci separi". Nel primo processo, che si è tenuto in Virginia, Manafort è stato condannato a 47 mesi per otto reati, tra cui frode bancaria e frode fiscale; rischiava fino a dieci anni di carcere. Oggi, nonostante la sua collaborazione con le autorità, non ha ricevuto la clemenza del giudice perché ha violato l'accordo di cooperazione con Mueller, mentendo agli investigatori.

Manafort è la quinta persona condannata nell'ambito delle indagini di Mueller. Un tempo rinomato consulente politico capace di fare fortuna grazie al suo appoggio a dittatori stranieri, Manafort è caduto in disgrazia, aggravando la sua situazione - è il commento del sito politico Axios - con la sua cronica avversione per la verità: ha mentito alle sue banche, ai suoi commercialisti, ai suoi avvocati e, soprattutto, a Mueller.

Manafort ha mentito riguardo ai suoi contatti con Konstantin Kilimnik, presunta spia russa, con cui ha condiviso i sondaggi interni della campagna elettorale di Trump, e sulle loro discussioni per un piano di pace segreto per l'Ucraina. Trump e i suoi avvocati hanno sempre dichiarato che i crimini di Mueller non hanno nulla a che fare con la presidenza e che non c'è stata alcuna collusione con la Russia; la questione dell'eventuale collusione, come ha specificato la giudice Amy Berman Jackson, "non era presente in questo caso".

Pochi minuti dopo aver ricevuto la seconda condanna, Manafort è stato rinviato a giudizio nello Stato di New York. L'ex presidente della campagna elettorale di Trump è stato accusato dal gran giurì - su richiesta del procuratore distrettuale di Manhattan - di 16 reati, tra cui frode sui mutui e falsificazione di documenti finanziari. L'ex consulente politico è già stato condannato a 7 anni e mezzo di carcere.  Le nuove accuse hanno una notevole importanza perché, se Manafort sarà giudicato colpevole, la sua condanna non potrà essere condonata dal presidente Donald Trump: il potere di grazia del presidente vale solo per reati federali e, in questo caso, saremo di fronte a un processo statale. Trump non ha mai detto che concederà la grazia a Manafort, ma ha più volte ricordato il suo potere e ha difeso ripetutamente il suo ex collaboratore. Se condannato nello Stato di New York, Manafort rischia una condanna fino a 25 anni di carcere.

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